Libri per l'estate ↓
21:34 martedì 28 luglio 2026
C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate i tutti i musei del mondo Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.
Sta per uscire un libro che raccogliere centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.
La traduttrice dell’Odissea alla cui opera Nolan si è ispirato per il suo film ha detto che Odissea di Nolan è orribile da ogni punto di vista Emily Wilson, autrice della più recente traduzione del poema in inglese, ha firmato una delle più brutali stroncature del film: «Se la sceneggiatura l'avessi scritta io, me ne vergognerei», ha detto.
Le prime stime dicono che la devastazione causata dagli incendi in Francia e Spagna è seconda solo a quella causata dalla Seconda guerra mondiale Macron ha parlato di tempeste di fuoco e della situazione più difficile dal '45. Sánchez ha detto che questa ormai «non è più un'eccezione. È la regola».
Un uomo di New York è stato sfrattato dal suo appartamento perché aveva troppi libri Lui si chiama Mendel Uminer, libri posseduti: 10 mila. Sfratti subiti: 1, perché il suo ex padrone di casa considerava tutta quella carta una violazione delle norme antincendio del condominio.
Le colonne di fumo generate dagli incendi in Francia e Spagna sono talmente grandi che al loro interno si stanno formando dei temporali Si chiamano pirocumulonimbus e sono nuvole che si generano direttamente dentro il fumo degli incendi, con tanto di fulmini e raffiche di vento.
L’annuncio di una sua terza e incostituzionale candidatura alla presidenza degli Usa non è nemmeno lontanamente la cosa più assurda fatta da Trump alla Cena dei Corrispondenti Faccette, sfottò, insulti a giornalisti, attori e politici, aneddoti su mucche investite e poi, alla fine, il "grande annuncio".
Se è così difficile vedere un film in IMAX 70mm è perché negli ultimi 50 anni non è stato costruito un solo nuovo proiettore IMAX 70mm E non è stato costruito perché (tra le altre cose) IMAX, l'azienda, ha perso i progetti originali di questi proiettori e ora non sa più come costruirli.

La chimica del buon odore delle piogge estive

03 Aprile 2013

Con l’annuale arrivo della primavera torneremo a sentire, e probabilmente a pronunciare, l’altrettanto stagionale frase che esprime godimento per il buon odore della pioggia appena caduta. Ma perché la pioggia ha questo buon odore, e perché solo nelle stagioni più calde? Il blog Surprising Science dello Smithsonian Magazine ha trovato la risposta in uno studio condotto nel 1964 da due scienziati australiani, Isabel Joy Bear e R. G. Thomas, pubblicato dalla rivista Nature.

Bear e Thomas hanno individuato la causa principale della “fragranza” della pioggia estiva e primaverile in particolari fenomeni chimici del suolo e delle piante. Hanno chiamato il fenomeno “Petrichon”, una crasi tra petra (pietra, dal greco) e ichon (sempre dal greco, il sangue degli dei). Uno dei responsabili principali è un olio secreto da alcune piante durante i periodi di aridità. Questo tipo di olio (perlopiù invisibile a occhio nudo) si accumula nel suolo e nelle rocce e ha una funzione “contraccettiva”: inibendo la procreazione di altre piante cerca di mantenere bassa la densità abitativa vegetale della zona, a causa della poca disponibilità di nutrimento (acqua).

Entra poi in gioco la geosmina, un composto biologico prodotto dal batterio del suolo actinobacteria, dall’odore di muffa o terriccio cui l’olfatto umano è estremamente sensibile (è il responsabile, anche, del gusto terroso delle barbabietole). Anche in questo caso, la percezione di geosmina è più forte durante l’estate perché la maggior produzione di spore avviene durante i periodi secchi.

La pioggia, allora, cosa fa? Cadendo a grande velocità sul suolo, lo scuote come un tappeto elastico che libera gli oli e la geosmina nell’aria, e da qui arrivano alle nostre narici. Anche l’ozono si unisce alla ricetta: durante i temporali la carica elettrica dell’aria scompone le molecole di ossigeno e azoto, che si combinano poi con altri elementi chimici a formare l’ozono (e sicuramente avrete detto e sentito dire “c’è odore di temporale”).

Ma l’antropologa Diana Young (University of Queensland) ha trovato una ragione più profondamente umana e antropologica per spiegare la nostra passione per l’odore della pioggia: la popolazione Pitjantjatjara, proveniente dall’ovest dell’Australia, associa la “fragranza” con il colore verde e la speranza di un nuovo raccolto. Per estensione, la stessa “sinestesia culturale”, come la chiama Young, funzionerebbe negli esseri umani di tutto il mondo.

(via)

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