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La costumista del Diavolo veste Prada 2 ha detto che i brand di moda si sono fatti la guerra pur di comparire nel film con i loro vestiti e accessori Molly Rogers ha detto che per la prima volta nella sua carriera si è trovata ad affrontare un eccesso di scelta che l'ha costretta a scartare molti capi nonostante fossero perfetti.
Uno dei soldati che hanno partecipato alla cattura di Maduro ha vinto 400 mila dollari su Polymarket scommettendo sulla cattura di Maduro Il sergente maggiore Gannon Ken Van Dyke ha piazzato ben 13 scommesse sulla cattura di Maduro. Ovviamente le ha vinte tutte.
Il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha assunto nel suo staff il creatore di È quasi magia Giany, un profilo Instagram di meme su di lui Enrico Milano, 22 mila follower su Instagram guadagnati prendendo in giro Giani, è la prova che i meme ormai sono un mestiere vero e proprio. O, quantomeno, aiutano a trovarne uno.
Secondo una ricerca, l’unico risultato che l’AI otterrà sicuramente e immediatamente è aumentare il numero di miliardari nel mondo Le proiezioni indicano che entro il 2031 i miliardari passeranno dagli attuali 3 mila a 4 mila. Tutto grazie agli investimenti in AI.
I produttori di Project Hail Mary stanno facendo di tutto per candidare all’Oscar come Miglior attore non protagonista James Ortiz, che però non è un attore ma il burattinaio che nel film muove l’alieno Rocky E a quanto pare potrebbero riuscirci, perché quella di Ortiz – che a Rocky presta anche la voce – è considerabile come una vera e propria prova attoriale.
Il prezzo dei preservativi aumenterà (almeno) del 30 per cento a causa della guerra in Medio Oriente Lo ha detto una fonte abbastanza attendibile: Goh Miah Kiat, il Ceo di Karex, il più grande produttore di preservativi del mondo.
C’è una nuova Global Sumud Flotilla in viaggio verso la Striscia di Gaza per portare aiuti umanitari Per imbarcazioni e persone coinvolte questa missione è grande il doppio della precedente. Secondo gli organizzatori, si tratta della più grande mai fatta per la Striscia.
Lo Studio Ghibli ha fatto un nuovo film ma lo potrà vedere solo chi quest’estate andrà al Ghibli Park Si chiama Notte nella valle delle streghe e verrà proiettato l'8 luglio alla presenza dei registi.

Quasi 200 collaboratori del New York Times hanno accusato il giornale di transfobia

16 Febbraio 2023

Ed Yong, Lucy Sante, Roxane Gay, Rebecca Solnit, Carmen Maria Machado, Alexander Chee, Jia Tolentino e perfino lo scrittore Jeff VanderMeer: sono solo alcuni dei giornalisti, scrittori e collaboratori del New York Times che hanno firmato una lettera aperta in cui esprimono le loro «preoccupazioni per i pregiudizi sulle persone transgender, non binarie e di genere non conforme» dimostrati dal giornale, criticando il modo in cui il New York Times «ha seguito l’esempio di hate group di estrema destra nel raccontare la diversità di genere come una questione controversa che giustifica una nuova e punitiva legislazione». Qui trovate la lettera e la lista completa delle firme, in ordine alfabetico.

La lettera fa riferimento a un articolo di Tom Scocca: il giornalista ha fatto notare come solo negli ultimi otto mesi, il New York Times abbia pubblicato in prima pagina oltre 15 mila parole in cui si metteva in discussione la correttezza della decisione di fornire cure mediche che aiutino i bambini che vogliono cambiare sesso. La lettera continua facendo riferimento a diversi importanti editoriali e indagini del New York Times che hanno «trattato la diversità di genere con un mix di pseudoscienza e linguaggio allusivo e carico di pregiudizi, pubblicando reportage su bambini trans in cui si omettevano informazioni rilevanti sulle fonti» e che sono stati effettivamente citati dai legislatori repubblicani nei loro sforzi per approvare leggi anti-trans.

Nelle ultime ore molti giornalisti su Twitter stanno condividendo la lettera e tantissimi lettori stanno commentando dicendo che annulleranno i loro abbonamenti al giornale. Viene da chiedersi come il New York Times deciderà di rispondere alle accuse e come farà a riconquistare la fiducia di lettori e collaboratori. Per ora nessuna comunicazione, ma nella sezione Opinion è comparso un articolo di Pamela Paul dal titolo “In difesa di J.K. Rowling“: non proprio il tipo di scuse che tutti si aspettavano.

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