Hype ↓
08:42 giovedì 30 aprile 2026
Il governo sudafricano ha dovuto ritirare la sua proposta di legge sull’AI perché si è scoperto che è stata scritta con l’AI In particolare, si è scoperto che l'AI si era inventata di sana pianta tutta la bibliografia alla base del testo di legge.
Secondo uno studio, nelle città europee sta diventando quasi impossibile spostarsi senza la macchina Milano è una delle poche in cui si riesce a muoversi almeno un po' con i mezzi pubblici. A Roma, invece, la situazione è disastrosa.
Mentre faceva uscire il nuovo singolo, preparava un tour continentale e invitava a boicottare l’Eurovision, Robert Del Naja dei Massive Attack ha trovato anche il tempo di farsi arrestare a una manifestazione pro Palestina Stava manifestando a Trafalgar Square esponendo un cartello con su scritto «Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action».
Quest’anno in concorso al Festival di Cannes ci sono soltanto film lunghissimi Oltre la metà durano più di due ore, ben otto superano le due ore e mezza, ce n'è uno che arriva a tre ore e un quarto.
Il Met Gala starebbe abbassando i prezzi perché con Jeff Bezos e Lauren Sánchez a finanziarlo nessuno ha granché voglia di andarci Dagli iniziali 75 mila dollari per l'ingresso e 350 mila per un tavolo da 10, i prezzi adesso si starebbero abbassando sensibilmente.
Con tutto quello che sta succedendo nel mondo, Donald e Melania Trump stanno impiegando tempo ed energie per litigare con Jimmy Kimmel (di nuovo) Stavolta i Trump si sono arrabbiati per una battuta in cui Kimmel definiva Melania «una vedova in divenire».
Acne Paper ha messo in mostra per la prima volta 70 disegni di René Bouché che ritraggono 70 donne che hanno fatto la storia Tra i ritratti dello storico illustratore di Vogue compaiono i volti di Lee Radziwill, Billie Holiday, Helena Rubinstein e Babe Paley.
Adesso anche TikTok fa la sua classifica dei bestseller Uscirà ogni mese e incrocerà le vendite dei libri con le visualizzazioni che i contenuti dedicati a quel libro ottengono sul social.

Politica di un vestito da convention

Michelle Obama in blu Christian Siriano, Melania Trump in bianco Roksanda e Ivanka in un abito rosa della sua linea: che messaggio hanno dato gli abiti delle convention.

26 Luglio 2016

Quando una donna calca un palco di potere e finisce sotto i riflettori, è quasi inevitabile si parli del modo in cui si veste. Fatta eccezione per la regina Elisabetta e Angela Merkel, il cui sfrontato amore per i colori pastello e le silhouette severe le hanno consacrate oltre la sfera del “fashion”, le altre devono sottostare all’implacabile regola del vestirsi bene, riassumibile nell’espressione molto anni ’80 del “power dressing”. È successo a Hillary Clinton, che in questi giorni si prepara ad accettare formalmente la candidatura democratica ed è stata spesso criticata per il suo “non curarsi abbastanza” (solo a gennaio ha ottenuto il plauso del critico di stile del Times, Vanessa Friedman). Ed è successo a Theresa May, il secondo Primo ministro donna nella storia del Regno Unito, alla quale invece  è stata sin da subito rimproveratala passione per le scarpe, come una brutta copertina del Sun ha dimostrato all’indomani della sua elezione.

Ne ha parlato Laura Bates sul Guardian, chiedendosi quanto è cambiato il modo di coprire una leadership femminile da Margareth Thatcher a oggi: possibile che siamo addirittura regrediti su questo fronte? «Certamente anche Thatcher ha affrontato una copertura mediatica sessista e infantile (…), ma se le cose da allora non sono peggiorate, non si può neanche dire che siano migliorate. Anzi, si potrebbe argomentare addirittura che Thatcher abbia “sofferto” del sessismo dei media più alla sua morte nel 2013, che al momento della sua elezione nel 1979 (…). È giusto che primo ministro e politici in generale passino sotto lo scrutinio pubblico, ma questo tipo di commenti sessisti e senza senso distolgono l’attenzione da quello su cui dovremmo concentrarci. Finché le prime pagine dei giornali si concentreranno sui suoi tacchi, le credenziali politiche e le decisioni di Theresa May passeranno in secondo piano».

Republican National Convention: Day Four

Tuttavia, c’è qualcosa di profondamente interessante in questo power dressing figlio della Working Girl di Sigourney Weaver, e lo nota Jake Hall su i-D, quando scrive che le spalle esagerate dei completi visti sulla passerella di Balenciaga, la prima disegnata da Demna Gvasalia, ci hanno fatto pensare al modo di vestire di Merkel e Clinton, consumate politiche che i palchi del potere li calcano da un po’. In parte quelle spalle sono una continuazione della silhouette architettonica ma spoglia tipica della moda di Gvasalia, in parte sono un’enfasi sulla responsabilità che la gestione del potere comporta, tanto per gli uomini quanto per le donne, in parte ancora sono solo un riflesso (sbiadito) dell’estetica di Martin Margiela e dello svuotamento dei canoni classici del vestire bene di cui sopra (quindi sì, una presa in giro).

