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01:28 mercoledì 26 agosto 2026
Pur di non danneggiare un antico castello da ristrutturare, in Giappone lo hanno fatto spostare a mano da 1800 volontari Il mastio del castello di Hirosaki pesa 360 tonnellate. Questo non ha affatto scoraggiato i volontari.
C’è una certa confusione attorno all’attore che interpreterà il professore di Difesa dalle Arti Oscure nella serie tv di Harry Potter La parte era stata affidata a Nicholas Hoult, che prima ha accettato e poi ci ha ripensato perché i suoi fan avevano preso malissimo la notizia. Ora il ruolo è passato a Kit Harington, i cui fan si sono fin qui dimostrati indifferenti.
Uniqlo ha lanciato la sua prima collezione di hijab Il lancio è avvenuto il 17 agosto in Malesia, Indonesia, Singapore e Filippine. È la prima collezione di hijab tutta realizzata dal brand, al di fuori di capsule collection e partnership speciali.
La tv di Stato iraniana ha messo una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa di Barron Trump Dando anche dei consigli pratici e logistici su come uccidere il più piccolo dei figli del Presidente degli Stati Uniti.
Un tizio ha creato una mappa di tutti i musei più strani e di nicchia del mondo Volete sapere dov'è che si trova il museo delle pompe di benzina, quello delle archeoplastiche o degli spazzacamini? Questo è lo strumento che fa per voi. E sì, questi musei esistono tutti e si trovano tutti in Italia.
Tra i film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia si è aggiunto all’ultimo NAZA, il nuovo documentario dei registi di No Other Land Yuval Abraham e Rachel Szor Prodotto (tra gli altri) dal Guardian e da Jonathan Glazer, e il titolo è l'acronimo con cui l'intelligence israeliana conta i civili palestinesi che muoiono nei raid.
C’è un film d’animazione così brutto che sta diventando campione d’incassi perché le persone vanno a vederlo per accertarsi che sia davvero così brutto Niu Lai è il film del momento in Cina, prodotto dell'ingegno di una madre e un figlio senza nessuna esperienza e formazione in cinema d'animazione. E si vede.
Le donne iraniane si stanno togliendo il velo e stavolta il regime è troppo impegnato nella guerra con gli Usa per farci qualcosa La repressione non si ferma, ma ormai le donne che semplicemente rifiutano di mettere l'hijab sono troppe per perseguirle e condannarle tutte.

Tutto quello che so sull’horror me l’hanno insegnato i Piccoli brividi

Sono appena usciti due nuovi capitoli della serie di R. L. Stine, una saga che tra libri, serie tv e film è diventata un cult degli anni Novanta.

31 Ottobre 2024

Fosse per me, scriverei solo degli anni Novanta. Di quando le soprese degli ovetti Kinder si illuminavano al buio, di quando i film si potevano noleggiare dal vivo, di quando si andava a caccia di Pokémon sul Game Boy, di quando per prepararsi al mondo dei grandi, alla vita adulta, così lontana ma così vicina, si leggevano i Piccoli Brividi. Che poi, a dirla tutta, il titolo originale è Goosebumps, letteralmente “pelle d’oca”, quella che i lettori (di un’età compresa tra i 10 e 14 anni) avrebbero avuto leggendo queste piccole grandi storie scritte da R. L. Stine, il secondo scrittore americano horror più letto al mondo dopo Stephen King, che dal 1992, da quando sono usciti i primi libri della serie, ha venduto circa cinquecento milioni di copie. Ma qual è il segreto, anzi, quali sono i segreti del suo successo?

Intanto, stando a quella che Michele Mari chiamerebbe “leggenda privata”, Stine ha cominciato a scrivere all’età di nove anni, dopo aver trovato nella soffitta una macchina da scrivere. La madre non faceva che ripetergli di uscire, di andare a giocare con gli altri, di affacciarsi nel mondo di fuori, non capendo, forse, che per un bambino timido, tranquillo, nerd, come si definisce lui, la scrittura rappresentava un rifugio ideale, una forma di salvezza. La fortuna di Stine è stata quella di poter assumere, come dice lui, «un punto di vista totalmente ravvicinato», poter capire un ragazzo come tanti altri, in quell’età strana, che somiglia a un limbo, in cui non sei più un bambino ma non sei neanche grande, e in fondo ti accorgi che sono tante le cose che ti spaventano, dentro e fuori di te.

Poi, certo, insieme ai libri, che sono circa duecento, c’è la serie tv, uscita negli Stati Uniti nel 1995 e trasmessa due anni dopo su Italia 1, composta da quattro stagioni e settantaquattro episodi, in cui, prima di guardare maschere maledette, pupazzi parlanti, spaventapasseri viventi, macchinette fotografiche capaci di mostrare il futuro, ogni tanto, compariva R. L. Stine in carne e ossa, che anticipava agli spettatori quello che avrebbero visto in quell’episodio, dicendo: «Cosa c’è di tanto pauroso? Lo vedrete. Attenti, signori, la paura vi aspetta». Una serie nata anche come risposta a un’altra, Hai paura del buio?, una sorta di Decameron horror canadese trasmesso negli anni Novanta da Nickelodeon. Una seria, questa di Piccoli Brividi, che ha visto recitare giovanissimi attori come Hayden Christensen (Il pupazzo parlante n. 3) e Ryan Gosling (Foto dal futuro). Senza contare i film, in cui Jack Black interpreta Stine, e la nuova serie Disney+, uscita nel 2023.

Ora che R. L. Stine è tornato in libreria (con due nuovi titoli, Il libro più spaventoso di sempre e Creature infernali), con la scritta Piccoli Brividi in rilievo e i bordi delle pagine tinti di verde, sembra che il tempo si sia fermato, o quasi. Come ne La casa della morte, il primo titolo uscito nel ’92, le storie vengono narrate in prima persona, ci sono sempre due ragazzi, di solito due fratelli, che per un po’ devono trasferirsi nella casa sperduta di uno zio un po’ strano. Le località, di solito, hanno dei nomi che suonano come delle avvertenze, degli allarmi, già dal primo racconto in cui i due protagonisti, Amanda e Josh, si trasferiscono a Cascata Tenebrosa, la città dei morti viventi. Lo stile è sempre asciutto, esplicito, è impossibile perdersi. «Un orso. Un gigantesco orso nero, alto almeno due metri, ci fissava dalla porta. Le fauci spalancate, i denti scoperti, teneva le enormi zampe sollevate in alto, pronte all’attacco». Le frasi sono brevi, così come i capitoli, che si concludono sempre con un colpo di scena. A detta di Stine, per tenere i giovani lettori incollati alla storia.

Quello che un po’ mi dispiace, leggendo Il libro più spaventoso di sempre, è di non avere più dodici anni come i due protagonisti del racconto. Di non preoccuparmi, come fanno loro, quando il cane abbaia, gli uccelli cinguettano, la casa dello zio Wendell scricchiola. E soprattutto che più di un orso imbalsamato che appare all’improvviso, di un pipistrello con la testa umana che sbatte contro una finestra, di due corvi cannibali che si sbranano a vicenda, dei pericoli della Foresta Imprevedibile, adesso, mi spaventano più il tempo che passa, l’idea di essere ormai contaminato da tutto quello che ho letto, che ho vissuto, che ho visto, la battuta di qualcuno che mi incontra per caso, che mi vede leggere, che mi chiede: leggi ancora Piccoli Brividi?

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