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11:01 martedì 24 febbraio 2026
La bandiera di One Piece è arrivata anche a Sanremo grazie a Tommaso Paradiso Il cantante è un fan sfegatato del manga di Eiichiro Oda e ha deciso di portarsi questa sua passione anche sul green carpet dell'Ariston.
Il Vaticano ha annunciato che le messe nella basilica di San Pietro avranno una traduzione simultanea in 60 lingue fatta dall’AI L'AI in questione si chiama Lara e verrà presentata in occasione dei festeggiamenti per i 400 anni della Basilica.
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.
Alla cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina, Ilia Malinin si è esibito indossando dei jeans Balmain da 1100 dollari Il pezzo era abbinato a una felpa del rapper NF: nel suo insieme, il look sembrava suggerire una riflessione sulla salute mentale nello sport.
Giorgia Meloni ha dovuto pubblicare un comunicato stampa ufficiale per smentire le voci di una sua partecipazione a Sanremo È stata costretta a farlo perché da giorni questa voce circolava insistentemente, tanto che i giornalisti hanno anche chiesto a Carlo Conti se fosse vera.
La cosa più discussa dei BAFTA non sono stati i film né i premi ma le censure riuscite e fallite della BBC Un insulto razzista non è stato rimosso dalla differita della cerimonia, un "Free Palestine" e una battuta su Trump sono invece sparite. Non è chiaro il metodo applicato dall'emittente.
A giudicare dalle vendite, dopo il ritorno dei vinili potrebbe essere arrivato il momento del ritorno dei cd I numeri sono in crescita negli Usa, in UK e anche in Italia: c'entrano collezionismo e nostalgia, ma pure il desiderio di "possedere" la musica che si ama, soprattutto per i più giovani.
Dopo 13 anni, l’episodio “Ozymandias” di Breaking Bad ha perso il suo 10/10 su IMDb per colpa di una guerra tra il fandom di Breaking Bad e quello di Game of Thrones Era l'unico episodio di una serie tv ad aver mai raggiunto quel traguardo. Che ora è andato perso per colpa della "bellicosità" del suo fandom.

Ci vorrebbe un’intelligenza artificiale contro i ricatti emotivi

Tra il moltiplicarsi delle associazioni e degli escamotage narrativi finalizzati a farci sentire in colpa, anche decidere a chi donare è diventato complesso.

17 Maggio 2021

Mi sono fermato a sette. Erano di più. Mi ricordo, Save the Children, Action Aid, Telethon. Questo in Tv, perché poi ho fatto un bancomat e sullo schermo è apparsa la domanda: vuoi donare qualcosa? Passeggiando, delle ragazze mi hanno chiesto se conoscessi la loro associazione, e se volessi contribuire al progetto, e pochi passi più avanti, un’associazione concorrente, con un altro banchetto, sistemato come se fosse un check point, mi ha fatto la stessa domanda. Vicino l’ufficio, quelli di Greenpeace mi hanno sollecitato ad occuparmi della moria d’api. Sulla questione sono abbastanza informato. Li ho messi pure alla prova: quali sono – ho chiesto – le culture agrarie impollinate dalle api? Non lo sapevano. Adesso qui si apre la questione. Pensate che voglio contestare le Onlus? Soffermarmi sul metodo, diciamo così, sullo spregiudicato uso di immagini di sofferenza? Che voglia questionare perché fanno leva costantemente sul mio senso di colpa? Oppure, che voglia paragonare certi metodi narrativi usati dalle suddette, con quelli utilizzati da alcuni commentatori televisivi che (alcuni a sere alterne, altri ospiti fissi) elaborano lunghe prediche laiche. Pensate che me la prenda con quei club esclusivi di massa, che accolgono a braccia aperte quelli che dicono cose buone e giuste? Volete che dica che questi commentatori, i buoni e giusti o al contrario quelli che dicono cose ingiuste e cattive (ma sono speculari, accumunati dalle stesse tecniche e dai medesimi obiettivi: il proprio posizionamento), vengono pagati per recitare il ruolo, quindi alla fine si arriva alla inquietante polarizzazione emotiva? Invece no, io voglio donare. Perché, vuoi con escamotage narrativi, vuoi perché i problemi ci sono, vuoi perché cominciano dalla mattina presto, mi hanno fatto credere che sono responsabile di tutto il male del mondo.

Sono onnipotente. Certo, voi dite, solo un pazzo può pensare che il suo battito d’ali causi il tornado e comunque questa logica non è logica, perché poi il tornado cosa causerebbe? Si andrebbe avanti all’infinito in una apocalittica e perversa spirale atmosferica. Non mi convincete: davvero, fatemi diventare buono, uno che si interessa al mondo. Vi chiedo una carità: posso scegliere (simbolicamente parlando) razionalmente una associazione e non 100 emotivamente? Posso impegnarmi in un progetto perché capisco il senso della battaglia?  Bene, questa cosa non si può fare. Perché la realtà, metti per esempio la fame nel mondo, è molto complicata da affrontare, non è come la raccontano in prima battuta i suddetti soggetti (vedi il problema della moria delle api) e richiede analisi, passione per la complessità, e un certo sospetto per le semplificazioni.

Purtroppo, il mondo si complica, i soggetti richiedenti si moltiplicano (tutti chiedono ma potrei rimanere solo io a donare) ma il mio apparato decisivo è rimasto al paleolitico. Vista la difficoltà di dire un sì o un no, ragiona per euristiche: scelte semplificate. Che sì, spesso conservano una saggezza atavica, altre volte sono piene di errori. Soprattutto soggette ad umori. Se un giorno mi sveglio storto, non dono niente. Se un altro giorno hanno pubblicato un mio articolo e sono felice, faccio il biglietto alla macchinetta della stazione e dono 0.50 centesimi. Questa cosa non riguarda solo me. Ma pure i predicatori, le Onlus e noi tutti cittadini del mondo: tutti noi scegliamo di far leva sulle emozioni e drammatizzare, e solo per essere ascoltati. O seguiamo l’onda o la creiamo. Problema: tutto ciò esclude in gran parte l’arte della misurazione. Uno dei pochi modi che abbiamo per entrare in disaccordo con le nostre opinioni: i fatti misurati possono fornirci un buon punto di partenza, a lordo dei nostri umori, per prendere decisioni più sagge. Problema: la misura non è per noi umani. Siamo in tanti, vogliamo farci sentire, semplifichiamo, qualcuno alla fine donerà. Come uscirne? Ci vuole, temo, l’intelligenza artificiale. Che non vuole conquistare il mondo, non ha corpo, né desideri, quindi non vuole andare nei programmi alla moda a dire la sua, più semplicemente conta e misura: potrebbe fornirmi indicazioni valide sulla mia scelta.

Così che, invece di sentirmi sopraffatto dalle immagini, dalle prediche come se diluviasse, invece di bisticciare sul contenuto del bicchiere, se è mezzo pieno o mezzo vuoto, io arrivo a dire grazie alla A.I. che si tratta di 45 cl. Abbastanza per decidere. Poi libero da immagini e ricatti, posso tornare a essere umano: sbagliare, cadere, contraddirmi, pensare, ragionare e maledire, senza che nessuno mi fermi facendomi sentire responsabile di tutto: ah e solo per avere 9 euro. Ps. le api impollinano kiwi, frutto della passione, sorbo, anguria, zucca e zucchine, i pomodori in serra si preferiscono i bombi alle api. E in più: il 90 per cento del cibo che mangiamo non dipende dall’impollinazione entomofila (per dire il grado di complicazione).

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