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15:01 domenica 2 agosto 2026
L’unica pasticceria al mondo che ha il permesso dello Studio Ghibli per fare dolcetti di Totoro è quella della cognata di Hayao Miyazaki Si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory e ne produce pochissimi alla volta: accaparrarseli è difficile quasi come riuscire a visitare il Ghibli Park.
Uno dei motivi della crisi di Ceuta sarebbe una sentenza della Corte Suprema spagnola che stabilisce che i migranti che arrivano in Spagna a nuoto non possono essere respinti Migliaia di persone sono entrate in una settimana aggirando a nuoto un frangiflutti. Non possono essere respinte perché non hanno aggirato nessuna barriera fisica.
Per festeggiare il 25esimo anniversario di Drukqs, Aphex Twin ha fatto una ristampa del disco in vinile, cd e pure musicassetta Con questa ristampa Aphex Twin raggiunge anche un traguardo personale: ora tutti i suoi album sono disponibili in vinile.
Da un grande problema con gli incendi boschivi derivano grandi problemi con le assicurazioni e i risarcimenti Il 75 per cento dei danni da catastrofe naturale in Europa non è coperto da nessuna polizza assicurativa, e la quota cresce ogni estate. In più, i danni causati dagli incendi non sono comunque coperti da queste polizze.
A Firenze aprirà il primo centro italiano specializzato in prevenzione e cura della dipendenza da social Aprirà subito dopo l'estate e si chiama Discover - Fuori dal guscio, accoglierà ragazzi e ragazze dai 10 ai 25 anni di età.
Finché potremo vedere e rivedere all’infinito quella scena di Drive, di Kavinsky non ci dimenticheremo mai È morto a 50 anni uno dei grandi protagonisti della scena elettronica. Di lui resta tanto ma soprattutto una canzone, Nightcall, pezzo fondamentale di un film indimenticabile.
C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate in tutti i musei del mondo Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.
Sta per uscire un libro che raccoglie centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.

Dopo 48 anni l’ultimo film di Orson Welles arriva su Netflix

Dopo aver esordito a Venezia, l'ultimo lavoro di Orson Welles, "The Other Side of the Wind" arriverà presto su Netflix.

03 Settembre 2018

Era il 1970 quando Orson Welles chiese a Peter Bogdanovich giusto un paio d’ore del suo tempo, per girare un film che non avrebbe richiesto più di «un paio di settimane di riprese». Le cose poi andarono diversamente e alle due settimane iniziali si aggiunsero una quarantina d’anni. Più precisamente, sono 48 gli anni intercorsi tra l’ultimo ciak e la prima di The Other Side of the Wind, presentato venerdì scorso al Festival del Cinema di Venezia.

La produzione del più famoso film mai concluso, interrotta alla morte di Welles nel 1985, è passata negli ultimi anni attraverso una lunga serie di guai economici e finanziamenti inconcludenti. E se il pubblico della kermesse veneziana ha potuto ammirarlo è solo grazie al produttore 71enne Frank Marshall, rinomato a Hollywood per essere in grado di trasformare l’impossibile in possibile. Dopo il contributo di Marshall, è arrivato quello di Netflix, aggiuntosi come finanziatore lo scorso anno.

Peter Bogdanovich e Jhon Huston in The Other Side Of The Wind

Manichini, cubetti di ghiaccio, una bambola mutilata e parecchie lanterne: The Other Side of the Wind è un sogno psichedelico e politicamente scorretto. Il racconto di un dissennato festino organizzato dal regista Jake Hannaford e raccontato attraverso gli occhi dei suoi invitati. Il risultato di oltre 100 ore di pellicola, con alcune parti a colori e altre in bianco e nero, girate in 35 o 16 millimetri o in Super 8. Un film-collage che ha rappresentato un’ardua sfida per coloro che ci hanno lavorato, spaventati all’idea di «non avere abbastanza materiale per dar vita a qualcosa che avesse un minimo di senso», così come confessato dallo stesso Marshall al New York Times.

Se un senso alla fine è stato trovato saranno gli spettatori a dirlo che, dal 2 novembre, potranno trovare il film su Netflix e in qualche cinema illuminato. Nel frattempo, le opinioni di quelli che hanno visto l’anteprima di Venezia sono contrastanti. C’è chi pensa che, se ci fosse giustizia, The Other Side of the Wind vincerebbe una valanga di Oscar e chi, invece, lo ha descritto come una lunga serie di sconclusionati roll-eyes.

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