Hype ↓
11:05 sabato 7 marzo 2026
Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.
L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.
C’è una proposta di legge per inserire la gentilezza tra i parametri con cui l’Istat misura la qualità della vita Proposta che è arrivata in Parlamento e che sostiene che una società più gentile sia non solo moralmente migliore ma anche più ricca economicamente.
L’invito per la sfilata di Dior alla settimana della moda di Parigi è una sedia In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.
In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.
Il favorito per diventare il prossimo Presidente del Consiglio del Nepal è un ex rapper che non si toglie mai gli occhiali da sole Si chiama Balen Shah e la sua immagine è così legata a quel modello di occhiali da sole che nei negozi hanno preso a chiamarli "occhiali Balen Shah".
Il bene più a rischio a causa della guerra in Medio Oriente non è né il petrolio né il gas ma il fertilizzante Nella regione se ne produce moltissimo, la guerra ha già causato problemi logistici e aumenti dei prezzi che rischiano di stravolgere l'agricoltura mondiale.

Politica di un vestito da convention

Michelle Obama in blu Christian Siriano, Melania Trump in bianco Roksanda e Ivanka in un abito rosa della sua linea: che messaggio hanno dato gli abiti delle convention.

26 Luglio 2016

Quando una donna calca un palco di potere e finisce sotto i riflettori, è quasi inevitabile si parli del modo in cui si veste. Fatta eccezione per la regina Elisabetta e Angela Merkel, il cui sfrontato amore per i colori pastello e le silhouette severe le hanno consacrate oltre la sfera del “fashion”, le altre devono sottostare all’implacabile regola del vestirsi bene, riassumibile nell’espressione molto anni ’80 del “power dressing”. È successo a Hillary Clinton, che in questi giorni si prepara ad accettare formalmente la candidatura democratica ed è stata spesso criticata per il suo “non curarsi abbastanza” (solo a gennaio ha ottenuto il plauso del critico di stile del Times, Vanessa Friedman). Ed è successo a Theresa May, il secondo Primo ministro donna nella storia del Regno Unito, alla quale invece  è stata sin da subito rimproveratala passione per le scarpe, come una brutta copertina del Sun ha dimostrato all’indomani della sua elezione.

Ne ha parlato Laura Bates sul Guardian, chiedendosi quanto è cambiato il modo di coprire una leadership femminile da Margareth Thatcher a oggi: possibile che siamo addirittura regrediti su questo fronte? «Certamente anche Thatcher ha affrontato una copertura mediatica sessista e infantile (…), ma se le cose da allora non sono peggiorate, non si può neanche dire che siano migliorate. Anzi, si potrebbe argomentare addirittura che Thatcher abbia “sofferto” del sessismo dei media più alla sua morte nel 2013, che al momento della sua elezione nel 1979 (…). È giusto che primo ministro e politici in generale passino sotto lo scrutinio pubblico, ma questo tipo di commenti sessisti e senza senso distolgono l’attenzione da quello su cui dovremmo concentrarci. Finché le prime pagine dei giornali si concentreranno sui suoi tacchi, le credenziali politiche e le decisioni di Theresa May passeranno in secondo piano».

Republican National Convention: Day Four

Tuttavia, c’è qualcosa di profondamente interessante in questo power dressing figlio della Working Girl di Sigourney Weaver, e lo nota Jake Hall su i-D, quando scrive che le spalle esagerate dei completi visti sulla passerella di Balenciaga, la prima disegnata da Demna Gvasalia, ci hanno fatto pensare al modo di vestire di Merkel e Clinton, consumate politiche che i palchi del potere li calcano da un po’. In parte quelle spalle sono una continuazione della silhouette architettonica ma spoglia tipica della moda di Gvasalia, in parte sono un’enfasi sulla responsabilità che la gestione del potere comporta, tanto per gli uomini quanto per le donne, in parte ancora sono solo un riflesso (sbiadito) dell’estetica di Martin Margiela e dello svuotamento dei canoni classici del vestire bene di cui sopra (quindi sì, una presa in giro).

