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Lo “Zanardi equestre” di Andrea Pazienza è diventato un caso giudiziario perché era stato buttato nell’immondizia e adesso non si sa a chi appartenga Da una parte c'è l'uomo che lo ha recuperato dalla discarica e restaurato, dall'altra il Comune che l'opera l'ha pagata.
La maggior parte dei visti per artisti e scienziati stranieri negli Stati Uniti sta andando a influencer e onlyfanser Più della metà dei visti riservati alle «persone che eccellono nel campo delle arti» va a a persone che di mestiere creano "contenuti" per i social.
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Per impedire ai manifestanti di organizzare altre proteste, il regime iraniano ha spento completamente internet in tutto il Paese Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, il traffico internet in Iran si è azzerato. Letteralmente. Il regime spera così di rendere più difficile l'organizzazione di nuove proteste.
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.

La commissione del Premio Pulitzer ha elogiato gli studenti che stanno raccontando le proteste nelle università americane

03 Maggio 2024

Giovedì 2 maggio il Pulitzer Prize Board ha diffuso un comunicato stampa in cui si elogiavano gli «innumerevoli sforzi» fatti dagli studenti giornalisti che in queste settimane stanno raccontando le proteste – e le repressioni delle proteste – nei campus universitari americani. Il Board ha sottolineato che gli studenti stanno facendo tutto esponendosi «a grandi rischi, sia personali che accademici». Il Board ha sottolineato soprattutto il lavoro fatto dagli studenti giornalisti della Columbia University, che hanno raccontato l’irruzione della polizia di New York nel campus per sgomberare un edificio dell’università che era stato occupato da studenti che protestavano in favore della Palestina. «Vogliamo riconoscere – si legge nel comunicato stampa – lo straordinario lavoro fatto sul luogo, in diretta dagli studenti della Columbia University, che è tra l’altro il luogo che ospita il Premio Pulitzer».

Mentre negli Stati Uniti prosegue la polemica iniziata di fatto lo scorso 8 ottobre, subito dopo la strage perpetrata da Hamas nei kibbutz israeliani e l’invasione israeliano della Striscia di Gaza (ne avevamo parlato qui) – una polemica riaccesa dalle dichiarazioni di Biden, che sulla questione delle proteste e delle repressioni si è limitato a dire che secondo lui è giusto che «prevalga l’ordine» – dunque, la commissione del Premio Pulitzer ribadisce che gli studenti che stanno mostrando quello che succede nei campus americani nel 2024 sono un’incarnazione dello «spirito della libertà di stampa» e che stanno contribuendo a «raccontare notizie che interessano tutto il Paese, in circostanze molto difficili e pericolose, e rischiando di essere arrestati». Se volete leggere tutto il comunicato stampa, lo trovate qui.

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