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03:18 sabato 14 marzo 2026
Kim Jong-un e sua figlia vestiti uguali che sparano assieme al poligono di tiro sono la più surreale immagine di genitorialità mai vista La giovane Kim Ju Ae, erede designata del Supremo leader, ha mostrato le sue doti balistiche in una splendida giornata padre-figlia al poligono.
Degli scrittori hanno creato un logo da apporre sui libri per far sapere ai lettori che sono scritti da un umano e non dall’AI La Society of Authors chiede a tutti gli editori di appore il logo "Human Authored" sulla quarta di copertina dei libri, per salvare l'editoria dall'AI.
I Fugazi hanno pubblicato un album “scartato” che avevano registrato trent’anni fa con Steve Albini È la prima versione dell'album che è poi diventato In on the Kill Taker. Tutti i proventi andranno all'ente benefico fondato da Albini, Letters Charity.
Dopo quasi un millennio, l’Inghilterra si è decisa ad abolire definitivamente i seggi ereditari della Camera dei Lord Ne erano rimasti 92, che il governo laburista ha cancellato. Concedendo ad alcuni Lord, però, di diventare parlamentari a vita.
I protagonisti di The Voice of Hind Rajab, candidato all’Oscar per il Miglior film internazionale, non saranno alla cerimonia perché gli Usa vietano l’ingresso ai cittadini palestinesi Ad annunciarlo sono stati gli attori e le attrici del film, con una dichiarazione congiunta pubblicata sui loro profili social.
È stato annunciato il sequel di KPop Demon Hunters ma i registi hanno già detto che ci sarà molto da aspettare prima di vederlo Maggie Kang e Chris Appelhans hanno messo le mani avanti e avvisato i fan: i tempi di lavorazione saranno lunghi, molto lunghi.
La nuova Guida suprema dell’Iran ha detto di aver scoperto di essere la nuova Guida suprema dell’Iran guardando la tv Lo ha fatto nel suo primo messaggio alla nazione, letto da un annunciatore sui canali della tv di Stato. Per il momento, il nuovo ayatollah ancora non si è fatto vedere in pubblico.
Le persone stanno scrivendo pessime recensioni di un hotel di lusso di Dubai perché ci cadono i missili vicino Le iniziali e autentiche lamentele degli ospiti della struttura sono presto degenerate in una marea di commenti lasciati da troll di tutto il mondo, che infatti sono stati tutti prontamente rimossi.

È scoppiato un grosso scandalo attorno al più famoso e lussuoso ristorante del mondo, il Noma di Copenaghen

Un ex dipendente sta raccogliendo e pubblicando decine di accuse nei confronti dello chef René Redzepi: si va dagli abusi psicologici alla violenza fisica.

13 Febbraio 2026

Il Noma di Copenaghen, dello chef René Redzepi, è stato più volte elevato dalla critica come miglior ristorante del mondo. In questi giorni però, il responsabile di ricerca e sviluppo del Noma Fermentation Lab dal 2017 al 2022, Jason Ignacio White, sul suo profilo Instagram ha iniziato a pubblicare decine di testimonianze di abusi subite da collaboratori. E all’interno ci sono proprio tutti: dagli stagisti ai giardinieri.

In un post, un ex lavoratore (o lavoratrice, gli account sono giustamente oscurati) del Noma afferma che «colpire con un forchettone per il barbecue fosse uno degli atteggiamenti tipici di Redzepi dal momento che non poteva picchiare le persone apertamente», un account Reddit, ripostato da White, definisce il Noma come «una scena del crimine, non un ristorante» e il numero di testimonianze continua ad aumentare. Le persone che si sono fatte avanti fin qui raccontano di abusi fisici – pugni, schiaffi, utensili da cucina usati per colpire i lavoratori nei modi e nei momenti più inaspettati – e psicologici. Sono tanti coloro che dicono di aver sofferto di crisi di nervi, di essere caduti in depressione, ad alcuni, una volta lasciato il Noma, sarebbe addirittura stato diagnosticato il disturbo da stress post traumatico. Anche chi è “sopravvissuto” ai suoi anni da dipendente o collaboratore del ristorante senza ritrovarsi traumatizzato o ammalato, racconta comunque un ambiente di lavoro terribile, con turni che potevano durare fino a 14-16 ore consecutive, pause di a malapena mezz’ora per mangiare, pressioni psicologiche pesanti e costanti. Ha ricostruito tutto, ottimamente e prima di tutti gli altri giornali e riviste e siti, Massimo de Marco in questo articolo pubblicato su Dissapore.

Le denunce arrivano in un momento delicato. Dall’11 marzo al 26 giugno il Noma inaugurerà un nuovo pop up a Los Angeles, nel quartiere di Silver Lake, con 42 coperti a sera e una brigata di 130 persone trasferite dalla Danimarca. L’operazione, parte della transizione verso il cosiddetto “Noma 3.0”, era stata presentata come un tentativo di ridefinire il modello, renderlo più sostenibile e meno logorante. Al momento, tuttavia, non risultano dichiarazioni ufficiali del ristorante in merito alle accuse. Nel frattempo, Jason Ignacio White (lo annuncia sempre su Instagram) a marzo si recherà a Los Angeles per protestare contro Redzepi e il ristorante “per i vent’anni di abusi fisici e psicologici ben documentati, nonché per lo sfruttamento di stagisti non retribuiti, personale e membri della società Noma”.

Già nel 2024 accuse simili, seppur meno circostanziate, alimentarono le polemiche sulle dichiarazioni di Redzepi riguardo l’insostenibilità del modello di business del fine dining. Redzepi si era espresso in questa maniera alla fine di quell’anno, quando aveva annunciato la trasformazione del Noma da ristorante a “laboratorio di sperimentazione alimentare”. Fu una notizia che sorprese i critici gastronomici e gli appassionati di alta ristorazione, la scelta di Redzepi fu analizzata e commentata, divenne l’inizio di una serie di riflessioni sulla cucina e sulla ristorazione contemporanea. Divenne anche celebre, in quegli anni, un articolo del critico gastronomico del New York Times, Tejal Rao, che scriveva che leggendo quelle parole del pluristellato chef non aveva potuto fare a meno di: «pensare a Namrata Hegde, una stagista non retribuita che ha lavorato nella cucina dello chef René Redzepi per tre mesi, producendo coleotteri alla frutta», uno dei piatti più famosi e scenografici ideati da Redzepi (se vi state chiedendo se nel piatto venga servito un vero coleottero, la risposta è no, la ricetta la trovate qui). In queste ore quell’articolo è riapparso sui social, citato e condiviso da parte di chi ricorda che è da anni che le condizioni dei lavoratori del Noma sono ben note, praticamente pubbliche. Anche perché lo stesso Redzepi, in un saggio pubblicato su MAD nel 2015, aveva ammesso di aver spesso bullizzato i suoi dipendenti e collaboratori.

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