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09:25 giovedì 1 gennaio 2026
Martin Scorsese ha scritto un editoriale sul New York Times in cui spiega perché Misery è il miglior film di Rob Reiner In un commosso editoriale, Scorsese ha individuato nel thriller del 1990 l’apice della filmografia del collega, ricordando la loro amicizia.
Dopo il documentario su Diddy arriverà un documentario sui figli di Diddy che parlando di Diddy Justin e Christian Combs racconteranno il rapporto col padre in una docuserie che uscirà nel 2026 e di cui è già disponibile il trailer.
La crisi climatica sta portando alla velocissima formazione del primo deserto del Brasile La regione del Sertão sta passando da arida a desertica nell'arco di una generazione: un cambiamento potenzialmente irreversibile.
L’episodio di Stranger Things in cui Will fa coming out è diventato quello peggio recensito di tutta la serie E da solo ha abbassato la valutazione di tutta la quinta stagione, nettamente la meno apprezzata dal pubblico, almeno fino a questo punto.
Il progetto europeo di rilanciare i treni notturni sta andando malissimo Uno dei capisaldi del Green Deal europeo sulla mobilità, la rinascita dei treni notturni, si è arenato tra burocrazia infinita e alti costi.
Un’azienda in Svezia dà ai suoi lavoratori un bonus in busta paga da spendere in attività con gli amici per combattere la solitudine Il progetto, che per ora è solo un'iniziativa privata, prevede un’ora al mese di ferie e un bonus di 100 euro per incentivare la socialità.
Diverse celebrity hanno cancellato i loro tributi a Brigitte Bardot dopo aver scoperto che era di estrema destra Chapell Roan e altre star hanno omaggiato Bardot sui social per poi ritirare tutto una volta scoperte le sue idee su immigrazione, omosessuali e femminismo.
È morta la donna che restaurò così male un dipinto di Cristo da renderlo prima un meme, poi un’attrazione turistica Nel 2012, l'allora 81enne Cecilia Giménez trasformò l’"Ecce Homo" di Borja in Potato Jesus, diventando una delle più amate meme star di sempre.

A New York ormai ci sono più case su Airbnb che in affitto

19 Maggio 2022

Stando a due diversi “censimenti” degli appartamenti liberi riportati da Curbed, in questo momento a New York sono di più le unità abitative disponibili su Airbnb per affitti brevi di quelle disponibili per affitti di medio-lungo termine. Secondo AirDNA, gli appartamenti di New York presenti su Airbnb sono 10.572, mentre quelli messi a disposizione per affitti di lungo periodo sono soltanto 7669. Inside Airbnb riporta cifre addirittura peggiori: 20.397 appartamenti solo su Airbnb.

Cifre che hanno riacceso una discussione particolarmente sentita nelle grandi città americane (anche se il problema ormai si pone anche in tutte le metropoli europee): quella sulla crisi abitativa, sul bassissimo numero di case disponibili sul mercato degli affitti a un prezzo accessibile. Una crisi della quale sono state spesso considerate co-responsabili piattaforme come Airbnb, che hanno contribuito ad alzare il costo degli affitti in grandi città come New York e San Francisco, dove la crisi abitativa esisteva già prima dell’avvento della share economy. Una responsabilità che Airbnb ha sempre rifiutato, spiegando (o quantomeno provandoci) che, per esempio, molte persone possono permettersi di continuare a vivere nelle grandi città solo grazie ai soldi extra che guadagnano affittando per brevi periodi e attraverso la piattaforma appartamenti che altrimenti non riuscirebbero a mettere sul mercato.

I rappresentanti di Airbnb, quando si ritrovano a rispondere a domande sulla responsabilità attribuita alla loro azienda un po’ in tutte le crisi abitative del mondo, rispondono sempre alla stessa maniera: non è colpa nostra se, in generale, nelle grandi città occidentali ci sono sempre meno appartamenti disponibili sul mercato degli affitti e se quei pochi che ci sono vengono proposti a prezzi inaccessibili per una fetta sempre più consistente della popolazione. Basterebbe costruire più case, dicono quelli di Airbnb, e non è colpa nostra se i privati non ci mettono i soldi e le pubbliche amministrazioni non concedono i permessi. Una spiegazione che però non risponde alla domanda fondamentale: per chi cerca una casa in una grande città, è un bene o un male che moltissimi appartamenti non siano più disponibili per l’affitto a medio-lungo termine perché i proprietari trovano più remunerativo l’affitto breve? E questa può essere considerata quantomeno una delle cause dell’aumento del costo dell’affitto che negli ultimi anni ha interessato tutte le capitali occidentali?

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