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20:49 mercoledì 2 settembre 2026
Il nuovo report dell’Onu sulla crisi climatica dice sostanzialmente due cose: sta andando tutto molto male e andrà tutto sempre peggio Non solo non riusciremo a tenere l'aumento della temperatura sotto gli 1,5 gradi di media, ma entro la fine del secolo rischiamo che l'aumento tocchi i 3 gradi.
La nuova campagna di Valentino si chiama Interferenze ed è scattata in un ex centrale elettrica romana convertita in museo La campagna è stata scattata da Glen Luchford nella Centrale Montemartini di Roma, ex centrale elettrica convertita in museo nel 1997.
L’uomo condannato per l’omicidio di Tupac aveva scritto in un libro di essere il mandante dell’omicidio di Tupac, poi è stato accusato di essere il mandante dell’omicidio di Tupac e ha detto che in realtà si era inventato tutto per vendere più copie Il libro si intitola Compton Street Legend, autopubblicato, 215 pagine con filigrane a forma di foro di proiettile, e descrive Duane Keith Davis, detto Keffe D, come l'uomo che procurò la pistola che fu usata per uccidere Tupac.
Four Tet ha pubblicato su YouTube un set di 4 ore e mezza 58 tracce condensate in 4 ore e 24 minuti. Nel video ci sono inediti, remix, canzoni dal suo repertorio fantasma e numerose collaborazioni.
A Gaza non si possono più far volare gli aquiloni perché Israele li considera una minaccia terroristica Lo ha annunciato il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, secondo il quale «Un aquilone viene trattato come un drone, con o senza esplosivi».
Ci sono così tanti video dell’inondazione in Nepal generati con l’AI che il governo nepalese ha intimato alle piattaforme di rimuoverli tutti immediatamente E ha pure creato una task force di polizia esclusivamente dedicata alla caccia di questi contenuti e alla denuncia delle persone che li creano e diffondono.
Ib Kamara lascia Off White ed è l’ennesima brutta notizia per lo streetwear Sono previste però special capsule firmate da lui con dieci collaboratori esterni, tra cui il musicista Kid Cudi e lo stilista Raul Lopez.
Il governo serbo concederà a Ratko Mladic, il boia di Srebrenica, il funerale di Stato perché «era pur sempre un generale» «Il generale Mladic è un generale, e ci sono dei protocolli da seguire», questo si è limitato a dire il Ministro della Giustizia serbo, Nenad Vujic.

Il padiglione israeliano alla Biennale di Venezia rimarrà chiuso

16 Aprile 2024

«Mi dispiace, ma credo sia una cosa importante», così l’artista Ruth Patir ha commentato la decisione di tenere chiuso il padiglione israeliano alla Biennale di Venezia fino a quando non ci sarà il cessate il fuoco sulla Striscia di Gaza e Hamas non libererà i 97 ostaggi che tiene ancora prigionieri. In un’intervista concessa al New York Times, Patir ha spiegato che la decisione l’hanno presa lei, i due curatori del padiglione Tamar Margalit e Mira Lapidot, senza informare il governo israeliano. In questo momento, all’ingresso del padiglione è attaccato un foglio A4 con sopra scritto che «The artist and curators of the Israeli pavilion will open the exhibition when a cease-fire and hostage release agreement is reached».

La decisione di Patir, Margalit e Lapidot è l’ultimo capitolo di una discussione che prosegue da mesi. Nello scorso febbraio, migliaia di artisti aveva firmato una lettera aperta in cui si invitava la Biennale a bandire Israele dell’edizione 2024: a detta dei firmatari, qualsiasi altra decisione sarebbe equivalso a «fornire un palcoscenico a uno Stato che pratica l’apartheid e che sta perpetrando un genocidio». La risposta alla lettera era arrivata dal ministero della Cultura italiano: il ministro Sangiuliano aveva ribadito che Israele avrebbe avuto il suo padiglione alla Biennale e che il governo italiano avrebbe garantito la partecipazione israeliana «come quella di tutti i Paesi stranieri riconosciuti dallo Stato italiano».

Per quanto riguarda la partecipazione di artisti palestinesi – non essendo quello palestinese uno Stato riconosciuto dall’Italia, un padiglione dedicato alla Biennale non ci può essere, anche se in passato ci sono stati eventi “collaterali”, come quello organizzato dal Palestine Museum US nel 2022 – anche in questo caso si è deciso di procedere come da programma: il curatore Adriano Pedrosa ha confermato che tra i 331 artisti che parteciperanno alla Biennale di quest’anno ci saranno anche due palestinesi, Dana Awartani, Samia Halaby. Tutto come previsto, insomma. Comprese le polemiche che, ovviamente, sono venute dopo l’annuncio della decisione di Patir, Margalit e Lapidot.

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