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07:31 martedì 5 maggio 2026
In Inghilterra vogliono costruire nuove case popolari per risolvere la crisi abitativa ma c’è un problema: molti dei terreni su cui costruire sono occupati dai campi da golf Il governo Starmer vuole costruire un milione e mezzo di case nei prossimi cinque anni. Ma lo spazio è poco e da qui l'idea di usare i campi da golf.
Quest’estate arriveranno nei cinema italiani quattro film inediti di Hirokazu Kore-eda Dal 14 maggio all'1 luglio BIM porterà in sala quattro opere giovanili del regista, mai distribuite prima nel nostro Paese.
Un tribunale cinese ha stabilito che le aziende non possono licenziare i lavoratori per sostituirli con l’AI «L’intelligenza artificiale dovrebbe essere utilizzata per creare lavoro, promuovere l’occupazione e migliorare i salari», si legge nella sentenza.
Palantir ha lanciato la sua giacca da lavoro anche se nessuno l’ha chiesta e nessuno la vuole Anche perché non costa neanche poco: 239 dollari per un oggetto brandizzato da una delle aziende più controverse e criticate del mondo.
Fred Again ha messo tutti i pezzi che ha suonato nel suo USB002 tour in un video lungo 108 ore e l’ha pubblicato su YouTube Secondo gli storici di YouTube, è il video più lungo mai pubblicato dalla piattaforma. Anche uno dei più belli, ci permettiamo di aggiungere.
Costruirsi un cyberdeck è diventata l’ultima forma di protesta contro la prepotenza di Big Tech Sono piccoli computer "artigianali", costruiti con pezzi vecchi, economici e di seconda mano, e personalizzati in ogni modo possibile e immaginabile.
Tolti gli Stati Uniti, l’Italia è il Paese in cui Il diavolo veste Prada 2 sta incassando di più in tutto il mondo Il film sta infrangendo record su record al botteghino italiano: ha già superato il milione di presenze in un solo fine settimana di programmazione.
Si è svolta in Colombia la prima conferenza dei Paesi che vogliono abbandonare per sempre i combustibili fossili Vi hanno preso parte 57 Paesi (compresa, a sorpresa, l'Italia). L'obiettivo è liberarsi della dipendenza dal fossile immediatamente.

La Nasa ha assunto dei teologi per preparare l’umanità all’incontro con gli alieni

28 Dicembre 2021

Alla Princeton University del New Jersey esiste un programma che si chiama Center for Theological Inquiry (CTI) che, come il nome stesso suggerisce, è un programma il cui scopo è indagare e approfondire le questioni teologiche fondamentali della nostra società. Tra i finanziatori di questo programma c’è la Nasa, l’agenzia spaziale americana. Può sembrare strano, certo: perché la Nasa spende 1,1 milioni di dollari (questa la somma donata dall’agenzia al programma nel 2014, stando a quanto riporta Dazed & Confused) per aiutare la ricerca e la speculazione teologica? La risposta a questa domanda è arrivata adesso, a quanto pare: Nasa ha assunto ventiquattro teologi e li ha inseriti nel programma del Center for Theological Inquiry. L’obiettivo di questi ventiquattro accademici è capire come le diverse confessioni religiose del nostro mondo reagirebbero alla notizia che nell’universo c’è vita oltre l’umanità.

Tra questi accademici c’è Andrew Davison, prete e professore dell’Università di Cambridge: nel suo libro Astrobiology and christian doctrine (prossimo all’uscita), Davison scrive della possibilità che Dio abbia concesso la vita anche ad altri mondi nell’universo, e puntualizza che «le persone non-religiose tendono a ingigantire le difficoltà che le persone religiose potrebbero incontrare di fronte alla conferma dell’esistenza della vita aliena».

Carl Pilcher, ex-direttore del Nasa Astrobiology Institute, ha detto che i teologi sono stati coinvolti in questo progetto per «verificare cosa succede quando usiamo gli strumenti scientifici del XX (e inizio del XXI) secolo per rispondere a domande che nelle tradizioni religiose ci si pone da centinaia o migliaia di anni». Pilcher ha anche un’opinione piuttosto chiara e netta sulla questione “c’è vita nell’universo oltre il pianeta Terra”: «È impensabile che la vita si sia sviluppata solo sul nostro pianeta. È impensabile quando sappiamo che ci sono più di cento miliardi di stelle nella nostra galassia e più di cento miliardi di galassie nell’universo». E, in effetti, tutti gli sforzi e i progressi che l’umanità sta facendo nell’esplorazione e osservazione dello spazio fanno pensare che prima o poi riusciremo davvero a rispondere a questa domanda: siamo soli nell’universo?

In questi giorni si è parlato moltissimo del James Webb Telescope, lanciato il giorno di Natale: lo hanno descritto come una specie di macchina del tempo, il picco della tecnologia e della conoscenza umane, capace di mostrarci un’immagine sempre più “nitida” dell’universo, catturando la luce emessa anni e anni fa da corpi celesti lontanissimi. E poi c’è il rover Rosalind Franklin dell’Agenzia Spaziale Europea, che l’anno prossimo comincerà il suo viaggio verso Marte.

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