Libri per l'estate ↓
09:31 mercoledì 29 luglio 2026
C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate i tutti i musei del mondo Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.
Sta per uscire un libro che raccogliere centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.
La traduttrice dell’Odissea alla cui opera Nolan si è ispirato per il suo film ha detto che Odissea di Nolan è orribile da ogni punto di vista Emily Wilson, autrice della più recente traduzione del poema in inglese, ha firmato una delle più brutali stroncature del film: «Se la sceneggiatura l'avessi scritta io, me ne vergognerei», ha detto.
Le prime stime dicono che la devastazione causata dagli incendi in Francia e Spagna è seconda solo a quella causata dalla Seconda guerra mondiale Macron ha parlato di tempeste di fuoco e della situazione più difficile dal '45. Sánchez ha detto che questa ormai «non è più un'eccezione. È la regola».
Un uomo di New York è stato sfrattato dal suo appartamento perché aveva troppi libri Lui si chiama Mendel Uminer, libri posseduti: 10 mila. Sfratti subiti: 1, perché il suo ex padrone di casa considerava tutta quella carta una violazione delle norme antincendio del condominio.
Le colonne di fumo generate dagli incendi in Francia e Spagna sono talmente grandi che al loro interno si stanno formando dei temporali Si chiamano pirocumulonimbus e sono nuvole che si generano direttamente dentro il fumo degli incendi, con tanto di fulmini e raffiche di vento.
L’annuncio di una sua terza e incostituzionale candidatura alla presidenza degli Usa non è nemmeno lontanamente la cosa più assurda fatta da Trump alla Cena dei Corrispondenti Faccette, sfottò, insulti a giornalisti, attori e politici, aneddoti su mucche investite e poi, alla fine, il "grande annuncio".
Se è così difficile vedere un film in IMAX 70mm è perché negli ultimi 50 anni non è stato costruito un solo nuovo proiettore IMAX 70mm E non è stato costruito perché (tra le altre cose) IMAX, l'azienda, ha perso i progetti originali di questi proiettori e ora non sa più come costruirli.

Un tempo i sovrani d’Europa fingevano di non essere europei

05 Giugno 2017

Due concetti politici di cui si sta molto discutendo in Europa, il nazionalismo e il populismo, partono dall’idea che esista un carattere ben definito di un popolo nazione (il sangue, la storia, le origini, e la cultura) e che per essere degni di governarlo i leader debbano essere in sintonia con il popolo, cioè condividerne molti tratti. Proprio per questo è interessante ricordare che per secoli i governanti d’Europa si inventavano di non essere europei, come ha fatto notare recentemente un giovane storico: «Dall’impero romano fino al Rinascimento, le famiglie nobili d’Europa tenevano molto a fare credere di non essere imparentate con le popolazioni su cui regnavano», ha scritto Blake Smith, un dottorando della Northwestern University, in un articolo pubblicato dalla rivista Aeon.

Smith parte dall’esempio, notissimo al pubblico italiano, della Gens Iulia a Roma, quella di Cesare e Augusto, che si vantava di essere discendente di Enea, cioè di un “immigrato” proveniente dall’Asia Minore (e, più precisamente, del suo primo figlio, Iulo, avuto dalla moglie troiana, Creusa, anche se poi Enea ebbe una seconda moglie “locale”, Lavinia). Meno noto, però, è il fatto che svariate dinastie di molto successive tentarono di appropriarsi di questo mito. La prima dinastia di re franchi, i Merovingi, racconta lo storico, s’inventarono una loro variante dell’Eneide: raccontavano di essere discendenti di un tale Francio, una sorta di «clone di Enea», che si sarebbe stabilito sulle rive del Reno dopo la fuga da Troia.

A Norwegian supporter dressed like a Vik

Anche dinastie germaniche produssero miti molto simili, che raccontavano di illustri antenati arrivati dall’Asia Minore. E persino alcuni vichinghi fecero lo stesso, inventandosi l’eroe Brutus, un progenitore di origini troiane pure lui. Fatto, questo, che produce un cortocircuito: mentre alcuni nazionalisti nordici si dicono fieramente vichinghi, i vichinghi volevano essere mediorientali. È soltanto con l’avanzata dei turchi ottomani, culminata nella conquista di Costantinopoli nel 1453, che questa moda di dichiarare origini mediorientali è cominciata a passare, per evidenti questioni geopolitiche, sostiene Smith: improvvisamente l’Asia minore era diventata una minaccia.

Contemporaneamente, i progressi nella storiografia permettevano di vedere l’Eneide per quello che era, cioè una bella leggenda, non storia ufficiale. Inoltre, da lì a poco si sarebbero diffuse forme di nazionalismo più legate a popolazioni “native” dell’Europa: a partire dalla Rivoluzione, per esempio, i francesi cominciarono a vedersi, orgogliosamente, come i discendenti dei Galli. Un’immaginario che sopravvive ancora oggi, per esempio in Asterix. Il punto, conclude l’autore dell’articolo, è che in Europa «i miti nazionalisti sulle popolazioni indigene sono un’invenzione recente, una risposta sull’enfasi, da parte delle elite, sulle loro origini straniere».

 Un tifoso della Norvegia vestito da vichingo (OMAR TORRES/AFP/Getty Images).
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