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Bill e Hillary Clinton si sono rifiutati di testimoniare davanti alla commissione parlamentare che indaga sul caso Epstein In una lettera pubblicata dal New York Times, i Clinton hanno accusato il presidente della commissione di persecuzione ai loro danni.
La polizia spagnola ha messo a segno il più grande sequestro di cocaina in mare aperto della storia d’Europa Quasi mille chilogrammi di cocaina sono stati scoperti su una nave, nascosti sotto montagne di sale per eludere i controlli.
L’uomo che ha passato 52 anni a cercare il mostro di Loch Ness ha ammesso che il mostro di Loch Ness non esiste Adrian Shine si è dovuto arrendere alla realtà: le leggende sono solo leggende, nonostante ciò, ha dichiarato di essersi divertito moltissimo
Un misterioso youtuber ha pubblicato un video lungo 140 anni in cui non succede, non si vede e non si sente niente L'utente shinywr è diventato improvvisamente l'uomo più cercato di internet: chi è? Come ha fatto? E, soprattutto, perché?
L’app più scaricata in Cina serve ad avvisare i tuoi parenti se sei morto Si-le-ma ("Sei morto?) usa un sistema di check-in giornaliero per rassicurare i Gen Z cinesi che vivono da soli e temono di morire senza che nessuno se ne accorga.
Se esistesse un Golden Globe al Miglior meme, quest’anno l’avrebbe stravinto Leonardo DiCaprio L'attore non ha vinto il premio come Miglior attore protagonista, ma è stato senza dubbio il personaggio più commentato, screenshotato e memizzato della serata.
Il regime iraniano ha inventato un nuovo strumento di censura pur di impedire ai manifestanti di accedere a internet con Starlink Secondo gli esperti di cybersecurity, un simile livello di oscuramento delle comunicazioni, e di internet in particolare, ha pochissimi precedenti nella storia.
Lo “Zanardi equestre” di Andrea Pazienza è diventato un caso giudiziario perché era stato buttato nell’immondizia e adesso non si sa a chi appartenga Da una parte c'è l'uomo che lo ha recuperato dalla discarica e restaurato, dall'altra il Comune che l'opera l'ha pagata.

Paolo Limiti, il camp in pantofole

È stato l'inventore dei salotti incantati nei pomeriggi televisivi, un'installazione pop prima che le installazioni diventassero pop.

27 Giugno 2017

Mentre si festeggiano i vent’anni dall’uscita del primo Harry Potter, muore Paolo Limiti. Che cosa c’entra? Niente, o forse qualcosa sì. Nel suo salotto Rai del pomeriggio, praticamente una mostra di Francesco Vezzoli prima che esistesse Francesco Vezzoli, Limiti ha insegnato alle casalinghe (e a me, una casalinga in nuce che guardava la tv dalla casa di nonna) che la magia era possibile. Era possibile parlare con Floradora, ma non nella maniera in cui Paolo Bonolis parlava con Uan. Limiti era un adulto colto, in un mondo di adulti – anzi: di vecchi – e in quel mondo c’erano i canini parlanti e birbanti. Il salotto di Limiti era una porta aperta su un mondo fantastico, non era il vintage già intellò dell’Anima mia di Fazio-Baglioni, e nemmeno la celebrazione burocratica dei tappeti volanti di Luciano Rispoli. Lo sguardo sull’attualità era pressoché bandito, ma l’occhio fisso al passato non era nostalgico, semmai sempre incantato. Ti schiantavi sul binario 9 e tre quarti del primo (secondo?) canale e il mondo si fermava come a Hogwarts.

Paolo_Limiti_2Sulle sue poltroncine sedevano creature mitologiche, mica babbani qualsiasi: Esther Williams, quella dei musicarelli acquatici, una suorina in costume da bagno; Jane Russell, la rivale di Marilyn che sopravvisse alle tragedie ma pure al mito, e diventò semplicemente una nonna come tante. C’erano le chanson di Édith Piaf e le glorie della nostra canzone passata, immancabile ovviamente Nilla Pizzi, e Wilma de Angelis, e Betty Curtis, e poi Giovanna, Dino, Gilda Giuliani, Anna Identici, qualche cantante giovane e belloccio che poteva o no superare la prova dell’applausometro delle sciure in sala, praticamente un talent ante litteram.

C’era, soprattutto, il camp. Incontenibile, esagerato. Prendeva tutto, dai birignao da parrucchiera chic a una sigla (molte edizioni più avanti) con Antonella Elia stesa su un letto a cantare. Quella cosa che nella brevissima Rai firmata Campo Dall’Orto sembrava ormai fatta (una prima serata a Mika! Uno show con Heather e Lorella!) Limiti l’aveva già introdotta sottobanco anni e anni prima. Ci vediamo in Tv, e tutti i programmi affini, era gayssimo come la tv di Stato non sarà mai più, e pure più subdolo dei Paoli Poli en travesti negli anni Settanta. Tutto era manifesto ma il patto con il pubblico era chiaro: facciamo finta che, dopotutto questo è un mondo fantastico, un universo in cui Paolo Limiti può sposare Justine Mattera, altra aspirante Marilyn però del pomeriggio Rai, molto zucchero e pochi fantasmi. Il mago Limiti gigante del pensiero, gentiluomo d’altri tempi, paroliere di voci grandiose (Mina, Vanoni, Zanicchi), installazione pop prima che le installazioni diventassero pop.

L’ultima, la più bella di tutte, è di un paio di estati fa. Paolo e Orietta (nel senso di Berti) vanno a Los Angeles sulle tracce delle ville dei famosi di una volta, trattati al pari di amici di oggi, con cui giocare a canasta il giovedì all’ora del tè. Ne esce un portfolio bellissimo e commovente, che nessun art director avrebbe mai avuto il coraggio di commissionare, nessun regista di video di Liberato avrebbe mai saputo immaginare. Perché quelle non erano pose, quello – come tutto ciò che ha fatto Paolo Limiti dentro quella scatola del pomeriggio, con me piccolo davanti – era amore vero.

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