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21:00 domenica 6 settembre 2026
C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.

Dopo 48 anni l’ultimo film di Orson Welles arriva su Netflix

Dopo aver esordito a Venezia, l'ultimo lavoro di Orson Welles, "The Other Side of the Wind" arriverà presto su Netflix.

03 Settembre 2018

Era il 1970 quando Orson Welles chiese a Peter Bogdanovich giusto un paio d’ore del suo tempo, per girare un film che non avrebbe richiesto più di «un paio di settimane di riprese». Le cose poi andarono diversamente e alle due settimane iniziali si aggiunsero una quarantina d’anni. Più precisamente, sono 48 gli anni intercorsi tra l’ultimo ciak e la prima di The Other Side of the Wind, presentato venerdì scorso al Festival del Cinema di Venezia.

La produzione del più famoso film mai concluso, interrotta alla morte di Welles nel 1985, è passata negli ultimi anni attraverso una lunga serie di guai economici e finanziamenti inconcludenti. E se il pubblico della kermesse veneziana ha potuto ammirarlo è solo grazie al produttore 71enne Frank Marshall, rinomato a Hollywood per essere in grado di trasformare l’impossibile in possibile. Dopo il contributo di Marshall, è arrivato quello di Netflix, aggiuntosi come finanziatore lo scorso anno.

Peter Bogdanovich e Jhon Huston in The Other Side Of The Wind

Manichini, cubetti di ghiaccio, una bambola mutilata e parecchie lanterne: The Other Side of the Wind è un sogno psichedelico e politicamente scorretto. Il racconto di un dissennato festino organizzato dal regista Jake Hannaford e raccontato attraverso gli occhi dei suoi invitati. Il risultato di oltre 100 ore di pellicola, con alcune parti a colori e altre in bianco e nero, girate in 35 o 16 millimetri o in Super 8. Un film-collage che ha rappresentato un’ardua sfida per coloro che ci hanno lavorato, spaventati all’idea di «non avere abbastanza materiale per dar vita a qualcosa che avesse un minimo di senso», così come confessato dallo stesso Marshall al New York Times.

Se un senso alla fine è stato trovato saranno gli spettatori a dirlo che, dal 2 novembre, potranno trovare il film su Netflix e in qualche cinema illuminato. Nel frattempo, le opinioni di quelli che hanno visto l’anteprima di Venezia sono contrastanti. C’è chi pensa che, se ci fosse giustizia, The Other Side of the Wind vincerebbe una valanga di Oscar e chi, invece, lo ha descritto come una lunga serie di sconclusionati roll-eyes.

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