Hype ↓
23:13 martedì 24 febbraio 2026
Uscirà un film su Colazione da Tiffany e a interpretare Audrey Hepburn sarà Lily Collins La protagonista di Emily in Paris, abbastanza a sorpresa, è stata preferita a Rooney Mara e ad Ariana Grande.
Secondo un report dell’Onu, sono 606 i migranti morti nel Mediterraneo soltanto nei primi due mesi del 2026 Per l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni si tratta del peggior inizio di anno da quando si è iniziato a tenere traccia di queste tragedie.
Tra le ultime aggiunte alla prestigiosissima Criterion Collection c’è anche KPop Demon Hunters Sarà contento Park Chan-wook, che ha detto di essere anche lui un grande appassionato di KPop Demon Hunters.
C’è un sito che digitalizza vecchie musicassette trovate per caso in tutto il mondo Si chiama Intertapes e ogni musicassetta viene catalogata non solo per la musica o le registrazioni che contiene ma anche per la grafica e i colori.
La bandiera di One Piece è arrivata anche a Sanremo grazie a Tommaso Paradiso Il cantante è un fan sfegatato del manga di Eiichiro Oda e ha deciso di portarsi questa sua passione anche sul green carpet dell'Ariston.
Il Vaticano ha annunciato che le messe nella basilica di San Pietro avranno una traduzione simultanea in 60 lingue fatta dall’AI L'AI in questione si chiama Lara e verrà presentata in occasione dei festeggiamenti per i 400 anni della Basilica.
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.
Alla cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina, Ilia Malinin si è esibito indossando dei jeans Balmain da 1100 dollari Il pezzo era abbinato a una felpa del rapper NF: nel suo insieme, il look sembrava suggerire una riflessione sulla salute mentale nello sport.

L’era del RIP

Uno tsunami di commemorazioni iniziate nel 2016 con la morte di Bowie e arrivate all'apice nell'anno della pandemia. La cattiva notizia è che sarà sempre peggio.

29 Dicembre 2020

Tra fotografie e riassunti in grado di descrivere l’anno che si conclude, dovemmo includere anche l’umanissima incapacità di rassegnarci al fatto che i nostri idoli di gioventù possano passare a miglior vita. Poche cose sono in grado di suscitare riflessioni ed emozioni o approfondimenti come la morte, ed è un processo normalissimo, sia esso consapevolezza esistenziale della caducità delle cose terrene o più semplicemente presa di coscienza che non avremmo più il piacere di avere con noi quel determinato personaggio pubblico. Ma a ogni ondata di sorpresa emozione e di maledizioni verso l’anno infamissimo, bisognerebbe compiere lo sforzo di ricordare che ci stiamo avvicinando, lentamente ma inesorabilmente, al collo di bottiglia del processo di produzione di idoli (del mondo dell’intrattenimento, delle arti, della politica, dello sport, della moda): la pop culture ha avuto origine negli anni del boom e l’offerta si è diffusa lungo rivoli sempre diversi, prima canali televisivi e poi multimediali. Se questa che stiamo vivendo è davvero la vorticosa epoca del chiunque famoso per 15 minuti (in tutto il mondo, aggiungeva quel tale col caschetto), l’ovvio corollario è che a ciascuno verrà riconosciuto un momento di commemorazione pubblica. Siamo sull’uscio della “Era del RIP”, e che fortuna sarà per noi italiani condividere l’acronimo con i trend-setter mondiali a differenza del DEP spagnolo che evoca certificazioni e salumifici.

Il 2020 non è stato di certo gentile. C’entra, un po’ di striscio, la pandemia: nei mesi trascorsi chiusi in quarantena, il regolare flusso temporale si è legato in uno di quei nodi intrecciati stretti, annullando il filo del presente in giorni sempre uguali e rendendo il futuro un’ansiogena e lontanissima isola da raggiungere. A intrattenerci è rimasto solo il passato, come fosse una puntata speciale di sette ore di Techetecheté disponibile on demand, e la riscoperta di tesori passati ha assunto un ruolo principale anche nella missione di restare più o meno sani. In realtà, già in piena era di retromania e dell’onnipresenza del passato e dei suoi archivi, una prima presa di coscienza di questo meccanismo latente della società dello spettacolo era avvenuto nel 2016, vero trionfo di RIP, e tanto per cambiare il precursore fu David Bowie, a tal punto da trasformare la propria morte nell’estrema performance artistica dello splendido Blackstar. La scomparsa di Bowie risale ai primissimi giorni di quell’anno, quasi a marcare con più forza uno spartiacque: e, in effetti, da allora le notizie di morti celebri hanno preso ritmi molto più sostenuti. 

