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05:29 sabato 17 ottobre 2026
Un report dell’Onu dice che in Cisgiordania non ci sono mai stati così tanti atti di violenza dei coloni israeliani Nei primi quattro mesi del 2026 erano già 190 al mese, numeri che porterebbero a superare i duemila attacchi entro la fine dell'anno.
C’è un ragazzo inglese che da 7 anni recensisce panchine su Instagram Il suo profilo si chiama RateThisBench, raccoglie ormai più di 300 recensioni di panchine ed è anche il modo in cui ha conosciuto sua moglie.
L’Agenzia meteorologica giapponese ha avvisato i cittadini dell’imminente arrivo del terremoto più forte di sempre, poi ha cancellato l’avviso e ha detto di essersi sbagliata A quanto pare, si è trattato di un gigantesco errore del sistema di allerta precoce, di solito affidabilissimo e precisissimo.
La Giornata nazionale della meraviglia e la Giornata nazionale del riciclo della carta hanno messo a dura prova la pazienza di Sergio Mattarella Dopo aver firmato una legge che istituisce l'una e l'altra, il Presidente della Repubblica ha invitato la politica a darsi una regolata perché queste giornate stanno «vertiginosamente aumentando».
I matematici di tutto il mondo sono disperati dopo che ChatGPT ha risolto 372 problemi a cui loro lavoravano da anni in tre ore Ora i matematici stanno ancora cercando di capire quanto ci sia di giusto, e cosa voglia dire adesso fare il loro mestiere.
Di tutte le cose incredibili che succedono continuamente sul Monte Bianco, il fatto che la sua altezza aumenti (o diminuisca) ogni anno è la meno incredibile di tutte In questo periodo misura 4.807,47 metri: la sua crescita dipende da fenomeni «estremamente variabili».
Del possibile allarme sanitario in Siberia si sono preoccupati tutti tranne gli abitanti della cittadina siberiana da cui l’allarme è partito L'OMS chiede spiegazioni, Trump ne parla, i giornali di mezzo mondo scrivono di peste. A Irkutsk e a Shelekhov nessuno porta la mascherina e la frase che ripetono tutti è «va tutto bene, è tutto normale»
Nel centenario di Winnie the Pooh, l’Inghilterra sta litigando con l’America perché vuole che le siano restituiti gli orsacchiotti fatti dal creatore di Winnie the Pooh Il libro di A. A. Milne compie cent’anni, ma il pupazzo che lo ha ispirato vive a New York. E una parte dei fan britannici lo rivuole indietro.

Nick Cave ha detto che Bukowski è l’equivalente di «un bukkake di brutta poesia»

20 Marzo 2023

A Nick Cave non piace Charles Bukowski. È un fatto importante da conoscere per i suoi fan, soprattutto per quelli che stanno pensando di scrivergli per fargli sapere quanto amino lui e la sua musica: se siete tra questi, non usate espressioni come «secondo me sei uno dei più meravigliosi vegliardi del mondo, sei il Bukowski della chitarra». Lo ha fatto un fan australiano, che ha scritto a Cave attraverso la sezione commenti del blog del musicista, Red Hand Files. La risposta di Cave al suddetto commento: «Apprezzo il tuo tentativo di essere gentile e di farmi un complimento e tutto quanto, ma a me quel tizio non piace. È un fatto risaputo». D’altronde, parliamo di un uomo che in “We Call Upon the Author” cantava «Prolix! Prolix!/Something a pair of scissors can fix/Bukowski was a jerk [Bukowski era uno stronzo, ndr]!/Berryman was best!».

Cave ha poi proseguito facendo un elenco di tutti i poeti ai quali preferirebbe essere accostato: Stevie Smith, John Berryman, Langston Hughes, per esempio.  Ma Charles Bukowski lo considera quasi un’offesa: «Secondo me, lui è [Bukowski] un bukkake di brutta poesia, uno che non ha fatto altro che diffondere schifezze. Non mi piace. Proprio per niente. Neanche un po’. No, proprio no». Quella contro Bukowsku è una guerra che Cave porta avanti ormai da diverso tempo: in un altro post pubblicato, sempre su Red Hand Files, nel 2021, invitava i suoi fan a «smettere di leggere Bukowski e a smettere di ascoltare chi vi consiglia di leggere Bukowski… Mi chiedo sempre perché lo consideriate tanto».

Per non essere accusato di disprezzare un poeta che non conosce, Cave si è premurato di dimostrare la sua dimestichezza con l’opera di Bukowski: «Una volta ha detto che scrivere poesie è come “farsi una cagata, ne senti l’odore e subito dopo tiri lo scarico… scrivere consiste nel lasciarsi dietro quanta più puzza possibile”, che va benissimo, tranne il fatto che secondo me lui faceva valere questo adagio per tutta la poesia e tutti i poeti, quando invece vale soltanto per le poesie che faceva lui». Per Cave, le poesie di Bukowski sono a tutti gli effetti «cacca». Ma non una cacca qualsiasi, non cacca semplice: cacca «stupida». In ogni caso, Cave ci ha tenuto a precisare che lui non ha niente contro Bukowski, «a parte il fatto che le sue poesie fanno schifo».

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