Hype ↓
18:40 mercoledì 25 febbraio 2026
Aimee Lou Wood sarà Jane Eyre in una nuova serie che certifica come le sorelle Brontë siano tornate di moda Dopo il successo di "Cime tempestose" anche il classico di Charlotte Brontë avrà un nuovo adattamento, con protagonista la star di Sex Education.
Cinque anni dopo lo scioglimento, i Daft Punk hanno pubblicato un nuovo video Si tratta del video ufficiale di "Human After All" e contiene immagini Electroma, il loro film di fantascienza del 2006.
Una battaglia di palle di neve organizzata in un parco di New York è degenerata quando i partecipanti hanno iniziato a prendere a palle di neve la polizia Degenerata nel vero senso della parola: due agenti sono finiti al pronto soccorso e la polizia sta dando la caccia a due degli "aggressori".
È morto Giancarlo Politi, il fondatore di Flash Art e uno dei critici d’arte più influenti del ‘900 Editore e critico, con la sua rivista ha creato un punto di riferimento per l’arte internazionale, lanciando molti nomi della scena contemporanea.
Il momento più commentato della prima serata di Sanremo è stato un refuso in una grafica nella quale la repubblica è diventata “la repupplica” L'errore è stato corretto abbastanza velocemente. Ma non abbastanza per evitare ore di scherno sui social.
Uscirà un film su Colazione da Tiffany e a interpretare Audrey Hepburn sarà Lily Collins La protagonista di Emily in Paris, abbastanza a sorpresa, è stata preferita a Rooney Mara e ad Ariana Grande.
Secondo un report dell’Onu, sono 606 i migranti morti nel Mediterraneo soltanto nei primi due mesi del 2026 Per l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni si tratta del peggior inizio di anno da quando si è iniziato a tenere traccia di queste tragedie.
Tra le ultime aggiunte alla prestigiosissima Criterion Collection c’è anche KPop Demon Hunters Sarà contento Park Chan-wook, che ha detto di essere anche lui un grande appassionato di KPop Demon Hunters.

L’epica della natura di Peter Sutherland

L'ultima serie del fotografo, protagonista di una mostra allo spazio Maiocchi e di un libro, è dedicata al Colorado e ai suoi paesaggi.

11 Giugno 2021

«La natura selvaggia contiene risposte a domande che l’uomo non ha ancora imparato a porre», diceva la scrittrice americana Nancy Newhall. Un adagio ineccepibile, che però contiene alcune rare eccezioni. Una di queste è rappresentata dal fotografo Peter Sutherland che, immerso fra le foreste fittissime del Colorado, qualche domanda in più se l’è fatta. Il risultato di queste riflessioni è rimasto esposto fino all’11 giugno allo Spazio Maiocchi di Milano, che proprio per l’occasione ha riaperto i battenti. Più che una mostra di immagini, quello di Sutherland, è un diario intimo, fatto di orizzonti senza fine, working class heroes che ostentano tute da lavoro come trofei, scorci di strade innevate e cave che spolpano la roccia fino alle sue viscere. La serie si intitola semplicemente Colorado, perché è qui che il fotografo non ancora quarantacinquenne ha scelto di stabilirsi durante il lockdown. Abituato a vivere da oltre vent’anni a New York, circondato da avenues affollate e grattacieli capaci di coprire la luce del sole, il fotografo ha deciso di vivere qui, dove è cresciuto, i momenti più bui della pandemia. Tornare alle origini per trovare conforto dall’incertezza causata dal virus. All’inizio il Colorado doveva essere solo una tappa intermedia (la famiglia si sarebbe dovuta trasferire in California), ma è diventata la meta finale. Oggi Peter vive in un piccolo centro di settemila anime perso fra le Montagne rocciose.

Un territorio epico. «Noi siam del Colorado», scriveva Walt Whitman nell’Ottocento. «Dai picchi immani, dalle grandi sierre, dai superbi altipiani. Da miniere e burroni, dal sentiero di caccia noi giungiamo…». Da queste parti hanno girato film come Butch Cassidy, Thelma & Louise, The Hateful Eight e perfino Cliffhanger. Qui sono nati lo scrittore John Fante e il regista David Fincher. «Sono cresciuta a Snowmass, in Colorado, e ho vissuto sempre all’aria aperta», ha spiegato una volta Kate Hudson a un giornalista, «mi considero una ragazza della natura. Il mio è quasi uno stato d’animo. Me lo porto dietro anche se ormai sto da tempo in una metropoli».

