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Il Segretario della Guerra Pete Hegseth si rifiuta di ammettere di aver citato Pulp Fiction in una preghiera per i soldati americani in Iran, nonostante la sua preghiera fosse identica al monologo “Ezechiele 25:17” di Pulp Fiction E nonostante il fatto che tutti si siano accorti subito che stava citando il monologo "Ezechiele 25:17" di Pulp Fiction. Anche perché l'unica altra spiegazione possibile è che Hegseth non conosca i versetti della Bibbia che cita.
La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.
In Germania hanno lanciato un motore di ricerca che serve a scoprire se i propri parenti erano dei nazisti Lo ha realizzato il Die Zeit in collaborazione con l'Archivio federale nazionale: contiene 10,2 di tessere di iscritti al Partito nazionalsocialista.

I grafici che mostrano quanto sovrastimiamo la presenza di musulmani in Europa

14 Dicembre 2016

Gli europei tendono a sovrastimare, e di parecchio, il numero di musulmani che vivono nel continente. Lo rivela un sondaggio della società Ipsos-Mori ripreso dal Guardian. I francesi, per esempio, sono per la maggior parte convinti che il 31 per cento degli abitanti del loro Paese sia di fede islamica; mentre in realtà i musulmani in Francia sono circa il sette per cento della popolazione.

Gli italiani credono che i musulmani nel nostro Paese rappresentino il 20 per cento della popolazione, quando in realtà non arrivano al cinque. I cittadini del Regno Unito sono convinti che un loro connazionale su sei sia musulmano; n realtà soltanto uno su venti lo è. La portata di questa percezione errata, che non riguarda soltanto gli europei ma anche australiani, russi e americani, è resa bene da questo grafico realizzato dal giornale inglese.

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In altre parole, vediamo musulmani da tutte le parti, tendendo a sovrastimare il loro numero reale. Il distacco tra percezione e realtà è ancora più grande, quando agli europei si fanno domande sulla popolazione musulmana nel futuro prossimo. I francesi per esempio dicono che entro il 2020 i musulmani saranno il 40 per cento della popolazione, mentre secondo le stime demografiche supereranno di poco l’otto per cento. Gli italiani dicono che saranno il 30 per cento, mentre stando alle stime degli esperti resteranno sotto il cinque.

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È possibile che questa percezione errata derivi dall’ampio risalto mediatico di questioni che percepiamo, a torto o a ragione, legate all’Islam: il terrorismo, per esempio (non a caso la dispercezione è maggiore in Francia, dove nel 2015 e 2016 ci sono stati molti attentati), l’immigrazione, la crisi dei profughi e questioni di rilevanza socio-culturale, come per esempio il velo integrale e le leggi discusse in vari Paesi europei per limitarlo. Secondo un altro sondaggio di Ipsos la maggioranza degli italiani è convinta che nel nostro Paese ci siano più di 15 milioni di immigrati, un quarto della popolazione. In realtà sono l’otto per cento.

Nell’immagine: una moschea di Berlino, 2015 (Sean Gallup/Getty Images)
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