Si prenda il caso di Michelle Obama, per esempio, che nella turbolenta convention democratica attualmente in corso e in attesa dei due discorsi più importanti – quello del presidente in carica e quello del candidato ufficiale – rischia di essere l’unico collante di una partito verso il quale neanche le attrici famose si preoccupano di nascondere la propria insoddisfazione. La First Lady non ha mai ricorso alle spalle allargate per sottolineare la sua posizione di potere, ma ha gestito con intelligenza il ruolo “decorativo” che tristemente spetta alle mogli dei presidenti, e ha fatto del suo stile colorato e femminile un marchio di fabbrica, sdoganando le braccia muscolose, i colori vistosi, le fantasie azzardate e persino le manicure di tendenza, associando la sua immagine a quella di una femminilità consapevole e libera, determinata, americana ma internazionale. Il vestito blu di Christian Siriano scelto per il discorso di lunedì sera è Michelle-style nelle linee e nel pensiero – leggermente svasato, morbido, rassicurante seppure in una difficile tonalità di blu – e ha superato egregiamente il rischio di confondersi con lo sfondo dell’enorme palco della convention. D’altronde, come ogni buona lezione di comunicazione insegna, quando si ha dalla propria un discorso così potente, una mimica controllata ed efficace e una tenuta live che è allo stesso tempo appassionata e chiara, il vestito non sarà che una piccola parte di quel racconto, il viatico ideale del fermo immagino perfetto.

US-VOTE-REPUBLICANS-CONVENTION

Lo sapeva bene anche Melania Trump, in fondo, che ha sì scelto un vestito francamente molto più bello di quello di Michelle, firmato Roksanda, ma non ha completato il resto delle caselline alla voce «bringing down the house at a political convention». Nonostante ci abbia regalato la parodia di Laura Benanti al Late Show, la performance dell’ex modella è stato piuttosto deludente e gli sfottò sul discorso copiato sono stati (giustamente) impietosi, con buona pace del vestito bianco dalle maniche importanti, che pure le donava moltissimo ed era a tutti gli effetti una scelta originale. Eppure, quel vestito bianco ha finito per confermare la contraddizione del modello-famiglia à la Donald Trump, come spiega Jill Filipovic sul Times in un pezzo intitolato Perché gli uomini vogliono sposare le Melania e crescere le Ivanka. Tanto Melania è tenuta a essere la moglie e la madre repubblicana, quanto Ivanka è spinta invece a incarnare il prototipo della donna di successo, emancipata e imprenditrice di se stessa, con visioni quasi femministe su argomenti come il gap dei compensi fra uomini e donne e il child-care. Non è un caso allora che una vestisse di bianco come le spose e l’altra invece indossasse un semplice abito rosa, grazioso quel che basta e soprattutto accessibile, che fa parte della linea che porta il suo nome. Durante il suo discorso, dal suo Twitter è partito addirittura il link all’e-commerce, dimostrando una coerenza di visione quasi tragicomica. Ivanka è sicuramente quella che è uscita meglio dalla sinistra (nel senso di inquietante) quattro giorni repubblicana, anche se dalle parti di Aquazzurra, brand di calzature di lusso, si aspettano si faccia chiarezza su quei modelli proprio scopiazzati che la stessa Ivanka rivende a un terzo del loro prezzo.

Foto Getty Images.
Articoli Suggeriti
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo

Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.

In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn

E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.

Leggi anche ↓
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo

Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.

In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn

E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.

Vedendo Nouvelle Vague di Richard Linklater si provano due sentimenti: gioia perché la Nouvelle Vague è esistita e tristezza perché non tornerà mai più

Questo non è soltanto un film sulla realizzazione di un film (leggendario) o sulla storia di un movimento artistico (rivoluzionario). È soprattutto un invito a fermarsi e chiedersi: cos'è che vogliamo dal cinema di oggi e di domani?

Mitski ha organizzato un listening party del suo nuovo disco solo per gatti in un cat café

Sul suo canale YouTube c'è anche un video ASMR in cui fa l'unboxing del vinile circondata da gatti incuriositi.

Dopo una saga di libri, tre serie tv, fumetti, videogiochi e merchandise d’ogni tipo, adesso arriverà anche un film di Game of Thrones

Sarà ambientato 300 anni prima dell'inizio del primo episodio della serie originale. C'è però un problema: Hbo sta girando un'altra serie spin-off di Game of Thrones ambientata nello stesso periodo.

A Parigi aprirà il primo museo al mondo interamente dedicato ad Alberto Giacometti

Sarà inaugurato a fine 2028 e nella sua collezione permanente ci saranno 10 mila tra opere, oggetti e documenti dello scultore.