Ma è anche un effetto di scarico della “Long Tail Theory” di Chris Anderson, quella teoria socioeconomica, molto imbevuta del positivismo dell’internet di 15 anni fa, che celebra il potenziale aggregativo di migliaia di nicchie culturali nelle economie di settore: nicchie appunto ridotte ma in grado di esprimere elevati indici di fedeltà e quindi anche la moltiplicazione di nuovi idoli e guru, e pazienza se l‘applicazione in politica ha prodotto l’ascesa dei partiti sovranisti aggregatori di matti e infelici. Già impegnati nell’offrire un florilegio quotidiano di anniversari, trigesimi, compleanni e ricorrenze più da parroci di provincia, i giornali e le riviste si sono buttati a corpo morto sullo storytelling del caro estinto. Non più ridotto solo ai consueti due giorni massimo di lutto, il canovaccio online prevede lo speciale con foto poetica, spesso in bianco e nero, introdotto dall’anno di nascita e morte tra parentesi (altra evidenza dell’egemonia culturale di Wikipedia sulle nostre vite), un muro di video che tornano improvvisi tra cui immancabili le interviste ad amici, e bisogna dire che ogni archivio riesce a tratteggiare molto bene tutto il percorso di vita con pochissimi mezzi.

Siamo in presenza di eventi ad altissima carica emozionale, che accadranno sempre, anzi in maniera sempre più frequente, il cui pubblico per motivi affettivi è molto ben disposto a garantire click, consultare video di antica annata e anche acquistare uscite editoriali ad hoc, i cui contenuti per motivi di archivio sono relativamente facili ed economici da allestire. E se il ricordo dei morti fosse l’ancora di salvezza dell’editoria? È una spericolata fantasia pensare a una testata monografica che pubblichi esclusivamente necrologi, che azioni le rotative ad ogni scomparsa improvvisa anziché fermarle? Un futuro dalle commemorazioni ogni quindici minuti, in cui il celebre “È la stampa, bellezza, e non puoi farci nulla” assumerebbe nuovi significati.

Articoli Suggeriti
A Knight of the Seven Kingdoms è piaciuta così tanto perché è un Game of Thrones che non si prende troppo sul serio

Il sorprendente successo di questo terzo spin-off della saga dimostra due cose: il pubblico ha ancora voglia di Game of Thrones ma non vuole più saperne di quel Game of Thrones.

Uscirà un film su Colazione da Tiffany e a interpretare Audrey Hepburn sarà Lily Collins

La protagonista di Emily in Paris, abbastanza a sorpresa, è stata preferita a Rooney Mara e ad Ariana Grande.

Leggi anche ↓
A Knight of the Seven Kingdoms è piaciuta così tanto perché è un Game of Thrones che non si prende troppo sul serio

Il sorprendente successo di questo terzo spin-off della saga dimostra due cose: il pubblico ha ancora voglia di Game of Thrones ma non vuole più saperne di quel Game of Thrones.

Uscirà un film su Colazione da Tiffany e a interpretare Audrey Hepburn sarà Lily Collins

La protagonista di Emily in Paris, abbastanza a sorpresa, è stata preferita a Rooney Mara e ad Ariana Grande.

Tra le ultime aggiunte alla prestigiosissima Criterion Collection c’è anche KPop Demon Hunters

Sarà contento Park Chan-wook, che ha detto di essere anche lui un grande appassionato di KPop Demon Hunters.

The Fall-Off è un altro, l’ennesimo, bel disco di J. Cole ed è proprio questo il suo peggior difetto

Uscito il 6 febbraio, nell'album non c'è nulla che si possa definire sbagliato ma non c'è neanche nulla che si possa definire rischioso. Ed è per questo che, secondo molti, è l'ennesima occasione persa. Forse l'ultima, per J. Cole.

A giudicare dalle vendite, dopo il ritorno dei vinili potrebbe essere arrivato il momento del ritorno dei cd

I numeri sono in crescita negli Usa, in UK e anche in Italia: c'entrano collezionismo e nostalgia, ma pure il desiderio di "possedere" la musica che si ama, soprattutto per i più giovani.

Bad Bunny avrà il suo primo ruolo da attore protagonista in un film che si intitola Porto Rico, che parla di Porto Rico e che è diretto da un regista di Porto Rico

Il cast principale include anche Viggo Mortensen, Edward Norton e Javier Bardem, con Alejandro G. Iñárritu a fare da produttore esecutivo.