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Sempre più giovani si dedicano al solomaxxing, cioè rimanere single perché per trovare un partner servono troppo tempo e troppi soldi Essere single non per scelta sentimentale o filosofica, ma perché le relazioni hanno un costo che il reddito medio non copre più.
Per festeggiare il centesimo compleanno il brand islandese 66°North si è inventato una delle campagne più riuscite degli ultimi anni Cento persone, nate ognuna in uno degli anni trascorsi dal 1926 a oggi, fotografate con addosso i loro vecchi capi 66°North, quelli a cui sono più affezionati.
Nelle praterie della Mongolia è stata costruita una galleria d’arte che sembra un’astronave precipitata sulla Terra Si chiama Praire Ark, l'ha disegnata lo studio architettonico cinese Büro Ziyu Zhuang ispirandosi alla saga di Alien di Ridley Scott.
Un tizio ha trovato per caso una demo unica di Is This It degli Strokes che la band aveva registrato e poi buttato È una prima versione dell'album, prodotta da Gil Norton, che Casablancas e compagni bocciarono e cestinarono. E che ora è miracolosamente riapparsa.
Secondo una ricerca scientifica gli uffici open space fanno male al cervello, fanno stancare di più e lavorare peggio A quanto pare ci voleva una ricerca per capire che rumore continuo, confusione incessante e assenza di spazio personale non fanno bene al cervello.
La pregiatissima collezione di vini di Stalin verrà venduta per finanziare l’apertura di una scuola di enologia in Georgia Al suo interno sono conservate più di 40 mila bottiglie, in parte prese dalle cantine degli zar e in parte scelte personalmente da Stalin.
Il prossimo film di Alice Rohrwacher sarà un adattamento del Barone rampante di Italo Calvino La regista non ha fatto in tempo a finire le riprese di Three Incestuous Sisters che è già arrivato l'annuncio del suo prossimo progetto.
La Filarmonica di Berlino lancerà il suo festival letterario e la prima ospite sarà Han Kang Il 7 settembre la scrittrice terrà una lettura della sua nuova opera, La scatola delle lacrime, accompagnata dai musicisti della Filarmonica.

Quello che New York poteva essere (e non è stata)

24 Ottobre 2016

Nel 1925 New York raggiunse sei milioni di abitanti, sorpassando Londra e diventando, così, la città più grande del mondo. In questo periodo, molti architetti iniziarono a pensare a delle soluzioni efficienti per ridurre la confusione, sfruttando ogni lato possibile della città.

Atlas Obscura riporta alcuni di questi progetti avveniristici inclusi in Never Built New York, libro di Sam Lubell e Greg Goldin che parla di idee mai realizzate, ma che avrebbero potuto cambiare profondamente l’estetica di New York. L’architetto Raymond Hood, lo stesso che ha disegnato anche il Rockefeller Center e il Daily News Building, ad esempio, propose di sfruttare i due fiumi – l’East River e l’Hudson – per costruire dei ponti-grattacieli che avrebbero avuto al loro interno negozi, appartamenti, scuole e teatri, e con degli ascensori che avrebbero portato al livello dell’acqua. Hood disse al New York Magazine che la proposta di costruire ponti con edifici da sessanta piani era «semplice» e «facilmente realizzabile».

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L’idea di voler sfruttare l’acqua non fu soltanto di Hood: nel 1946, Wallace K. Harrison e William Zeckendorf proposero X-City, un complesso dotato di grattacieli curvi e una pista di atterraggio per elicotteri e ultraleggeri sull’East River. A Ellis Island guardò invece Frank Lloyd Wright, che con “Key Project”, il suo ultimo disegno prima della morte nel 1959, aveva immaginato l’isola come una piccola città futuristica, con appartamenti, hotel, ospedali, un planetario e uno yacht club, in cui le macchine non sarebbero state ammesse e le persone avrebbero dovuto spostarsi soltanto con scale mobili e ascensori.

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Le idee moderniste continuarono per anni: nel 1961, ad esempio, Victor Gruen progettò una rivoluzione per Roosevelt Island, che avrebbe dovuto essere composta soltanto da grattacieli e cemento. 

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Nello stesso anno, Robert Moses pensò di estendere la Fifth Avenue tramite Washington Square Park, che in questo modo avrebbe avuto delle strade che potevano essere attraversate in macchina come a Central Park. 

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Il più grande parco di New York avrebbe potuto, poi, essere composto da giardini dai tratti geometrici, come dal progetto di John Rink. 

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Ma c’è chi andò oltre: Richard Buckminster Fuller, ad esempio, progettò una cupola di vetro di più di tre chilometri di diametro, che avrebbe dovuto coprire Midtown Manhattan per regolarizzare il clima e diminuire l’inquinamento.

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Immagini: Frank Lloyd Wright Foundation e Never Built New York (Metropolis Books)
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