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10:33 martedì 21 luglio 2026
A Londra ci sarà la prima maratona corsa dentro un negozio Ikea Consiste nel fare 17 giri da un kilometro e mezzo. I posti disponibili sono 80 e non è ammesso il pubblico.
Sarà una coincidenza, ma negli USA durante i Mondiali si è registrato un grandissimo aumento delle richieste di giorni di malattia Il giorno dopo il Knockout Tuesday, la sconfitta negli ottavi di finale contro il Belgio, negli uffici c'era il 26 per cento di presenti in meno.
In Giappone hanno inventato i frigoriferi per tenere al fresco gli esseri umani durante le ondate di calore Costano 9 mila euro, all'interno c'è una sedia, la temperatura è a 15 gradi Celsius, quando ti siedi l'aria fresca viene soffiata verso testa, collo, spalle e schiena.
Il trend social del momento si chiama As Nolan Intended, cioè persone che guardano Odissea su dispositivi assurdi per prendere in giro Nolan e la sua fissazione con l’IMAX Sullo schermo di una lavatrice, su un Apple watch, su un Tamagotchi, sulla macchinetta obliteratrice del bus. Tutto pur di indispettire Nolan.
Dopo la cancellazione del concerto di Bad Bunny a causa della grandine, parecchie persone si sono convinte che fare concerti a Milano porti sfortuna È successo a lui, a Rosalia, a Bruce Springsteen, ad A$AP Rocky, ai Flaming Lips... Forse è il caso di iniziare a preoccuparsi?
A Bologna c’è un archivio che conserva tutti gli atti giudiziari, gli articoli di giornale, i materiali audiovisivi per ricordare cosa è successo davvero al G8 di Genova Si trova nello spazio autogestito Vag61 e conta gli atti dei processi processi sul G8 del 2001, una rassegna stampa di 6.275 articoli e moltissime ore di materiale audiovisivo.
Sta per arrivare You Never Did Anything Wrong, Part II (2026), il nuovo film di Nan Goldin Lo presenterà a novembre a Londra, alla Hayward Gallery del Southbank Centre, la sua prima grande mostra inglese in 24 anni.
Lana Del Rey ha rimandato per l’ennesima volta l’uscita del suo nuovo disco, ma per farsi perdonare ha detto che nel frattempo ha quasi finito anche quello successivo Bisogna aspettare ancora un mese, come minimo, per ascoltare Stove e, forse, anche Spyda, i due album che l'artista definisce «tra i più belli che abbia realizzato».

La Nasa ha assunto dei teologi per preparare l’umanità all’incontro con gli alieni

28 Dicembre 2021

Alla Princeton University del New Jersey esiste un programma che si chiama Center for Theological Inquiry (CTI) che, come il nome stesso suggerisce, è un programma il cui scopo è indagare e approfondire le questioni teologiche fondamentali della nostra società. Tra i finanziatori di questo programma c’è la Nasa, l’agenzia spaziale americana. Può sembrare strano, certo: perché la Nasa spende 1,1 milioni di dollari (questa la somma donata dall’agenzia al programma nel 2014, stando a quanto riporta Dazed & Confused) per aiutare la ricerca e la speculazione teologica? La risposta a questa domanda è arrivata adesso, a quanto pare: Nasa ha assunto ventiquattro teologi e li ha inseriti nel programma del Center for Theological Inquiry. L’obiettivo di questi ventiquattro accademici è capire come le diverse confessioni religiose del nostro mondo reagirebbero alla notizia che nell’universo c’è vita oltre l’umanità.

Tra questi accademici c’è Andrew Davison, prete e professore dell’Università di Cambridge: nel suo libro Astrobiology and christian doctrine (prossimo all’uscita), Davison scrive della possibilità che Dio abbia concesso la vita anche ad altri mondi nell’universo, e puntualizza che «le persone non-religiose tendono a ingigantire le difficoltà che le persone religiose potrebbero incontrare di fronte alla conferma dell’esistenza della vita aliena».

Carl Pilcher, ex-direttore del Nasa Astrobiology Institute, ha detto che i teologi sono stati coinvolti in questo progetto per «verificare cosa succede quando usiamo gli strumenti scientifici del XX (e inizio del XXI) secolo per rispondere a domande che nelle tradizioni religiose ci si pone da centinaia o migliaia di anni». Pilcher ha anche un’opinione piuttosto chiara e netta sulla questione “c’è vita nell’universo oltre il pianeta Terra”: «È impensabile che la vita si sia sviluppata solo sul nostro pianeta. È impensabile quando sappiamo che ci sono più di cento miliardi di stelle nella nostra galassia e più di cento miliardi di galassie nell’universo». E, in effetti, tutti gli sforzi e i progressi che l’umanità sta facendo nell’esplorazione e osservazione dello spazio fanno pensare che prima o poi riusciremo davvero a rispondere a questa domanda: siamo soli nell’universo?

In questi giorni si è parlato moltissimo del James Webb Telescope, lanciato il giorno di Natale: lo hanno descritto come una specie di macchina del tempo, il picco della tecnologia e della conoscenza umane, capace di mostrarci un’immagine sempre più “nitida” dell’universo, catturando la luce emessa anni e anni fa da corpi celesti lontanissimi. E poi c’è il rover Rosalind Franklin dell’Agenzia Spaziale Europea, che l’anno prossimo comincerà il suo viaggio verso Marte.

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