Hype ↓
04:38 martedì 3 febbraio 2026
A San Francisco hanno organizzato una manifestazione in difesa dei miliardari ma non si capisce se sia un’iniziativa seria o una burla L'obiettivo (pare) è proteggere i miliardari residenti in California da una proposta di patrimoniale del 5 per cento sui patrimoni dal miliardo in su.
In Portogallo il centrodestra sta chiedendo ai suoi elettori di votare per i socialisti al ballottaggio pur di non far vincere l’estrema destra Diversi esponenti del centrodestra hanno annunciato che l'8 febbraio voteranno António José Seguro, perché è l'unico modo di difendere la democrazia portoghese.
In vista dell’uscita del film di Cime tempestose, la Gen Z sta recuperando il libro e lo sta trovando difficilissimo Oppure noioso: qualcuno dice che per arrivare alla fine ha deciso di leggere soltanto i dialoghi, altri consigliano di partire dal capitolo 4.
Un programmatore ha creato un social che possono usare solo i chatbot e i chatbot lo stanno usando per lamentarsi degli esseri umani Si chiama Moltbook, somiglia molto a Reddit e anche i chatbot si comportano in modo molto simile agli utenti Reddit: si lamentano e insultano.
Il governo Usa si è dimenticato di censurare i volti e i corpi delle donne ritratte nella tranche di Epstein Files appena pubblicata Alcune di queste sarebbero addirittura minorenni: se ne sono accorti i giornalisti del New York Times, grazie a loro le foto sono state rimosse.
Nel nuovo trailer del Diavolo veste Prada 2 c’è Miranda Priestly che, come tutte le direttrici del mondo, va alla ricerca di soldi per il suo giornale Ambientato a Milano, il trailer mostra una Miranda Priestly alle prese, persino lei, con la crisi dell'editoria.
Nonostante abbia vinto il premio per l’Album dell’anno, a Bad Bunny è stato vietato di esibirsi dal vivo ai Grammy Stavolta non c'entra la politica ma un grosso concerto che Bad Bunny terrà l'8 febbraio durante un evento piuttosto importante.
TikTok ha chiuso l’account di Bisan Owda, una delle più note e apprezzate giornaliste palestinesi, senza una spiegazione Secondo la giornalista, 1.4 milioni di follower, vincitrice di un Emmy per i suoi reportage, la versione Usa dell'app sta censurando le voci palestinesi.

Nannigram

Perché il profilo Instagram del regista italiano è il migliore di tutti.

18 Maggio 2021

Quando era arrivato su Instagram lo aveva fatto probabilmente tramite un ufficio stampa o un qualche addetto ai social media, a fine marzo del 2018, con foto di locandine e fotografie di scene e poi sue fotografie tutte ambientate al Nuovo Sacher, perché soltanto del Nuovo Sacher si parla, all’inizio, sul profilo ufficiale di Nanni Moretti. Non mi sembra che in quei mesi venne notato granché, di sicuro non ricordo di averlo mai visto condiviso, perché l’obiettivo di quel modo di comunicare era praticamente quello di dire alla gente cosa fosse in cartellone al suo cinema romano, e quindi qualche like, qualche cuore, alcuni tag per attirare l’attenzione di un’amica o un amico (uno anche per Luciano Nobili, forse appassionato, che però non risponde, almeno pubblicamente). Le didascalie erano quelle fredde tipiche da ufficio stampa, con l’orario degli spettacoli e le emoji della cinepresa e gli hashtag in fondo al testo. Nelle foto in cui compare Moretti con qualche altra regista come Agnès Varda, nella didascalia si legge Nanni Moretti con Agnès Varda alla presentazione del tale film al Nuovo Sacher il tale giorno. Nell’agosto 2018 il profilo pubblica il video di una premiazioni in cui Moretti dice alla platea: «Siamo su Instagram da qualche settimana, non so cosa significa, però questa sala è su Instagram», in cui recita la parte classica di quello che abbiamo imparato a chiamare, su Instagram appunto (e su Twitter, e così via), boomer.

