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Il Comune di Detroit, città natale della techno, ha istituito la Settimana della Techno La sindaca Mary Sheffield ha proclamato la settimana dal 18 al 25 maggio Detroit Techno Week, in coincidenza con il festival Movement all’Hart Plaza.
I tech bros hanno fatto di tutto per convincere il Papa che l’AI è cosa buona e giusta, ma i loro sforzi non sono serviti a granché A giudicare dai contenuti della prima enciclica di Leone XIV, dedicata all'AI, i tentativi diplomatici di Big Tech, che ha inviato i suoi emissari in Vaticano nelle scorse settimane, l'hanno lasciato abbastanza indifferente.
Una risoluzione dell’ONU ha stabilito che i governi sono obbligati a fare tutto il possibile per combattere la crisi climatica Risoluzione approvata con solo 8 voti contrari. Per la sorpresa di nessuno, tra chi si è opposto ci sono Stati Uniti, Russia, Arabia Saudita, Iran, Israele, Bielorussia, Liberia e Yemen.
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Molte persone stanno scoprendo che portare una powerbank in aereo è una faccenda più complicata e pericolosa di quanto ci si immagina Quello che è successo al volo EasyJet costretto a un atterraggio d'emergenza a Fiumicino ha fatto scoprire a molti le severissime regole sulle powerbank in aereo.
L’anteprima della nuova serie di Zerocalcare al Circo Massimo è diventata uno dei più grandi “festival” dell’estate italiana Un evento gratuito, al Circo Massimo, con migliaia di persone in coda per giocare ai videogiochi, ascoltare musica e guardare Due spicci, la nuova serie del fumettista.
La FAO ha detto che ci restano soltanto sei mesi per evitare una crisi alimentare in tutto il mondo Per l’agenzia, saranno cruciali le decisioni che agricoltori e governi prenderanno ora sull’uso dei fertilizzanti, sulle importazioni, sui finanziamenti e sulla scelta delle colture.

Palm Springs è la commedia perfetta per chi spera di tornare alla vita di prima

Il film diretto da Max Barbakov è passato inosservato nonostante due nomination ai Golden Globe, ma si può recuperare su Prime Video.

17 Marzo 2021

Vi ricordate quando la pandemia aveva assunto connotazioni messianiche? Era la primavera scorsa e la natura ci stava mandando un messaggio che dovevamo farci trovare pronti a cogliere. Molti segnali portavano al fatto che il nostro stile di vita non fosse più sostenibile. Non era tanto questione di foresta amazzonica e di carbon footprint, ma più di aperitivi e vite immolate alla futilità. La primavera 2020 è stata la nostra piccola grande era delle utopie individuali (che però si assomigliavano un po’ tutte). Avremmo lasciato le città. Avremmo vissuto più a contatto con la natura. Non avremmo più buttato in bar e ristoranti soldi guadagnati con lavori che ci apparivano improvvisamente inutili al cospetto dell’immensità del mondo e della finitezza della vita. Sul New Yorker, Olga Tokarczuk, fresca di Nobel, guardava dalla sua finestra «un mondo nuovo» e si diceva non particolarmente dispiaciuta che i cinema fossero chiusi e indifferente alle serrate dei negozi. Oggi possiamo dirlo: nessuno di questi propositi si è realizzato. Siamo rimasti dov’eravamo, bloccati, mentre il sentimento prevalente dopo un anno di pandemia sembra piuttosto improntato al desiderio di tornare al più presto alla vita di prima. Fateci per favore tornare alla vita di prima. Con i cinema, gli aperitivi, i centri commerciali e tutto, anche le cose brutte. Grazie.

È un sentimento che trova una corrispondenza sorprendente in un film uscito nel 2020 e che da novembre, senza molto clamore nonostante due nomination ai Golden Globe, è disponibile su Amazon Prime Video. Io l’ho visto per caso qualche sera fa e l’ho trovato perfetto per festeggiare un anno di lockdown. Si intitola Palm Springs (evito di citare per carità di patria il sottotitolo italiano), è diretto da Max Barbakow, scritto da Andy Siara e si regge sull’interpretazione di due attori bravissimi: Andy Samberg e Cristin Milioti. Tutti quasi sconosciuti. Barbakow, il regista, è al suo esordio nel lungometraggio. Siara, lo sceneggiatore, è uno che ha cercato per anni di sfondare nell’indie rock con The Henry Clay People, gruppo fondato insieme a suo fratello, senza esattamente riuscirci. Andy Samberg, lo straordinario attore protagonista, un Jesse Eisenberg che invece di lanciare sguardi da psicopatico fa ridere o un Micheal Cera senza malinconia, anche lui nel giro indie rock, fino a questo momento era conosciuto più che altro per essere il marito di Joanna Newsom (la sua filmografia su Wikipedia è una lunga e spietata alternanza delle voci “Voice” e “Cameo”) e come parte del trio di comici/cantanti Lonely Island. Mentre Cristin Milioti, l’attrice protagonista, è appena più famosa per essere apparsa in un paio di stagioni di How I Met Your Mother e di Fargo e in The Wolf of Wall Street.

Insomma, una commedia fatta da mezzi falliti, che sembrano usciti dagli anni ’90, e sempre per restare nei ’90, lo spunto è quello, ormai ripetuto fino alla nausea, del Giorno della Marmotta. Una scelta che all’inizio lascia un po’ interdetti. Nyles è infatti un trenta-quarantenne finito in un loop temporale, intrappolato nel giorno in cui un’amica della sua fidanzata si sposa a Palm Springs (sul Los Angeles Times Andy Siara ha raccontato che l’idea nacque nel 2015, quando chiese al suo amico Barbakow di filmare il suo matrimonio a Palm Springs). Ogni giorno allora Nyles si sveglia nella camera d’albergo con questa fidanzata che non ama e poi passa il tempo tra piscine e lattine di birra, interagendo, ma soprattutto molestando, gli altri invitati alla festa. Questa è la sua vita. Come ci è finito, non è dato saperlo. Una monotonia che viene interrotta nel momento in cui Sarah, sorella maggiore della sposa, entra con Nyles in un contatto più profondo (non aggiungo altro per evitare di rovinare la visione).

Gli ingredienti sono questi: prendete un bicchiere di vitalismo nichilista di Judd Apatow e tre cucchiai di commedia romantica depressiva anni Zero (Punch-Drunk Love, Eternal Sunshine of the Spotless Mind), aggiungete una manciata di millenarismo apocalittico anni Dieci (il ritorno delle droghe psichedeliche, la fisica quantistica) e mescolate bene. Come risultato avrete Palm Springs, quella che viene definita una sci-fi comedy, ma che in realtà è una commedia romantica, una commedia romantica che fa molto più ridere di quanto le commedie romantiche normalmente facciano. E di ridere adesso credo ci sia molto bisogno.

Immaginate due persone bloccate in un giorno che si ripete per sempre e che vogliono tornare alla vita di prima. Non vi ricorda l’eterno infinito lockdown in cui, in attesa che si manifesti un segno sovrannaturale, ci siamo ridotti a gozzovigliare e a prendercela con chiunque? È chiaro, la morale della favola di Palm Springs è originariamente un’altra: quella dell’ingresso comicamente tardivo nell’età adulta per la generazione nata a cavallo tra ’70 e ’80. Ma applicarlo alla nostra situazione funziona benissimo. Qualcuno ci faccia uscire da questo infernale loop temporale e ci faccia tornare alla vita di prima. Grazie.

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