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03:58 sabato 10 gennaio 2026
Lo “Zanardi equestre” di Andrea Pazienza è diventato un caso giudiziario perché era stato buttato nell’immondizia e adesso non si sa a chi appartenga Da una parte c'è l'uomo che lo ha recuperato dalla discarica e restaurato, dall'altra il Comune che l'opera l'ha pagata.
La maggior parte dei visti per artisti e scienziati stranieri negli Stati Uniti sta andando a influencer e onlyfanser Più della metà dei visti riservati alle «persone che eccellono nel campo delle arti» va a a persone che di mestiere creano "contenuti" per i social.
L’unico film corto mai realizzato da Béla Tarr si può vedere gratuitamente online Si chiama Prologue, fa parte di Visions of Europe, un film collettivo del 2004 composto da 25 cortometraggi, e dura poco più di 5 minuti.
Per impedire ai manifestanti di organizzare altre proteste, il regime iraniano ha spento completamente internet in tutto il Paese Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, il traffico internet in Iran si è azzerato. Letteralmente. Il regime spera così di rendere più difficile l'organizzazione di nuove proteste.
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.

Chi sono i Proud Boys, il gruppo di estrema destra nominato da Trump

30 Settembre 2020

Il primo dibattito presidenziale è stato un disastro, o almeno così lo descrivono gli analisti, sui media e sui social: entrambi i candidati sono sembrati in affanno e hanno di molto abbassato il livello del discorso, non rispettando le regole dell’evento e parlandosi addosso il più delle volte. Tra i punti del dibattito che più stanno facendo discutere in queste ore, c’è l’affermazione che il presidente in carica ha fatto sui Proud Boys, un gruppo di estrema destra spesso accusato di incitare alla violenza razziale. Alla domanda se condannasse o meno i suprematisti bianchi e i gruppi paramilitari, Trump ha infatti riposto: «Proud Boys, fate un passo indietro e rimanete a guardare».

In molti hanno interpretato quello “stand by” anche come un invito a “tenersi pronti”, ma Jason Miller, consigliere senior per la campagna del presidente, ha detto che invece si trattava dell’esatto opposto, «un invito molto chiaro a smetterla». Nonostante le ambiguità, i Proud Boys hanno celebrato la menzione durante il dibattito, come riporta il New York Times: già dopo pochi minuti, «i membri del gruppo stavano postando su canali social privati, definendo il commento del presidente “storico”. In un canale dedicato ai Proud Boys su Telegram, un’app di messaggistica privata, i membri del gruppo hanno definito il commento del presidente una tacita approvazione delle loro tattiche violente».

I Proud Boys sono stati fondati nel 2016 da Gavin McInnes, uno dei fondatori di Vice Media riciclatosi estremista di destra. Si definiscono «un’organizzazione fraterna pro-Occidente per soli uomini». Formalmente, si sono sempre distanziati da gruppi come il KKK di David Duke e l’alt-right di Richard Spencer, ma nel concreto hanno molte similitudini con quel tipo di organizzazioni: McInnes non ha problemi a farsi definire un misogino, e ha dichiarato più volte che il femminismo ha rovinato la vita alle donne, ritiene che i confini dell’America vadano chiusi e che la violenza “giustificata” sia il metodo giusto per risolvere i conflitti della società. Sempre secondo quanto dichiarato da McInnes negli anni, l’Occidente è l’inventore della modernità e per questo superiore a tutte le altre civiltà: «La Russia fa schifo, la Cina fa schifo, il Medio Oriente non è la mia tazza di tè. Penso che sia indiscutibile che l’Occidente sia superiore. L’Occidente è costruito sulla libertà e sulla meritocrazia», ha ribadito più volte. Il gruppo è conosciuto anche per i bizzarri riti di iniziazione, come quello di prendere a pugni i nuovi membri mentre recitano a voce alta marche di cereali, e per la spiccata preferenza verso marchi come Fred Perry (che ha infatti ritirato dal mercato la loro maglia preferita, quella nera e gialla).

Nel novembre del 2018 McInnes, che si è sempre definito un commentatore che fa satira politica, ha ufficialmente preso le distanze dai Proud Boys con un video pubblicato online: «Mi sto ufficialmente dissociando dai Proud Boys, a tutti i livelli, per sempre, ho lasciato. Il mio team legale e le forze dell’ordine mi hanno detto che questo gesto aiuterà ad alleviare la loro condanna… Non siamo un gruppo estremista e non abbiamo legami con i nazionalisti bianchi». La decisione è arrivata dopo che militanti dei Proud Boys sono rimasti coinvolti in alcuni scontri violenti con alcuni gruppi degli Antifa e le autorità li hanno riconosciuti colpevoli di aver incitato la rissa. McInnes, inoltre, è stato bannato da Facebook, Twitter e YouTube. Quando Abc News gli ha chiesto se ritenesse di avere una qualche responsabilità per quello che erano diventati i Proud Boys, McInnes ha risposto così: «Sì, ho qualche responsabilità. Non sono esente da sensi di colpa in questo. Non avrei dovuto dire “la violenza risolve tutto” o cose del genere senza chiarire il contesto e mi dispiace di averlo fatto».

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