Il 26 aprile 2021, tre anni dopo l’apertura, si parla molto invece dell’Instagram di Nanni Moretti perché i cinema riaprono dopo il lungo lockdown e al Nuovo Sacher si proietta Minari, che ha appena vinto un Oscar, ma questa volta la promozione è diversa: è un filmato (orizzontale, non molto Instagram-friendly ma non fa niente) in cui Nanni è nella hall del cinema e risponde a diverse telefonate di persone che chiedono informazioni, si capisce che sono telefonate finte così lui può spiegare gli orari, la sala, la necessità di prenotare online, ma tutto sembra effettivamente un suo film, lui che fa lo scorbutico a un’immaginaria signora che evidentemente chiede se è un cinema all’aperto, questo noi non lo sentiamo ma lo capiamo dalla sua risposta: «All’aperto? Di giorno? Col sole? Eh».

È da tanto però che l’Instagram di Nanni Moretti è diventato autoriale, imperdibile, che ogni post, sia video che fotografico, viene apprezzato e poi ricondiviso da migliaia di persone – numeri che posso solo ipotizzare, perché la legge sulla privacy europea non permette di conoscerli esattamente – immagino anche fuori dalla bolla dei Millennial generalmente fruitori e al passo delle tendenze Instagram. La cosa interessante è che l’effetto è esattamente l’opposto del boomer che ci si aspetterebbe, o che si aspetterebbe un Millennial arrogante e presuntuoso.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Nanni Moretti (@nannimoretti_)

La trasformazione di tone of voice, come si dice nel marketing, fa pensare che sia Nanni in persona a scrivere le didascalie e magari a scegliere i video e le foto da postare, e se non è davvero lui sarà comunque qualcuno che deve fingere che l’effetto sia quello, ma non importa, quello che conta è che da qualche tempo, a leggere quelle caption, le si legge proprio con la voce e la cadenza scandita che ci ha abituato al cinema. La svolta arriva nel settembre 2019, quando compare finalmente una vecchia foto di Ecce Bombo senza la spataffiata di tag e informazioni e hashtag sotto, ma soltanto la didascalia semplice: «Con Carola Stagnaro, primo giorno di riprese di Ecce Bombo». 

Da lì, iniziano i dietro le quinte delle riprese di Tre piani, il suo ultimo film in sala da settembre 2021, e poi vecchie foto da vecchi set e vecchie foto di Moretti invece in situazioni varie, in vacanza, al cinema, in giro a fare quello che vuole. Instagram come un album molto personale. Molto apprezzato, anche. C’è per esempio una foto di lui e Francesco De Gregori, entrambi bellissimi, antipatici e abbracciati, con la didascalia: «Marzo 1981, Roma, via Oslavia: sul set di Sogni d’oro con Francesco De Gregori». Una didascalia normalissima, eppure che quello è De Gregori lo sanno tutti, e che quella sia via Oslavia, Roma Nord, non importa molto, eppure il mix di informazioni non necessarie e un po’ pedanti sembra funzionare. 

Qualche mese dopo una foto di Margherita Buy in pausa da Tre piani con scritto: «Un momento di pausa durante le riprese di Tre piani. (Quando uscirà il film? E chi lo sa.)», in cui quella parentesi è meravigliosa perché il contrario, sembra, di una frase scelta per stupire, oppure criptica, oppure fatta di quell’ironia in realtà studiatissima tipica dell’insicurezza da Instagram. A maggio 2020 una bella foto di lui che si tuffa a candela, di piedi, da un trampolino altissimo, con scritto: «1983: tuffo dai 10 metri nella piscina del Foro Italico (ancora mi entrava il costume della nazionale giovanile di pallanuoto del 1970…)». La mia preferita è in una foto di una squadra di calcio da nove giocatori, gente di cinema, la didascalia recita: «Anni Ottanta. Con Marco Quattrucci, Giannandrea Pecorelli, Umberto Contarello, Carlo Mazzacurati, Enzo Monteleone, Pietro (non ricordo il cognome), Nikita Michalkov, Carmelo Lombardo», e di nuovo quella parentesi così ingenua, o forse no, per niente, così precisa, così naïf, ma forse nemmeno quello, mi conquista. Mi conquista perché sono portato a etichettare questo modo elegante di usare la lingua di Instagram e non lo capisco, mi sembra nuovo, demolisce questa noiosa distinzione generazionale in cui i Boomer dovrebbero essere imbranati e i Millennial o gli Zoomer (che brutti nomi le generazioni, oltre a che brutti concetti) sul pezzo per tutto, e invece non è così, naturalmente.

