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12:39 sabato 21 marzo 2026
Chopper, il medico della ciurma Cappello di Paglia in One Piece, è stato nominato ambasciatore di Medici Senza Frontiere «La convinzione che si debba curare tutti, indipendentemente da etnia o nazionalità, è ciò in cui crediamo anche noi», ha detto il presidente di MSF, spiegando la scelta del nuovo ambasciatore.
La foto che tutti i giornali stanno pubblicando negli articoli sulla vera identità di Banksy non ritrae Banksy ma un tizio qualunque fotografato mentre lavorava vicino a un’opera di Banksy L'uomo si chiama George Georgiou, ha 69 anni e di mestiere fa l'operaio. Ha definito quello che gli è successo «assurdo».
Al trailer di Spider-Man: Brand New Day è bastato un giorno per diventare il trailer più visto di tutti i tempi Ha totalizzato 718 milioni di visualizzazioni in 24 ore, sbriciolando il precedente record detenuto dal trailer di No Way Home.
Hachette ha cancellato l’uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l’autrice l’ha scritto usando l’AI L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.
Un marinaio della portaerei francese Charles de Gaulle ne ha rivelato a tutti l’esatta posizione loggando la sua corsetta mattutina su Strava Non è il primo militare a rivelare informazioni sensibili registrando i propri allenamenti, tanto che è stato coniato un nome per il fenomeno degli Strava Leaks.
Il nuovo film di Alice Rohrwacher, Three Incestuous Sisters, sarà tutto ambientato tra Roma e Stromboli La regista inizierà le riprese ad aprile e passerà la primavera tra la Capitale e le Eolie assieme a Dakota Johnson, Saoirse Ronan, Jessie Buckley e Josh O'Connor.
C’è solo un Paese al mondo che non è affatto preoccupato dalla crisi energetica causata dalla guerra in Medio Oriente: la Cina La Repubblica popolare raccoglie adesso i frutti di anni di enormi investimenti nelle energie rinnovabili e in particolare nell'elettrico.
Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.

L’Onu è in una grave crisi economica perché tantissimi Stati membri sono in ritardo con il pagamento della quota d’iscrizione

La situazione è talmente grave che nella sede di Ginevra gli ascensori sono stati spenti e il riscaldamento ridotto al minimo.

03 Febbraio 2026

Le Nazioni Unite rischiano guai economici piuttosto seri a causa del mancato pagamento dei contributi obbligatori da parte di tanti Stati membri. L’allarme è stato lanciato dal segretario generale António Guterres, che ha avvertito, in una lettera inviata a tutti i 193 Paesi membri, come la situazione di cassa dell’organizzazione sia critica, con difficoltà concrete nel sostenere le spese ordinarie. La situazione è così grave che, in un disperato tentativo di risparmiare, nella storica sede di Ginevra gli ascensori sono stati spenti e il riscaldamento ridotto al minimo per contenere i costi delle bollette che le Nazioni Unite non riescono più a pagare.

A scatenare la crisi finanziaria più grave dalla fondazione delle Nazioni Unite è stata la scelta di Donald Trump di ridurre drasticamente il contributo economico degli Stati Uniti, il principale finanziatore dell’organizzazione. Il budget per le missioni di peacekeeping versato dagli Stati Uniti al momento è il 30 per cento di quello originariamente concordato, mentre il contributo economico generale (cioè per tutte le altre attività dell’Onu oltre alle missioni di peacekeeping) è stato azzerato, così come il sostegno a decine di agenzie collegate alle Nazioni Unite. Negli scorsi mesi Trump ha più volte e molto aspramente criticato l’Onu, accusandola di non seguire la linea politica statunitense sia su questioni di mantenimento della pace che su quelle di riorganizzazione dei conti. Secondo quanto riportato da Bbc, la mossa di Trump è stata doppiamente efficace perché molti Stati si sono di fatto silenziosamente allineati alla sua politica, smettendo semplicemente di pagare la propria quota o riducendola drasticamente o versandola con forte ritardo. Tanto che alla fine del 2025 meno della metà dei Paesi membri aveva versato tutta la propria quota annuale. A questo si aggiunge un loop legislativo che costringe l’Onu a restituire soldi che non ha mai ricevuto. Il suo statuto, infatti, prevede che a fine anno debba restituire i fondi che le agenzie non sono riuscite a investire. Le Nazioni Unite, dunque, sono ora chiamate a restituire ingenti quantità di denaro che non sono riuscite a spendere, per il semplice fatto che non hanno ricevuto i fondi necessari a trovare e organizzare i modi per spendere quei soldi.

Guterres ha chiarito che il problema non è dovuto alla cattiva amministrazione dell’organizzazione, ma a una crisi strutturale di finanziamento che mette a rischio il funzionamento dell’Onu. Senza un intervento rapido da parte degli Stati membri, ha avvertito, l’organizzazione potrebbe trovarsi impossibilitata a svolgere il proprio mandato, dalla diplomazia alla gestione delle missioni di pace, fino al coordinamento degli aiuti umanitari.

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