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Almeno 8 pecore nel mondo sanno riconoscere Barack Obama

La pecora è il simbolo di chi non pensa con la sua testa. Seguire il gregge è sinonimo di ignavia e pigrizia mentale, di omologazione. Il gregge è il grande pubblico, la massa: l’insieme variegato di persone con cui la cultura pop si impegna a comunicare. Potrebbe sembrare normale, collegando questi elementi, che le pecore coinvolte in questo esperimento dell’Università di Cambridge riportato da Vice, abbiano dimostrato di saper distinguere tra il volto di una persona sconosciuta e quello di un personaggio noto del mondo dello spettacolo (nello specifico: Jake Gyllenhaal, Emma Watson,la giornalista televisiva Fiona Bruce e l’ex presidente degli Stati Uniti Barak Obama). Nel video pubblicato dall’Università, c’è una pecora che si avvicina a due ritratti: uno mostra una celebrità, l’altro una persona sconosciuta. La pecora si dirige verso uno dei due in cerca di cibo: la cosa sconvolgente è che 8 volte su 10 si avvicina alla faccia del Vip piuttosto che a quella della persona comune. Ancora più interessante è che quando le facce sui tablet non sono sorridenti, la precisione con la quale le pecore riconoscono il Vip scende soltanto del 15 per cento.Precedenti studi avevano mostrato che questi animali riconoscono i volti dei loro addestratori. Questo nuovo esperimento, pubblicato in Royal Society Open Science, conferma che le pecore sono al livello dei primati quando si tratta di riconoscere le persone.

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Un esperimento in apparenza abbastanza idiota ma in realtà molto importante. La sua utilità, infatti, è quella di porre le basi per un’indagine su una particolare malattia detta disturbo di Huntington, un disturbo cerebrale progressivo che provoca problemi di cognizione e movimento e si crede possa influenzare la percezione delle espressioni facciali e quindi l’interpretazione delle emozioni di altre persone. Le pecore sono perfette per questo tipo di studi, perché il loro cervello, in quanto a grandezza e complessità, è molto simile a quello degli esseri umani. Studiando pecore che hanno una versione del disturbo di Huntington e le variazioni nelle loro capacità di riconoscere volti ed emozioni, sarà quindi possibile analizzare come la malattia agisce sul cervello e trovare nuovi modi per curarla.

 

Foto Getty

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