Il Colorado narrato da Sutherland è esattamente questo. Un luogo tanto monumentale quanto introverso. Fragoroso nelle sue dimensioni eppure laconico nelle sue reazioni. «Molto del mio lavoro», ha detto il fotografo, «è autobiografico: ho usato le immagini per documentare le mie esperienze. Venendo proprio da qui, so bene quanto la natura possa condizione l’esistenza di un uomo. Ti ritrovi all’improvviso nel nulla, in mezzo a boschi fittissimi e lontano da tutto. Riesci a scoprire finalmente cosa sono i cambi di stagione. Vedi la luce che muta lenta, con il passare delle stagioni. Ti disconnetti dal mondo, ma ti riconnetti con te stesso. Qui tutto diventa più reale e accessibile».

Peter Sutherland, “Colorado” series, 2020–21

Appassionato di calcio, innamorato dell’opera dell’artista Richard Prince, Sutherland ha esposto in ogni angolo del mondo: dalla V1 Gallery di Copenhagen alla Someday di Melbourne, dall’ATM Gallery, nel cuore del Lower East Side, di New York fino alla Target di Tokyo. Nei locali di Porta Venezia ora presenta collages, foto di medio e grande formato e alcuni progetti pubblicitari. L’esibizione, accompagnata da un libro ideato dallo studio svizzero di direzione artistica Kasper-Florio e curata da Kaleidoscope, è in perfetto stile Sutherland. L’artista infatti, ci narra tutta la grazia nascosta dietro l’apparente banalità del quotidiano. Rispettando i dettami del suo maestro, William Eggleston, che da quasi mezzo secolo teorizza l’idea della fotografia democratica («Tutto merita di essere ritratto»), Peter usa uno stile tipicamente yankee, asciutto e senza fronzoli. Mostra paesaggi silenziosi e deserti, ritrae ambienti incontaminati e nel frattempo non risparmia la sua critica al consumismo. Sia in positivo: «Ecco come potremmo essere e invece non siamo». Che in negativo: «Ecco cosa succede se il capitalismo estremo si insinua fra fiumi e alberi». L’ammonimento c’è ma non si vede. Presente in ogni scatto, quasi fosse un totem. «Molti newyorkesi», dice il fotografo, «vedono il Colorado come una meta di vacanza, eppure, nonostante abbia vissuto metà della mia vita da loro ho sempre saputo che è la città il mio luogo di vacanza, mentre la natura è la mia casa».

Articoli Suggeriti
Aimee Lou Wood sarà Jane Eyre in una nuova serie che certifica come le sorelle Brontë siano tornate di moda

Dopo il successo di "Cime tempestose" anche il classico di Charlotte Brontë avrà un nuovo adattamento, con protagonista la star di Sex Education.

Cinque anni dopo lo scioglimento, i Daft Punk hanno pubblicato un nuovo video

Si tratta del video ufficiale di "Human After All" e contiene immagini Electroma, il loro film di fantascienza del 2006.

Leggi anche ↓
Aimee Lou Wood sarà Jane Eyre in una nuova serie che certifica come le sorelle Brontë siano tornate di moda

Dopo il successo di "Cime tempestose" anche il classico di Charlotte Brontë avrà un nuovo adattamento, con protagonista la star di Sex Education.

Cinque anni dopo lo scioglimento, i Daft Punk hanno pubblicato un nuovo video

Si tratta del video ufficiale di "Human After All" e contiene immagini Electroma, il loro film di fantascienza del 2006.

È morto Giancarlo Politi, il fondatore di Flash Art e uno dei critici d’arte più influenti del ‘900

Editore e critico, la sua rivista è stata per decenni un punto di riferimento per l'arte contemporanea in Italia.

A Knight of the Seven Kingdoms è piaciuta così tanto perché è un Game of Thrones che non si prende troppo sul serio

Il sorprendente successo di questo terzo spin-off della saga dimostra due cose: il pubblico ha ancora voglia di Game of Thrones ma non vuole più saperne di quel Game of Thrones.

Uscirà un film su Colazione da Tiffany e a interpretare Audrey Hepburn sarà Lily Collins

La protagonista di Emily in Paris, abbastanza a sorpresa, è stata preferita a Rooney Mara e ad Ariana Grande.

Tra le ultime aggiunte alla prestigiosissima Criterion Collection c’è anche KPop Demon Hunters

Sarà contento Park Chan-wook, che ha detto di essere anche lui un grande appassionato di KPop Demon Hunters.