C’è spazio anche per qualche progetto video, come il corto in sei parti Autobiografia dell’uomo mascherato, in cui racconta, richiamando molto Caro diario, il nuovo incontro con la radioterapia (la maschera è proprio quella, una retina di plastica forata che si usa per quel tipo di cicli) dopo decenni. Una serie di “fine riprese” di Tre piani, e quando l’attrice o l’attore recitano l’ultima battuta e lui urla stooop ed entra nel video a dire: «Margherita ha finito il fiiiiilllm!» e chiamare l’applauso di tutto il set sembra di percepire la bellezza dell’arte, o per dirla in modo stupidamente poetico e amatoriale “la magia del cinema”. Poi, il 15 agosto 2021, si fa seguire per Roma mentre guida una Vespa, questa volta col cambio automatico e moderna, mentre sotto suona sempre “I’m Your Man” di Leonard Cohen come in Caro diario, e il 31 agosto invece fa un altro giro in Vespa questa volta con musica di Kosturica. Molto tenere anche la fotografia in cui gioca a calcio in Superga e maglia del Flamengo, probabilmente anni Ottanta, didascalia: «Qualche anno fa», o quella in cui è accovacciato dietro una rete da tennis, campo in terra, e scrive: «Felicemente battuto da mio figlio 6-3, 6-3, 6-0». È vestito in modo poco professionale, direi proprio da papà, un Boomer alla riscossa, che sa fare l’Instagram migliore di tutti.

Articoli Suggeriti
Per chi non ha ancora superato la morte di David Lynch, rivedere Twin Peaks al cinema è l’unica consolazione

L'1 febbraio il cinema Beltrade di Milano ha organizzato una "maratona" notturna della prima stagione della serie. A rivederla oggi, a 35 dal debutto e a uno dalla morte di Lynch, colpisce la capacità di questa opera di superare lo spazio, il tempo e persino il suo autore.

In vista dell’uscita del film di Cime tempestose, la Gen Z sta recuperando il libro e lo sta trovando difficilissimo

Oppure noioso: qualcuno dice che per arrivare alla fine ha deciso di leggere soltanto i dialoghi, altri consigliano di partire dal capitolo 4.

Leggi anche ↓
Per chi non ha ancora superato la morte di David Lynch, rivedere Twin Peaks al cinema è l’unica consolazione

L'1 febbraio il cinema Beltrade di Milano ha organizzato una "maratona" notturna della prima stagione della serie. A rivederla oggi, a 35 dal debutto e a uno dalla morte di Lynch, colpisce la capacità di questa opera di superare lo spazio, il tempo e persino il suo autore.

In vista dell’uscita del film di Cime tempestose, la Gen Z sta recuperando il libro e lo sta trovando difficilissimo

Oppure noioso: qualcuno dice che per arrivare alla fine ha deciso di leggere soltanto i dialoghi, altri consigliano di partire dal capitolo 4.

Nonostante abbia vinto il premio per l’Album dell’anno, a Bad Bunny è stato vietato di esibirsi dal vivo ai Grammy

Stavolta non c'entra la politica ma un grosso concerto che Bad Bunny terrà l'8 febbraio durante un evento piuttosto importante.

Per Tutti Fenomeni non c’è complimento più grande di essere definito inattuale

In occasione dell'uscita del suo nuovo disco, Lunedì, lo abbiamo incontrato a Milano per parlare di testi volgari, melodie semplici, libri grossi, podcast che fanno venire sonno e Marty Supreme.

Marty Supreme, l’unico modo per realizzare il sogno americano è essere la persona peggiore del mondo

Nel film di Josh Safdie, candidatissimo agli Oscar, ritroviamo tutto quello che avevamo amato di Uncut Gems: montaggio, musiche, personaggi "al limite". E, al centro di tutto, un tema: l'ambizione e il fallimento sono la stessa cosa.

di Studio
I libri del mese

Cosa abbiamo letto a gennaio in redazione.