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La lunghissima, tesissima, imbarazzatissima stretta di mano tra Donald Trump e Xi Jinping È durata 14 secondi, nessuno sembrava voler mollare la presa per primo, ovviamente su internet si sono fatte scommesse e meme a riguardo.
Helen Mirren ha esordito come testimonial di Stella McCartney facendo una “cover” di Come Together dei Beatles In realtà si tratta di un bis: Mirren quel testo lo aveva già enunciato alla sfilata di Stella McCartney per la primavera/estate 2026.
Uno studio ha dimostrato che interessarsi all’arte e alla cultura rallenta l’invecchiamento e migliora la salute Addirittura più dell'esercizio fisico: dedicarsi alle arti almeno una volta alla settimana riduce l'invecchiamento biologico di un anno.
L’invasione dei pavoni di Punta Marina è diventata una notizia di portata internazionale È stata ripresa nientemeno che da Ap News, cioè da Associated Press, con un video pubblicato sul loro sito.
È in lavorazione un film sulla storia di C’era una volta in America di Sergio Leone «È la storia di un uomo che ci ha messo 15 anni a fare un film e che finché non ci è riuscito non ha fatto nient'altro. Tutto raccontato con l'ironia di mio padre», ha detto Raffaella Leone, figlia di Sergio e produttrice del film.
L’Unione europea ha finalmente approvato delle sanzioni contro i coloni israeliani Le sanzioni prevedono il congelamento dei beni e il divieto di viaggio. Sono state approvate grazie alla rimozione del veto fin qui imposto dall'Ungheria.
È uscito il primo trailer di Tony, “l’antibiopic” che racconta un anno della vita di Anthony Bourdain prima che diventasse Anthony Bourdain Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.

Pornage, come esaudiamo il nostro desiderio

Dati alla mano, la giornalista Barbara Costa esplora le infinite varianti del rapporto tra sesso, pornografia e contemporaneità.

21 Giugno 2018

Per scrivere e girare i sette episodi che componevano il suo famoso film del 1972, Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere), Woody Allen aveva tratto ispirazione dall’omonimo libro divulgativo del sessuologo David Reuben. Ho provato a immaginare un film liberamente ispirato a quello che Barbara Costa, giornalista, racconta nel suo Pornage (il Saggiatore), in libreria dal 14 giugno. Servirebbe un regista ironico e geniale come Woody Allen, perché il materiale contenuto in questo saggio è praticamente infinito, e non sarebbe certo facile scegliere su cosa concentrarsi. Se nel film del ’72 Allen gioca a sdrammatizzare le psicosi sessuali dell’americano medio, nel suo libro Barbara Costa si diverte a collezionare, con spirito leggero e ambiziosamente encliclopedico, le più svariate perversioni, abitudini, tendenze e scoperte della vita sessuale degli esseri umani, medi e meno medi, in Italia e all’estero.

Dire che Pornage fa il punto sulla pornografia contemporanea sarebbe riduttivo. Anche se l’indagine di Costa parte proprio dall’eredità di personaggi come Hug Hefner e Larry Flynt e dal potere rivoluzionario e dirompente del porno (uno dei tantissimi esempi citati è la rivista tedesca Pornceptual che proponendo foto di orge fra tutti i colori di pelle, identità e orientamenti sessuali celebra l’utopismo di superare le diversità e si batte perché le sessualità non siano più gerarchizzate), quello che esplora è il sesso, in tutte le sue forme e declinazioni: quando diventa un lavoro, un hobby, un’ossessione, uno strumento per avvicinarsi agli altri, un percorso, un modo per conoscersi, ribellarsi, determinarsi. Il porno, sottolinea Barbara Costa fin dalle prime pagine, è «impulsivo e disturbante, ci mostra quello che siamo e che desideriamo davvero: ciò che ci neghiamo e rifiutiamo solo per buona educazione». E ancora: «Il porno vero non fa sconti a nessuno, fa tabula rasa di ogni maschera, protezione e barriera: solo in questo modo garantisce progresso e modernità. Il porno è felice e spudorata erotomania, è sentimento laico estraneo a ogni conformismo, non ha remore né paura di nulla, e non si ferma davanti a niente: trova sempre nuovi tabù da spazzare, nuove battaglie da vincere».

Il tentativo di Pornage è quello di riunire e descrivere praticamente ogni realtà sessuale esistente. Qualche esempio? Barbara Costa racconta il mondo degli adult babies, uomini perfettamente sani di mente che si eccitano quando regrediscono allo stato infantile, e pagano per trascorrere pomeriggi in appositi “asili”, dove possono essere nutriti con merendine e pappette, giocare con il pongo, esprimersi tramite lallazioni inarticolate e venire coccolati dalle maestre (non ci sono rapporti sessuali, ma c’è desiderio). Parla dei bordoll, case chiuse in cui le prostitute sono bambole di silicone a grandezza naturale che vengono pulite e disinfettate dopo ogni rapporto, degli uomini che si eccitano sessualmente soltanto pagando una mistress il cui compito è esplicitamente quello di sfruttarli economicamente e rovinarli senza dare nulla in cambio (nemmeno prestazioni sessuali), ci sono App di incontri sessuali create appositamente per i proprietari di cani (Tindog) o per chi cerca solo intellettuali (Sapio), ci sono orge alle quali si può accedere solo se si hanno più di una certa quantità di follower su Instagram.

Ma oltre a passare in rassegna tutte le perversioni e abitudini sessuali esistenti, comprese le più strane e insolite (che comunque accomunano sempre una buona quantità di persone: è un libro pieno di dati numerici, nomi e testimonianze dirette raccolte dalla giornalista), Costa esplora il mondo della pornografia conosciuto (e conoscibile) da tutti, quello della rete, dallo hijab porn (di cui Mia Khalifa e Arabelle Raphael sono le più famose esponenti) alle scene di sesso tra Topolino e Minnie. E poi tantissimi altri racconti e situazioni: il primo trans incinto al mondo (nato femmina, ha iniziato le cure ormonali e oggi ha l’aspetto di un uomo, ma non si è operato e ha dato alla luce 3 figli), gli interventi sui bambini che nascono intersex, in cui i genitori devono decidere “che sesso dare” al figlio (e la testimonianza della modella Hanne Gaby Obiele, che potendo scegliere non avrebbe voluto essere operata), la tradizione napoletana del femminiello, il culto di Mamma Schiavona (la Madonna dalla pelle scura che non fa differenze sessuali tra i suoi devoti), gli asessuali (che non provano desiderio sessuale di alcun tipo e vivono in uno stato di castità volontaria, pur avendo relazioni amorose), e tantissime altre storie appartenenti al passato, al presente e al futuro. Terminato di leggere questo libro, rimangono addosso sono due sensazioni: ricchezza e libertà. Ricchezza per il piacere di scoprire, approfondire o ritrovare le più varie tendenze sessuali e perversioni possibili e immaginabili. Libertà perché sembra che, almeno nel reame del porno, del sesso e del desiderio, nessuno sia mai abbastanza “diverso” da poter essere escluso o ignorato.

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