Si prenda il caso di Michelle Obama, per esempio, che nella turbolenta convention democratica attualmente in corso e in attesa dei due discorsi più importanti – quello del presidente in carica e quello del candidato ufficiale – rischia di essere l’unico collante di una partito verso il quale neanche le attrici famose si preoccupano di nascondere la propria insoddisfazione. La First Lady non ha mai ricorso alle spalle allargate per sottolineare la sua posizione di potere, ma ha gestito con intelligenza il ruolo “decorativo” che tristemente spetta alle mogli dei presidenti, e ha fatto del suo stile colorato e femminile un marchio di fabbrica, sdoganando le braccia muscolose, i colori vistosi, le fantasie azzardate e persino le manicure di tendenza, associando la sua immagine a quella di una femminilità consapevole e libera, determinata, americana ma internazionale. Il vestito blu di Christian Siriano scelto per il discorso di lunedì sera è Michelle-style nelle linee e nel pensiero – leggermente svasato, morbido, rassicurante seppure in una difficile tonalità di blu – e ha superato egregiamente il rischio di confondersi con lo sfondo dell’enorme palco della convention. D’altronde, come ogni buona lezione di comunicazione insegna, quando si ha dalla propria un discorso così potente, una mimica controllata ed efficace e una tenuta live che è allo stesso tempo appassionata e chiara, il vestito non sarà che una piccola parte di quel racconto, il viatico ideale del fermo immagino perfetto.

US-VOTE-REPUBLICANS-CONVENTION

Lo sapeva bene anche Melania Trump, in fondo, che ha sì scelto un vestito francamente molto più bello di quello di Michelle, firmato Roksanda, ma non ha completato il resto delle caselline alla voce «bringing down the house at a political convention». Nonostante ci abbia regalato la parodia di Laura Benanti al Late Show, la performance dell’ex modella è stato piuttosto deludente e gli sfottò sul discorso copiato sono stati (giustamente) impietosi, con buona pace del vestito bianco dalle maniche importanti, che pure le donava moltissimo ed era a tutti gli effetti una scelta originale. Eppure, quel vestito bianco ha finito per confermare la contraddizione del modello-famiglia à la Donald Trump, come spiega Jill Filipovic sul Times in un pezzo intitolato Perché gli uomini vogliono sposare le Melania e crescere le Ivanka. Tanto Melania è tenuta a essere la moglie e la madre repubblicana, quanto Ivanka è spinta invece a incarnare il prototipo della donna di successo, emancipata e imprenditrice di se stessa, con visioni quasi femministe su argomenti come il gap dei compensi fra uomini e donne e il child-care. Non è un caso allora che una vestisse di bianco come le spose e l’altra invece indossasse un semplice abito rosa, grazioso quel che basta e soprattutto accessibile, che fa parte della linea che porta il suo nome. Durante il suo discorso, dal suo Twitter è partito addirittura il link all’e-commerce, dimostrando una coerenza di visione quasi tragicomica. Ivanka è sicuramente quella che è uscita meglio dalla sinistra (nel senso di inquietante) quattro giorni repubblicana, anche se dalle parti di Aquazzurra, brand di calzature di lusso, si aspettano si faccia chiarezza su quei modelli proprio scopiazzati che la stessa Ivanka rivende a un terzo del loro prezzo.

Foto Getty Images.
Articoli Suggeriti
Leggi anche ↓
Quest’anno in concorso al Festival di Cannes ci sono soltanto film lunghissimi

Oltre la metà durano più di due ore, ben otto superano le due ore e mezza, ce n'è uno che arriva a tre ore e un quarto.

Quentin Tarantino ha fatto di tutto per fare il film crossover di Django e Zorro, ha convinto un produttore a finanziarlo ma all’ultimo momento ha detto che lui non ha voglia di dirigerlo

Film basato, tra l'altro, su un fumetto scritto dallo stesso Tarantino. Che però, a quanto pare, di tornare sul set non vuole proprio saperne.

Il MoMA di New York ha organizzato una gara di sosia di Marcel Duchamp e della sua alter ego Rrose Sélavy

Anche uno dei più importanti e prestigiosi musei del mondo cede al trend dei lookalike contest. L'appuntamento per i sosia è a New York il 30 aprile.

Bon Iver ha fondato una cover band di Bob Dylan e l’ha chiamata Bon Dylan

Band che farà soltanto due concerti, il 24 e il 25 luglio a Eau Claires, Wisconsin, città in cui Bon Iver ha vissuto tutta la vita.

Il nuovo libro di Haruki Murakami sarà il primo della sua carriera con una protagonista femminile

The Tale of KAHO sembra una risposta diretta alle tante accuse di misoginia che gli sono state rivolte dal 1979, anno del suo esordio, a oggi.

Park Chan-wook è finalmente riuscito a trovare i soldi e il cast per girare il film western a cui sta lavorando da dieci anni

Sessanta milioni di dollari, un cast composto da Matthew McConaughey, Austin Butler e Pedro Pascal e un titolo: The Brigands Of Rattlecreek.