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11:43 mercoledì 8 luglio 2026
Pur di girare l’Odissea tutto in IMAX, Christopher Nolan si è dovuto inventare una nuova, stranissima, grossissima macchina da presa La cinepresa IMAX è troppo rumorosa e non si può usare per le inquadrature ravvicinate. Almeno, così è stato fino ad adesso, fino all'Odissea di Nolan.
La mattina in passerella a Parigi, la sera sul red carpet a Londra: la rocambolesca storia dell’abito Schiaparelli indossato da Zendaya all’anteprima dell’Odissea La velocità della moda ha raggiunto nuovi livelli: persino gli abiti couture passano immediatamente dalla passerella alle celebrity. A patto di avere Law Roach come stylist.
Il luddismo è talmente tornato di moda che a New York gli hanno dedicato anche un nuovo festival, il Summer of Ludd Ovviamente il festival non aveva né sito né social, quindi per sapere cosa succedeva bisognava chiamare un numero telefonico pubblicato su un volantino.
C’è una lista di tutte le organizzazioni, iniziative e progetti musicali che devolvono i loro incassi in beneficenza a Gaza L'ha fatta Crack Magazine e si intitola "In solidarity with Gaza: A guide to the music and resources that support the humanitarian effort".
Si è sciolto A23, il più grande iceberg del mondo, ed è una buona notizia (anche se non sembra) Era grande quasi 4 mila km quadrati e pesava mille miliardi di tonnellate. Il suo scioglimento farà bene all'oceano, dicono gli scienziati.
Un pantalone di Zara è diventato famosissimo per la sua capacità di far inciampare e cadere le persone Soprannominato "The deadly Zara trousers", a causa della sua fattura ha causato migliaia di infortuni diventando il trend più divertente degli ultimi tempi.
Ford aveva licenziato centinaia di ingegneri per sostituirli con l’AI, ma poi ha scoperto che l’AI non è capace di fare il loro lavoro ed è stata costretta a riassumere gli ingegneri I dirigenti hanno ammesso di aver sopravvalutato l'AI e sottovalutato l'intuito e l'esperienza degli ingegneri.
I membri del nuovo governo di Gaza non possono entrare a Gaza perché Netanyahu glielo vieta Sono 13 palestinesi riuniti nel Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza che da gennaio sono bloccati al Cairo su ordine del Primo ministro israeliano.

Anche Patti Smith ha una sua newsletter

01 Aprile 2021

Ogni mattina Patti Smith si alza, scatta una fotografia alla tazza del caffè e al libro che sta leggendo, scrive una breve poesia di accompagnamento in didascalia, e la pubblica su Instagram. Spesso ricorda gli amici scomparsi, altre volte si perde a fare gli auguri a chi le commenta che è il suo compleanno. Da oggi, invece, la poetessa si sveglierà e manderà una newsletter. Si chiama The reader is my notebook, il lettore è il mio bloc-notes, il cui annuncio è arrivato con un video di nove minuti e mezzo su Instagram, accompagnato dalla sua solita poesia, «Buon compleanno / Gogol! Buon / Pesce d’aprile! / Entrambi esaltati / oggi nel mio / angolo di mondo / di Substack». Si tratta di una newsletter settimanale in cui finiranno le sue meditazioni, poesie, canzoni e «riflessioni su qualsiasi cosa trovi la strada dal pensiero alla penna».

http://https://www.instagram.com/p/CNHhQlNpVA2/

Inoltre ogni martedì, a puntate, i lettori riceveranno nella casella di posta un capitolo del suo diario sulla sua “pandemia personale” che ha iniziato a scrivere lo scorso anno. Si intitola The Melting, lo scioglimento. È possibile iscriversi a un piano gratuito ricevendo una mail settimanale che ricalca i suoi post di Instagram, oppure c’è il piano a 7 dollari al mese che consente di accedere agli archivi, di leggere il libro a puntate e di commentare entrando a far parte, a tutti gli effetti, della sua community. Dice che con la newsletter soddisferà la sua fantasia di diventare come Jo March, l’eroina di Piccole Donne, quando pubblicava i suoi racconti gotici sul giornale.

Dazed, nel dare la notizia, ricorda anche che a inizio marzo Smith era stata scelta per fare un tributo per gli ottant’anni di Bob Dylan, e terrà un concerto all’aperto a New York il 22 maggio per festeggiarlo. In un’intervista con Jimmy Fallon racconta di quando, negli anni Settanta, nel backstage di un concerto di Dylan gli aveva urlato che odiava la poesia. Ora, dice, è la sua forma preferita, e non vede l’ora di recapitarla alle vostre caselle di posta.

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