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17:20 giovedì 14 maggio 2026
A giugno arriveranno in streaming i primi quattro film di Sean Baker, mai distribuiti fino a ora in Italia Sono Four Letter Words, Take Out, Prince of Broadway, Starlet e saranno disponibili a partire da giugno, in lingua originale con sottotitoli.
C’è una copia di Wikipedia in cui tutti gli articoli sono deliri sconnessi e sconclusionati scritti da una AI Si chiama Halupedia e contiene tutte le informazioni su eventi storici come il Grande Censimento dei Piccioni del 1887 e approfondimenti sul mandato gnomico del ragionamento circolare.
Un’operazione segreta dell’Onu ha salvato dalle macerie di Gaza milioni di documenti che ricostruiscono la storia del popolo palestinese dalla Nakba a oggi In 10 mesi, gli operatori hanno salvato milioni di documenti che permetteranno di ricostruire gli alberi genealogici dei palestinesi e di raccontare il loro legame con quella terra.
La lunghissima, tesissima, imbarazzatissima stretta di mano tra Donald Trump e Xi Jinping È durata 14 secondi, nessuno sembrava voler mollare la presa per primo, ovviamente su internet si sono fatte scommesse e meme a riguardo.
Helen Mirren ha esordito come testimonial di Stella McCartney facendo una “cover” di Come Together dei Beatles In realtà si tratta di un bis: Mirren quel testo lo aveva già enunciato alla sfilata di Stella McCartney per la primavera/estate 2026.
Uno studio ha dimostrato che interessarsi all’arte e alla cultura rallenta l’invecchiamento e migliora la salute Addirittura più dell'esercizio fisico: dedicarsi alle arti almeno una volta alla settimana riduce l'invecchiamento biologico di un anno.
L’invasione dei pavoni di Punta Marina è diventata una notizia di portata internazionale È stata ripresa nientemeno che da Ap News, cioè da Associated Press, con un video pubblicato sul loro sito.
È in lavorazione un film sulla storia di C’era una volta in America di Sergio Leone «È la storia di un uomo che ci ha messo 15 anni a fare un film e che finché non ci è riuscito non ha fatto nient'altro. Tutto raccontato con l'ironia di mio padre», ha detto Raffaella Leone, figlia di Sergio e produttrice del film.

Quello che New York poteva essere (e non è stata)

24 Ottobre 2016

Nel 1925 New York raggiunse sei milioni di abitanti, sorpassando Londra e diventando, così, la città più grande del mondo. In questo periodo, molti architetti iniziarono a pensare a delle soluzioni efficienti per ridurre la confusione, sfruttando ogni lato possibile della città.

Atlas Obscura riporta alcuni di questi progetti avveniristici inclusi in Never Built New York, libro di Sam Lubell e Greg Goldin che parla di idee mai realizzate, ma che avrebbero potuto cambiare profondamente l’estetica di New York. L’architetto Raymond Hood, lo stesso che ha disegnato anche il Rockefeller Center e il Daily News Building, ad esempio, propose di sfruttare i due fiumi – l’East River e l’Hudson – per costruire dei ponti-grattacieli che avrebbero avuto al loro interno negozi, appartamenti, scuole e teatri, e con degli ascensori che avrebbero portato al livello dell’acqua. Hood disse al New York Magazine che la proposta di costruire ponti con edifici da sessanta piani era «semplice» e «facilmente realizzabile».

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L’idea di voler sfruttare l’acqua non fu soltanto di Hood: nel 1946, Wallace K. Harrison e William Zeckendorf proposero X-City, un complesso dotato di grattacieli curvi e una pista di atterraggio per elicotteri e ultraleggeri sull’East River. A Ellis Island guardò invece Frank Lloyd Wright, che con “Key Project”, il suo ultimo disegno prima della morte nel 1959, aveva immaginato l’isola come una piccola città futuristica, con appartamenti, hotel, ospedali, un planetario e uno yacht club, in cui le macchine non sarebbero state ammesse e le persone avrebbero dovuto spostarsi soltanto con scale mobili e ascensori.

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Le idee moderniste continuarono per anni: nel 1961, ad esempio, Victor Gruen progettò una rivoluzione per Roosevelt Island, che avrebbe dovuto essere composta soltanto da grattacieli e cemento. 

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Nello stesso anno, Robert Moses pensò di estendere la Fifth Avenue tramite Washington Square Park, che in questo modo avrebbe avuto delle strade che potevano essere attraversate in macchina come a Central Park. 

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Il più grande parco di New York avrebbe potuto, poi, essere composto da giardini dai tratti geometrici, come dal progetto di John Rink. 

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Ma c’è chi andò oltre: Richard Buckminster Fuller, ad esempio, progettò una cupola di vetro di più di tre chilometri di diametro, che avrebbe dovuto coprire Midtown Manhattan per regolarizzare il clima e diminuire l’inquinamento.

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Immagini: Frank Lloyd Wright Foundation e Never Built New York (Metropolis Books)
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