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In quasi nessuna delle capitali europee un mese di salario minimo è sufficiente a pagare un mese di affitto L'Italia in questo studio non è menzionata, perché in Italia c'è la crisi abitativa ma il salario minimo no.

Nick Cave ha detto che Bukowski è l’equivalente di «un bukkake di brutta poesia»

20 Marzo 2023

A Nick Cave non piace Charles Bukowski. È un fatto importante da conoscere per i suoi fan, soprattutto per quelli che stanno pensando di scrivergli per fargli sapere quanto amino lui e la sua musica: se siete tra questi, non usate espressioni come «secondo me sei uno dei più meravigliosi vegliardi del mondo, sei il Bukowski della chitarra». Lo ha fatto un fan australiano, che ha scritto a Cave attraverso la sezione commenti del blog del musicista, Red Hand Files. La risposta di Cave al suddetto commento: «Apprezzo il tuo tentativo di essere gentile e di farmi un complimento e tutto quanto, ma a me quel tizio non piace. È un fatto risaputo». D’altronde, parliamo di un uomo che in “We Call Upon the Author” cantava «Prolix! Prolix!/Something a pair of scissors can fix/Bukowski was a jerk [Bukowski era uno stronzo, ndr]!/Berryman was best!».

Cave ha poi proseguito facendo un elenco di tutti i poeti ai quali preferirebbe essere accostato: Stevie Smith, John Berryman, Langston Hughes, per esempio.  Ma Charles Bukowski lo considera quasi un’offesa: «Secondo me, lui è [Bukowski] un bukkake di brutta poesia, uno che non ha fatto altro che diffondere schifezze. Non mi piace. Proprio per niente. Neanche un po’. No, proprio no». Quella contro Bukowsku è una guerra che Cave porta avanti ormai da diverso tempo: in un altro post pubblicato, sempre su Red Hand Files, nel 2021, invitava i suoi fan a «smettere di leggere Bukowski e a smettere di ascoltare chi vi consiglia di leggere Bukowski… Mi chiedo sempre perché lo consideriate tanto».

Per non essere accusato di disprezzare un poeta che non conosce, Cave si è premurato di dimostrare la sua dimestichezza con l’opera di Bukowski: «Una volta ha detto che scrivere poesie è come “farsi una cagata, ne senti l’odore e subito dopo tiri lo scarico… scrivere consiste nel lasciarsi dietro quanta più puzza possibile”, che va benissimo, tranne il fatto che secondo me lui faceva valere questo adagio per tutta la poesia e tutti i poeti, quando invece vale soltanto per le poesie che faceva lui». Per Cave, le poesie di Bukowski sono a tutti gli effetti «cacca». Ma non una cacca qualsiasi, non cacca semplice: cacca «stupida». In ogni caso, Cave ci ha tenuto a precisare che lui non ha niente contro Bukowski, «a parte il fatto che le sue poesie fanno schifo».

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