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00:33 giovedì 9 aprile 2026
Dopo le polemiche sul mancato finanziamento da parte del Ministero della Cultura, decine di cinema in tutta Italia stanno riportando in sala il film su Giulio Regeni Oltre 60 cinema tra Roma, Milano, Torino, Bologna e Firenze hanno deciso di ricominciare a proiettare il film. E altri se ne stanno aggiungendo ora dopo ora.
Una biblioteca di Chicago cerca persone che sappiano leggere il corsivo per trascrivere dei testi antichi ma fatica a trovarle perché sempre meno persone sanno leggere il corsivo La Newberry Library sta trascrivendo tutti i documenti in corsivo conservati nel suo archivio, ma il progetto prosegue a rilento perché la lettura del corsivo è una competenza rara, ormai.
L’ultimo trend nel turismo è l’extreme daytrip, cioè viaggi all’estero, con voli low cost, che durano un giorno solo e in cui si visita tutto il visitabile in 24 ore senza fermarsi mai È la gitarella in giornata portata all'estreme conseguenze. Di stress, di turistificazione e di impatto ambientale, soprattutto.
Asghar Farhadi ha scritto una lettera in cui chiede a tutto il mondo del cinema di protestare contro Stati Uniti e Israele per quello che stanno facendo in Iran «Al di là di qualsiasi convinzione o posizione, uniamoci per fermare queste azioni disumane, illegali e distruttive», ha scritto il regista.
La partecipazione di Kanye West al Wireless Festival di Londra ha causato un disastro commerciale e una crisi politica Gli sponsor hanno abbandonato il festival, il governo ha negato il visto a Ye, il festival è stato cancellato. Tutto in 48 ore.
Dopo la tregua con l’Iran si è tornati a parlare della “teoria del TACO”, cioè del fatto che Trump Always Chickens Out, Trump si tira sempre indietro Il termine, coniato dal Financial Times, si applica ad almeno dieci occasioni in cui Trump ha fatto grandi minacce per poi battere in veloce ritirata.
Le foto che gli astronauti dell’Artemis II stanno scattando alla Terra e alla Luna sono fatte con l’iPhone Degli iPhone 17 Pro Max, per la precisione. Se siete amanti della fotografia, queste le impostazioni usate dagli astronauti: obbiettivo 2,715mm, apertura f/1.9 e flash disattivato.
Gli Strokes hanno pubblicato il loro nuovo singolo, “Going Shopping”, spedendolo a 100 fan in una musicassetta E assieme alla cassetta, uno slogan che dice tutto: «In the Flesh, it’s Even Sexier». Adesso c'è solo da aspettare l'uscita del nuovo disco, Reality Awaits.

La chimica del buon odore delle piogge estive

03 Aprile 2013

Con l’annuale arrivo della primavera torneremo a sentire, e probabilmente a pronunciare, l’altrettanto stagionale frase che esprime godimento per il buon odore della pioggia appena caduta. Ma perché la pioggia ha questo buon odore, e perché solo nelle stagioni più calde? Il blog Surprising Science dello Smithsonian Magazine ha trovato la risposta in uno studio condotto nel 1964 da due scienziati australiani, Isabel Joy Bear e R. G. Thomas, pubblicato dalla rivista Nature.

Bear e Thomas hanno individuato la causa principale della “fragranza” della pioggia estiva e primaverile in particolari fenomeni chimici del suolo e delle piante. Hanno chiamato il fenomeno “Petrichon”, una crasi tra petra (pietra, dal greco) e ichon (sempre dal greco, il sangue degli dei). Uno dei responsabili principali è un olio secreto da alcune piante durante i periodi di aridità. Questo tipo di olio (perlopiù invisibile a occhio nudo) si accumula nel suolo e nelle rocce e ha una funzione “contraccettiva”: inibendo la procreazione di altre piante cerca di mantenere bassa la densità abitativa vegetale della zona, a causa della poca disponibilità di nutrimento (acqua).

Entra poi in gioco la geosmina, un composto biologico prodotto dal batterio del suolo actinobacteria, dall’odore di muffa o terriccio cui l’olfatto umano è estremamente sensibile (è il responsabile, anche, del gusto terroso delle barbabietole). Anche in questo caso, la percezione di geosmina è più forte durante l’estate perché la maggior produzione di spore avviene durante i periodi secchi.

La pioggia, allora, cosa fa? Cadendo a grande velocità sul suolo, lo scuote come un tappeto elastico che libera gli oli e la geosmina nell’aria, e da qui arrivano alle nostre narici. Anche l’ozono si unisce alla ricetta: durante i temporali la carica elettrica dell’aria scompone le molecole di ossigeno e azoto, che si combinano poi con altri elementi chimici a formare l’ozono (e sicuramente avrete detto e sentito dire “c’è odore di temporale”).

Ma l’antropologa Diana Young (University of Queensland) ha trovato una ragione più profondamente umana e antropologica per spiegare la nostra passione per l’odore della pioggia: la popolazione Pitjantjatjara, proveniente dall’ovest dell’Australia, associa la “fragranza” con il colore verde e la speranza di un nuovo raccolto. Per estensione, la stessa “sinestesia culturale”, come la chiama Young, funzionerebbe negli esseri umani di tutto il mondo.

(via)

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