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Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.
Alla Berlinale, il Presidente della giuria Wim Wenders è stato criticatissimo per aver detto che «il cinema deve stare lontano dalla politica» Lo ha detto durante la conferenza stampa di presentazione del festival, rispondendo a una domanda su Israele e Palestina.
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Per il suo centenario, E/O ripubblicherà tutta l’opera di Christa Wolf con le copertine degli anni Ottanta Si comincia il 9 aprile con la riedizione di Cassandra.
James Blake presenterà il suo nuovo disco con una listening session gratuita in Triennale Milano Trying Times, questo il titolo del disco, esce il 13 marzo. Con questo evento in Triennale, Blake lo presenta per la prima volta al pubblico.
Gisele Pelicot ha scritto un memoir in cui racconta tutto quello che ha passato dal giorno in cui ha scoperto le violenze del suo ex marito Il libro uscirà in contemporanea in 22 Paesi il 19 febbraio. In Italia sarà edito da Rizzoli e tradotto da Bérénice Capatti.
Le cure per il cancro sono costate così tanto che la famiglia di James Van Der Beek è rimasta senza risparmi ed è stata costretta a lanciare una raccolta fondi In nemmeno due giorni, 42 mila persone hanno fatto una donazione e sono stati raccolti più di 2 milioni di dollari.
Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.

Il Nobel per la Pace 2024 è andato a un’organizzazione anti-nucleare in Giappone

11 Ottobre 2024

Forse mai come quest’anno, dal Dopoguerra, il mondo è stato un posto così violento. Le stragi sui civili sono all’ordine del giorno: dal Medio Oriente all’Europa dell’Est fino al Sudan. E, per la prima volta dalla fine della Guerra Fredda, si è tornati a parlare di pericolo nucleare. Se ne parla per i ripetuti attacchi russi alla centrale di Zaporizhzhia, per le minacce di Medvedev di utilizzare questo tipo di armi in risposta al supporto dato dalla Nato all’Ucraina, e se ne parla per le minacce di Israele di attaccare i depositi dell’Iran.

In questo contesto, è significativa la scelta di assegnare il Nobel per la Pace a Nihon Hidankyo, un’organizzazione giapponese fondata da sopravvissuti alle atomiche sganciate dagli Usa su Hiroshima e Nagasaki, che si batte per un mondo senza armi nucleari (e per una giusta compensazione da parte dello Stato giapponese lle vittime delle bombe).

I sopravvissuti alle bombe si chiamano, in Giappone, Hibakusha. Sul sito dell’organizzazione si può leggere un conto approssimativo del loro numero, aggiornato al marzo 2016: erano 174.080 solo in Giappone, a cui aggiungere diversi altri Hibakusha in Corea del Sud e nel resto del mondo. Tutti i membri di Nihon Hidankyo sono Hibakusha. Nel documento programmatico dell’organizzazione, gli obiettivi sono tre. La prevenzione della guerra nucleare e l’eliminazione di tutte le armi nucleari. Il miglioramento delle attuali misure preventive per la protezione e l’assistenza degli Hibakusha. E la richiesta di risarcimento al Giappone, come scrivevamo sopra, per i danni delle bombe atomiche: è stato lo Stato giapponese, scrive Nihon Hidankyo, a entrare in guerra, ed è quindi sua la prima responsabilità per il bombardamento.

Il Nobel per la Pace, come spesso si dice, è legato alla città di Oslo, mentre tutti gli altri premi si assegnano a Stoccolma. Oggi sembra strano che ci siano due Paesi in ballo, ma quando lo volle Alfred Nobel, nel 1901, Svezia e Norvegia erano un solo regno.

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