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La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.
In Germania hanno lanciato un motore di ricerca che serve a scoprire se i propri parenti erano dei nazisti Lo ha realizzato il Die Zeit in collaborazione con l'Archivio federale nazionale: contiene 10,2 di tessere di iscritti al Partito nazionalsocialista.
Sembra che Zohran Mamdani e Rama Duwaji non parteciperanno al Met Gala di Anna Wintour pagato da Jeff Bezos Secondo le prime indiscrezioni, Mamdani e consorte avrebbero rifiutato l'invito all'evento perché finanziato dal miliardario.
Il governo di Pedro Sánchez rischia di cadere per colpa di Guernica di Picasso Tutto inizia con la richiesta del governo della comunità autonoma dei Paesi Baschi di portare l'opera a Bilbao. Richiesta negata dall'esecutivo Sánchez.
Cosa sappiamo del nuovo film di Sean Baker, a parte che si intitolerà Ti amo! e che sarà molto, molto italiano Il titolo scelto dal regista è di Anora per il nuovo film è Ti amo!, con il punto esclamativo. Secondo le indiscrezioni, potrebbe venire a girarlo in Italia.
Cosa ci fanno Brian Eno, FKA Twigs, Jim Jarmusch, Patti Smith, Blood Orange (e molti altri) alla Biennale di Venezia? Espongono le loro opere nel padiglione del Vaticano Per l'esposizione "The Ear Is the Eye of the Soul" la Santa Sede ha messo assieme una lineup degna dei migliori festival musicali.
In Russia non solo non si può vedere Heated Rivalry, ma si viene multati anche solo a parlarne Una rivista che aveva "osato" recensire la serie Hbo si è vista recapitare una multa di 500 mila rubli, l'equivalente di circa 6 mila euro.
In dieci anni gli affitti a Berlino sono aumentati del 69 per cento I prezzi sono aumentati in tutta la Germania, ma nella capitale la situazione è nettamente la peggiore.

Perché su Twitter stanno accusando Netflix di aver ucciso l’amore

03 Febbraio 2023

Se esiste una legge dell’Internet valida per tutti, sempre e comunque, è che qualsiasi cosa scriverai sui social potrà essere usata contro di te. Lo stanno scoprendo in queste ore i social media manager dei profili americani di Netflix, per anni considerati tra i più brillanti interpreti del loro mestiere. Considerati brillanti perché capaci di pensare tweet come quello pubblicato il 10 marzo del 2017: «Love is sharing a password», si leggeva quel giorno sul profilo Twitter di Netflix, e il cuore si riempie di tenerezza e nostalgia a ripensare a quei tempi innocenti in cui il futuro delle piattaforme streaming sembrava un campo fiorito in un’eterna primavera. Cinque anni dopo, nel mezzo di una crisi che prosegue ormai da mesi (ne avevamo parlato qui e qui), Netflix è stata costretta dalle necessità economico-aziendali a “uccidere l’amore”, come molti stanno definendo la decisione della piattaforma – ufficializzata lo scorso 1 febbraio – di porre fine all’amorosa pratica della condivisione delle password.

I dettagli del piano con il quale Netflix intende mettere fine a questa pratica fino a poco tempo fa celebrata ancora non sono chiari, ma dalle nuove linee guide della piattaforma ci sono degli indizi da cogliere e che lasciano intuire un futuro senza più amore. Sicuramente saranno introdotti strettissimi limiti al numero di persone che possono accedere allo stesso account – contemporaneamente e in momenti diversi – e pare che per assicurarsi che non ci siano violazioni delle regole Netflix sia disposta a utilizzare anche strumenti per il tracciamento degli indirizzi Ip che effettuano il log in. Ovviamente, l’Internet l’ha presa malissimo, anche considerato il pessimo tempismo con il quale queste novità sono state annunciate: San Valentino si avvicina, e molte persone in queste ore stanno confessando di non sentirsi più capaci di amare ora che non possono più condividere le loro password Netflix.

«Netflix ha ufficialmente ucciso l’amore», ha scritto un utente. Moltissimi cuori infranti si sono ritrovati sotto il vecchio tweet a esprimere il loro dolore: «Tu non mi ami», si legge in uno dei tanti meme postati sotto la vecchia e ormai imbarazzante dichiarazione d’amore universale di Netflix. Altri ironizzano sulla tendenza della piattaforma a cancellare in fretta le serie che non ottengono un immediato successo, scrivendo che «A quanto pare, l’amore è stato cancellato». C’è chi, invece, accusano Netflix di aver mentito, di averli ingannati. Parecchi altri sono semplicemente incazzatissimi: «Io nemmeno uso Netflix ma trovo comunque disgustose le vostre nuove linee guida».

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