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A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.

Il successo di Disgraceland e dei podcast true-crime

Dal lato oscuro del rock ai casi giudiziari ormai abbandonati, è il genere che più sta dimostrando le potenzialità narrative del podcast.

21 Dicembre 2018

Il giorno prima della sua morte, la quinta moglie di Jerry Lee Lewis, uno dei grandi padri del rock’n’roll, telefonò a sua madre. Le disse che avrebbe voluto lasciare il musicista ma che lui non sarebbe stato d’accordo. Subito dopo, fece una seconda telefonata. Questa volta a un’amica: le chiese di portarla via dal pianista. Il giorno dopo il corpo di Jerry Lee Lewis fu trovato senza vita. È la storia maledetta, tra musica e crimine, che apre la prima puntata di Disgraceland, un podcast nato a marzo del 2018 e ideato da Jake Brennan – un tipo folgorato dai Ramones quando aveva dieci anni – che ha guadagnato i consensi positivi dei più importanti media internazionali: su tutti, ne hanno parlato il Guardian, il Boston Globe, Pigeons & Planes mentre Variety l’ha incluso tra i migliori podcast musicali del 2018.

I protagonisti dei racconti del conduttore – voce che oscilla dai toni rassicuranti a quelli tenebrosi –  sono tutti musicisti. Folli, ribelli, macchiati di atti criminosi. Come nel caso di numerose band della scena black metal norvegese, accusate, nei primi anni Novanta, di atti di terrorismo, cannibalismo e riti satanici: Disgraceland ne parla nella quarta puntata alternando una docile narrazione divulgativa sulle caratteristiche musicali dei gruppi al racconto dettagliato delle loro scorribande, denso di tensione e impreziosito da effetti sonori ansiogeni.

L’orecchio è rivolto al lato oscuro e squilibrato del rock, un tunnel vorticoso di follie in cui molti artisti sono caduti nel corso della carriera: dagli abusi di sostanze stupefacenti – l’eroina per i Rolling Stones, il crack per l’autore di Super Freak, Rick James – alle problematiche psichiatriche passando per violenze nei confronti delle donne. Tra i podcast musicali, Disgraceland è sicuramente il più curioso ma anche uno dei più seguiti.

Sid Vicious e Nancy Spungen nel backstage dell’Electric Ballroom di Camden, Londra, il 15 agosto 1978 (Aubrey Hart/Evening Standard/Getty Images)

Una dimostrazione di come il true-crime, che si concentri su storie di vita ordinaria o su misfatti dell’universo artistico, sia il genere che più sta dimostrando le potenzialità narrative del podcast e sta conquistando i favori degli ascoltatori. Il successo di Serial – incentrato appunto su vicende legate a omicidi e casi di cronaca nera – è la punta di diamante di un panorama di prodotti narrativi acustici true-crime di grande impatto e riscontro: il New Yorker, nella sua classifica dei migliori podcast dell’anno che si sta per concludere, posiziona al primo posto l’ottimo In The Dark, la cui seconda stagione punta sulla storia di Curtis Flowers, un uomo incarcerato nel 1996, processato sei volte per l’omicidio di quattro impiegati di un un negozio di mobili dove un tempo lavorava.

La tendenza – recentemente analizzata dal giornalista della Bbc, Eddie Mullan – vede gli autori di podcast recuperare casi giudiziari ormai abbandonati dai ritmi frenetici dell’informazione quotidiana e analizzarli con sguardo lento e approfondito. A volte, come sta accadendo in Australia con The Teacher’s Pet – scaricato da 27 milioni di persone – il lavoro giornalistico alla base della sceneggiatura porta a riaprire indagini poliziesche. Il protagonista della produzione firmata dal quotidiano The Australian è un professore, Chris Dowson, accusato della scomparsa della sua prima moglie, avvenuta nel gennaio 1982, e di abusi nei confronti delle studentesse. Dall’uscita del podcast, i fatti sono cominciati a riemergere e la polizia ha avviato indagini anche su altri insegnanti della Cromer High School, presumibilmente coinvolti in casi di molestie.

Disgraceland, che unisce il fascino delle storie criminose al mondo della musica, probabilmente non riaprirà nessun caso a livello giudiziario ma, nel secondo episodio della prima stagione – uno dei più accattivanti – ha dato il suo contributo alle congetture sulla scomparsa di Sid Vicious. Nuove testimonianze, riportate dal podcast, indicano un complice (evitiamo lo spoiler riguardo l’identità) nella morte del cantante e bassista londinese. Un talento ribelle e maledetto, come tutti i personaggi di Disgraceland.

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