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La notizia di Martin Scorsese che decide di usare l’AI per disegnare gli storyboard dei suoi film non poteva essere accolta peggio Il regista ha annunciato una collaborazione con una start up AI tedesca. La reazione è stata notevolmente negativa.
ll governo tedesco ha approvato una riforma che equipara i club ai teatri e li protegge dalla speculazione immobiliare Si spera così di fermare la Clubsterben, la morte dei club, una crisi gravissima che in questi anni ha portato alla chiusura di decine di locali storici.
Il brand di skincare The Ordinary se la sta prendendo con l’assurdo marketing e i prezzi folli dei brand di skincare “Buy the ingredients, not the hype”, si intitola la nuova campagna del brand, in cui a prodotti di uso comune viene applicata la stessa maggiorazione di prezzo che si usa con gli ingredienti dei cosmetici.
Phoebe Bridgers ha organizzato un concerto a sorpresa al Madison Square Garden di New York e i biglietti costano un dollaro Il concerto è previsto per questa sera e varrà la solita regola a cui Bridgers tiene molto: niente telefoni.
Per la prima volta al mondo, una cittadina in California ha votato per impedire totalmente e permanentemente la costruzione di data center È successo a Monterey Park, dove l'86 per cento dei cittadini ha votato per vietare per sempre la costruzione di data center.
A Oxford sta per aprire la prima libreria che vende esclusivamente romantasy Si chiama Bad Girl Books e l'ha aperta Starlin Marot, che prima di diventare libraia faceva la tiktoker. La booktoker, per la precisione. Di romantasy, ovviamente.
L’ultima moda tra i miliardari è comprarsi lo scheletro di un dinosauro Vengono battuti per milioni di dollari dalle più prestigiose case d'asta del mondo e acquistati da miliardari che si sono un po' stufati delle "normali" opere d'arte.
Sempre più giovani si dedicano al solomaxxing, cioè rimanere single perché per trovare un partner servono troppo tempo e troppi soldi Essere single non per scelta sentimentale o filosofica, ma perché le relazioni hanno un costo che il reddito medio non copre più.

L’idea di allungare Manhattan non è piaciuta a molti newyorchesi

18 Gennaio 2022

Venerdì 14 gennaio il New York Times ha pubblicato un pezzo firmato dall’economista della Rutgers University Jason Barr intitolato “1,760 acres. That’s how much more of Manhattan we need”. È un pezzo lungo e articolato che prova a rispondere a due emergenze che New York dovrà affrontare nei prossimi anni. Una, in realtà, la sta già affrontando da diverso tempo, con risultati abbastanza altalenanti: si tratta di quella abitativa, la sempre maggiore difficoltà di trovare una casa a prezzi (per l’acquisto o per l’affitto) accettabili, un problema che riguarda non solo la metropoli americana ma tutte le grandi città occidentali. La seconda emergenza è quella climatica, una crisi che, in assenza di decisioni tempestive ed efficaci, rischia di trasformarsi presto in disastro. La proposta di Barr è piuttosto radicale: costruire un nuovo quartiere (New Manahattan), “allungare” l’attuale Manhattan e aggiungere così 178,282 unità abitative a quelle già disponibili, formando allo stesso tempo una sorta di “barriera protettiva” per i pezzi di quartiere che in questi anni hanno sofferto di più le conseguenze degli eventi climatici estremi sempre più frequenti.

Una proposta radicale che ha scatenato una discussione piuttosto accesa: sono in molti, infatti, a considerare la proposta di Barr non come una soluzione per i problemi della città, ma come un via abbastanza sicura al peggioramento degli stessi. Secondo Willy Blackmore di Curbed, l’unica proposta utile fatta da Barr è quella che prevede la costruzione di nuovi pezzi di città a un’altezza superiore a quella alla quale si trovano ora la maggior parte degli edifici di Manhattan, una maniera per proteggere la città da un problema già grave e che rischia di aggravarsi parecchio in futuro: le tempeste e le inondazioni che ne conseguono. Secondo Blackmore, per la precisione, questa è l’unica, vera, grande priorità di Manhattan: dotarsi ai suoi limiti di strutture capaci di affrontare con efficacia le inondazioni. Ma, sostiene Blackmore, la proposta di Barr ha un difetto fondamentale: «Il nuovo quartiere sarebbe una specie di “argine” protettivo in cui andrebbero ad abitare quasi 250mila persone tra New York Harbor e il Financial District. Long Manhattan finirebbe così per essere una protezione fornita allo Stock Exchange, dove non vive nessuno»

In più, l’idea di allungare Manhattan non è nemmeno così nuova o avveniristica come la si vorrebbe far passare, aggiunge Blackmore. C’è un piano che risale addirittura al 1911, una proposta di allungare Manhattan fino a farle sfiorare Ellis Island, un nuovo quartiere molto più grande di quello immaginato da Barr. È un modo di intendere l’urbanistica antico, superato già alla fine degli anni ’30, quando i governi locali e federali degli Stati Uniti mostravano una specie di passione per questi enormi progetti capaci di trasformare il volto di una città e di cambiare il paesaggio. «Oltre che di provocare danni ambientali», sottolinea Blackmore.

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