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21:27 mercoledì 11 marzo 2026
L’unico Paese entusiasta della decisione di riammettere la Russia alla Biennale di Venezia è la Russia Quasi tutti Paesi europei si sono espressi contro la decisione della Biennale e in tanti hanno già iniziato a minacciare il boicottaggio.
C2C Festival ha pubblicato il set che Nicolas Jaar ha dedicato a Sergio Ricciardone nella serata finale dell’ultima edizione del festival Un set speciale e segreto che ora, nel giorno dell'anniversario della morte del fondatore, si può ascoltare e scaricare gratuitamente sulla pagina Bandcamp di C2C Festival.
La Spagna ha approvato una legge che garantisce assistenza medica gratuita anche ai migranti senza documenti «L'obiettivo è rispondere a un'ondata di odio ribadendo che la dignità non dipende dal possesso di un visto», ha detto la ministra della Salute Mónica García.
A quasi ottant’anni, Arnold Schwarzenegger tornerà a interpretare Conan il barbaro L'attore ha 78 anni ma è prontissimo a indossare di nuovo i panni del re distruttore, che però nel nuovo film sarà anche re vecchio e stanco.
Il sindacato delle librerie indipendenti francesi ha cacciato Amazon dalla Fiera del libro di Parigi Amazon avrebbe dovuto essere il main sponsor del Festival du Livre de Paris, principale fiera letteraria francese. Il Syndicat de la Librairie Française si è opposto.
A Londra hanno aperto due punti di controllo qualità della droga per prevenire overdose e morti Si trovano a Hackney e Camden, li gestisce l'associazione The Loop, assieme al Comune e alla polizia locale.
Chloë Sevigny e Gillian Anderson hanno sfilato per Miu Miu ricordandoci che gli anni ’90 sono stati bellissimi Lo show, chiamato "Mindful Intimacy", rifletteva sul rapporto tra corpo e abito in un mondo così grande e problematico: un pensiero che, di per sé, è già molto anni '90.
Il brand di Pat McGrath, una della make up artist più famose al mondo, ha dichiarato bancarotta E però ha già trovato nuovi investitori che sosterranno con 30 milioni la ristrutturazione dell'azienda.

Chi sono i Proud Boys, il gruppo di estrema destra nominato da Trump

30 Settembre 2020

Il primo dibattito presidenziale è stato un disastro, o almeno così lo descrivono gli analisti, sui media e sui social: entrambi i candidati sono sembrati in affanno e hanno di molto abbassato il livello del discorso, non rispettando le regole dell’evento e parlandosi addosso il più delle volte. Tra i punti del dibattito che più stanno facendo discutere in queste ore, c’è l’affermazione che il presidente in carica ha fatto sui Proud Boys, un gruppo di estrema destra spesso accusato di incitare alla violenza razziale. Alla domanda se condannasse o meno i suprematisti bianchi e i gruppi paramilitari, Trump ha infatti riposto: «Proud Boys, fate un passo indietro e rimanete a guardare».

In molti hanno interpretato quello “stand by” anche come un invito a “tenersi pronti”, ma Jason Miller, consigliere senior per la campagna del presidente, ha detto che invece si trattava dell’esatto opposto, «un invito molto chiaro a smetterla». Nonostante le ambiguità, i Proud Boys hanno celebrato la menzione durante il dibattito, come riporta il New York Times: già dopo pochi minuti, «i membri del gruppo stavano postando su canali social privati, definendo il commento del presidente “storico”. In un canale dedicato ai Proud Boys su Telegram, un’app di messaggistica privata, i membri del gruppo hanno definito il commento del presidente una tacita approvazione delle loro tattiche violente».

I Proud Boys sono stati fondati nel 2016 da Gavin McInnes, uno dei fondatori di Vice Media riciclatosi estremista di destra. Si definiscono «un’organizzazione fraterna pro-Occidente per soli uomini». Formalmente, si sono sempre distanziati da gruppi come il KKK di David Duke e l’alt-right di Richard Spencer, ma nel concreto hanno molte similitudini con quel tipo di organizzazioni: McInnes non ha problemi a farsi definire un misogino, e ha dichiarato più volte che il femminismo ha rovinato la vita alle donne, ritiene che i confini dell’America vadano chiusi e che la violenza “giustificata” sia il metodo giusto per risolvere i conflitti della società. Sempre secondo quanto dichiarato da McInnes negli anni, l’Occidente è l’inventore della modernità e per questo superiore a tutte le altre civiltà: «La Russia fa schifo, la Cina fa schifo, il Medio Oriente non è la mia tazza di tè. Penso che sia indiscutibile che l’Occidente sia superiore. L’Occidente è costruito sulla libertà e sulla meritocrazia», ha ribadito più volte. Il gruppo è conosciuto anche per i bizzarri riti di iniziazione, come quello di prendere a pugni i nuovi membri mentre recitano a voce alta marche di cereali, e per la spiccata preferenza verso marchi come Fred Perry (che ha infatti ritirato dal mercato la loro maglia preferita, quella nera e gialla).

Nel novembre del 2018 McInnes, che si è sempre definito un commentatore che fa satira politica, ha ufficialmente preso le distanze dai Proud Boys con un video pubblicato online: «Mi sto ufficialmente dissociando dai Proud Boys, a tutti i livelli, per sempre, ho lasciato. Il mio team legale e le forze dell’ordine mi hanno detto che questo gesto aiuterà ad alleviare la loro condanna… Non siamo un gruppo estremista e non abbiamo legami con i nazionalisti bianchi». La decisione è arrivata dopo che militanti dei Proud Boys sono rimasti coinvolti in alcuni scontri violenti con alcuni gruppi degli Antifa e le autorità li hanno riconosciuti colpevoli di aver incitato la rissa. McInnes, inoltre, è stato bannato da Facebook, Twitter e YouTube. Quando Abc News gli ha chiesto se ritenesse di avere una qualche responsabilità per quello che erano diventati i Proud Boys, McInnes ha risposto così: «Sì, ho qualche responsabilità. Non sono esente da sensi di colpa in questo. Non avrei dovuto dire “la violenza risolve tutto” o cose del genere senza chiarire il contesto e mi dispiace di averlo fatto».

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