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04:57 giovedì 4 giugno 2026
L’ultima moda tra i miliardari è comprarsi lo scheletro di un dinosauro Vengono battuti per milioni di dollari dalle più prestigiose case d'asta del mondo e acquistati da miliardari che si sono un po' stufati delle "normali" opere d'arte.
Sempre più giovani si dedicano al solomaxxing, cioè rimanere single perché per trovare un partner servono troppo tempo e troppi soldi Essere single non per scelta sentimentale o filosofica, ma perché le relazioni hanno un costo che il reddito medio non copre più.
Per festeggiare il centesimo compleanno il brand islandese 66°North si è inventato una delle campagne più riuscite degli ultimi anni Cento persone, nate ognuna in uno degli anni trascorsi dal 1926 a oggi, fotografate con addosso i loro vecchi capi 66°North, quelli a cui sono più affezionati.
Nelle praterie della Mongolia è stata costruita una galleria d’arte che sembra un’astronave precipitata sulla Terra Si chiama Praire Ark, l'ha disegnata lo studio architettonico cinese Büro Ziyu Zhuang ispirandosi alla saga di Alien di Ridley Scott.
Un tizio ha trovato per caso una demo unica di Is This It degli Strokes che la band aveva registrato e poi buttato È una prima versione dell'album, prodotta da Gil Norton, che Casablancas e compagni bocciarono e cestinarono. E che ora è miracolosamente riapparsa.
Secondo una ricerca scientifica gli uffici open space fanno male al cervello, fanno stancare di più e lavorare peggio A quanto pare ci voleva una ricerca per capire che rumore continuo, confusione incessante e assenza di spazio personale non fanno bene al cervello.
La pregiatissima collezione di vini di Stalin verrà venduta per finanziare l’apertura di una scuola di enologia in Georgia Al suo interno sono conservate più di 40 mila bottiglie, in parte prese dalle cantine degli zar e in parte scelte personalmente da Stalin.
Il prossimo film di Alice Rohrwacher sarà un adattamento del Barone rampante di Italo Calvino La regista non ha fatto in tempo a finire le riprese di Three Incestuous Sisters che è già arrivato l'annuncio del suo prossimo progetto.

Ruben Östlund ha stroncato Barbie

19 Dicembre 2023

In una recente intervista con Premiere, tra le altre cose è stato chiesto al regista svedese Ruben Östlund, che quest’anno ha presieduto la giuria della 76esima edizione del Festival di Cannes, di commentare la scelta di Greta Gerwig come prossima presidente. Östlund ha sostanzialmente schivato la domanda ed è passato a commentare invece l’evento cinematografico dell’anno, Barbie: «Non mi è piaciuto», il riassunto del suo (piuttosto lungo) commento. Un produttore di giocattoli che finanzia il suo stesso film per pubblicizzare un suo vecchio giocattolo e renderlo di nuovo desiderabile sul mercato? Per il regista questo è cinismo travestito da ottimismo, niente di più. Sicuramente è una visione che incarna a pieno la follia capitalistica del nostro tempo, questo sì, ma non corrisponde alla sua visione di cinema.

Secondo il regista svedese, per contrastare la pressione a essere costantemente produttivi è fondamentale creare contenuti che si “facciano pubblicità” attraverso il passaparola, piuttosto che con oculate operazione di marketing. Sostanzialmente l’accusa è che senza tutti i gadget, i soldi spesi in pubblicità, i glitter che sbucavano perfino su Google, i contenuti brandizzati di altre grandi aziende, Barbie non sarebbe nulla. Alla fine Barbie è diventato un evento più che un film, e di conseguenza si è parlato molto del fenomeno Barbie e molto meno del film, scrive World of ReelNell’intervista il regista di Triangle of Sadness ha anche detto di aver completato la prima stesura della sceneggiatura del suo nuovo film, The Entertainment System is Down.

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È in lavorazione un remake de Gli uccelli di Alfred Hitchcock

La protagonista sarà Sarah Snook (Shiv di Succession) e la produzione ha già annunciato grosse modifiche alla trama e all'ambientazione.

«Se esco da una mostra con un pensiero, l’arte ha fatto il suo lavoro»

Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, collezionista e fondatrice della Fondazione che porta il suo nome, racconta trent'anni di arte contemporanea – e il sogno veneziano diventato realtà.