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16:32 venerdì 27 febbraio 2026
Mastro Lindo è andato in pensione dopo 68 anni di onorata carriera nell’industria delle pulizie La multinazionale P&G ha deciso di ritirare il logo e ha dato l'annuncio con una conferenza stampa tenuta dallo stesso Mastro Lindo su Instagram.
Paramount è riuscita a prendersi Warner, ma adesso dovrà pagare quasi tre miliardi di penale a Netflix Che si vanno ad aggiungere ai 77 che spenderà per completare l'acquisizione. Che comunque potrebbe non completarsi, se l'Antitrust non darà il via libera. E in questo caso, Paramount dovrà pagare altri 7 miliardi di multa.
Il ministro della Difesa pakistano ha dichiarato guerra all’Afghanistan con un post su X Per il diritto internazionale, ovviamente, non si può dichiarare guerra a un Paese via social, ma a Khawaja Mohammad Asif sembra non importare.
Non si è capito se è stato Morgan a non voler duettare con Chiello o Chiello a non voler duettare con Morgan nella serata delle cover di Sanremo Morgan ha detto che è stato lui a decidere di non esibirsi con Chiello, Chiello ha detto che la scelta di fare da solo è tutta sua.
I prezzi dei club di Berlino sono aumentati così tanto che è stato necessario inventarsi il termine technoinflazione Tutto è partito dal Berghain, ovviamente, che negli ultimi tre anni ha aumentato il costo del biglietto del 20 per cento. E tutti gli altri hanno seguito.
Nanni Moretti ha annunciato che voterà No al referendum sulla giustizia con una storia Instagram molto morettiana «Al referendum voto no cari saluti» ha annunciato sul social, in una storia che secondo tanti è un rimando anche a Caro diario.
L’avvocato di Maduro si è lamentato del fatto che Maduro non lo sta pagando per colpa delle sanzioni statunitensi al Venezuela Quando ha accettato di difendere in tribunale i coniugi Maduro, l'avvocato Barry Pollack non immaginava che avrebbe dovuto farlo gratis.
Alla prossima Biennale d’Arte di Venezia non ci sarà neanche un artista italiano A parte quella scelta per rappresentare il nostro Paese nel Padiglione Italia, Chiara Camoni.

Paramount è riuscita a prendersi Warner, ma adesso dovrà pagare quasi tre miliardi di penale a Netflix

Che si vanno ad aggiungere ai 77 che spenderà per completare l'acquisizione. Che comunque potrebbe non completarsi, se l'Antitrust non darà il via libera. E in questo caso, Paramount dovrà pagare altri 7 miliardi di multa.

27 Febbraio 2026

Dopo mesi di offerte al rilancio e tentativi di acquisizione particolarmente aggressivi, la famiglia Ellison è riuscita nella sua impresa di acquisire Warner Bros Discovery, facendo saltare un accordo che sembrava già concluso tra quest’ultimo gruppo e Netflix. La piattatorma streaming si è sfilata poche ore fa dall’asta al rialzo per l’acquisizione di Warner Bros Discovery, dichiarando in un comunicato ufficiale che «il prezzo necessario per eguagliare l’ultima offerta di Paramount Skydance rende un eventuale accordo non più finanziariamente interessante; pertanto, non intendiamo rilanciare sull’offerta di Paramount Skydance». Il prezzo pagato dalla famiglia Ellison, che già controlla Paramount ed è vicinissima all’amministrazione Trump, è davvero esorbitante: 77 miliardi di dollari.

All’inizio della battaglia tra Netflix e Paramount, quest’ultima aveva annunciato la sua intenzione di acquistare Warner Bros. Discovery pagando 30 dollari ciascuna delle 2,48 miliardi di azioni del gruppo presenti sul mercato azionario. A fare i conti dell’intera operazione è CNBC: l’offerta finale è arrivata a 31 dollari ad azione, il che significa sborsare quasi settantasette miliardi di dollari, facendosi carico anche dei trenta miliardi di debito netto del gruppo Warner Bros. Discovery. Paramount dovrà però anche pagare un’ingente multa a Netflix prima ancora di acquisire Warner Bros. David Ellison, l’amministratore delegato di Paramount, ha convinto i vertici Warner a rompere la trattativa con Netflix, assumendosi l’onere di pagare i 2,8 miliardi di penale previsti dal precedente accordo tra le parti. Non solo: se per qualche motivo l’acquisizione non andasse a buon fine, per Paramount ci sarebbe un ulteriore multa di 7 miliardi di dollari da pagare. Senza considerare il rischio che l’antitrust americana interrompa tutta l’operazione per impedire la formazione di un monopolio che metterebbe a rischio l’esistenza di un libero mercato nel settore dell’intrattenimento, come ricorda World of Reel.

In effetti, se gli Ellison riuscissero davvero ad acquisire il gruppo Warner Discovery, diventerebbero i sovrani di un impero di cui fanno già parte Cbs, Cnn, Hbo e TikTok USA, costruito grazie a una serie di acquisizioni miliardarie finanziate da fondi riconducibili ad Arabia Saudita, Qatar e Abu Dhabi (fondi la cui esistenza, però, Paramount ha smentito). A preoccupare il mondo dell’intrattenimento (a cui, a dire il vero, non piaceva per niente nemmeno l’opzione di una Warner Bros nelle mani di Netflix) è anche la vicinanza di Larry Ellison, il padre di David, a Donald Trump. In molti sottolineano la curiosa coincidenza che ha portato Sarandos a rinunciare all’acquisizione di Warner Discovery proprio dopo l’incontro con Trump alla Casa Bianca nelle scorse ore. Ellison, dal canto suo, negli ultimi mesi si è molto adoperato per conquistare il sostegno dell’amico Donald, arrivando a cancellare il late night show di Stephen Colbert e a bloccare reportage d’inchiesta sgraditi alla presidenza come quello sulla CECOT (la prigione salvadoregna in cui sono stati rinchiusi anche moltissimi immigrati espulsi dagli Stati Uniti, in spregio a qualsiasi diritto) o l’intervista al politico democratico James Talarico per provare la sua “lealtà”.

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