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15:42 giovedì 8 ottobre 2026
La Norvegia è il primo Paese a vietare l’uso degli smart glasses negli spazi pubblici Niente smart glasses in parchi, spiagge, musei, centri commerciali, scuole, asili, strutture sanitarie, palestre ed eventi pubblici, così ha deciso il governo norvegese.
Quella volta in cui chiesero alla neo Premio Nobel Anne Carson che libri nuovi stesse leggendo e lei rispose che non legge libri nuovi ma solo «libri usciti nel 500 a.C.» E non a caso ha vinto il Nobel per la Letteratura (anche) per il modo in cui è riuscita a costruire «un dialogo giocoso con la tradizione classica».
Maricarmen Abascal è morta a 87 anni in una stanza d’ospedale. Ha passato gli ultimi sei anni della sua vita a lottare per non essere sfrattata dalla sua casa Ci era entrata nel 1956, con il padre e la madre, e aveva sempre pagato l'affitto. Quando le dissero che doveva andarsene, rispose che avrebbe lottato fino alla fine.
Due creator hanno lanciato una app per scoprire tutti i posti strani e inquietanti del mondo prima che spariscano per sempre «Siamo gemelli e vi aiutiamo a trovare destinazioni strane e sconosciute», così i creator Bodhi e Kai hanno presentato Deep Spot, «la mappa più figa del pianeta».
Un rarissimo uccello che vive solo sull’Himalaya è stato costretto a cambiare cinguettio perché non riusciva più a farsi sentire dai suoi simili per colpa del rumore causato dai turisti L'uccello si chiama monal, detto anche fagiano himalayano, e i turisti gli stanno rovinando la vita: per colpa loro si è dovuto pure trasferire in alta quota.
La Svezia ha fatto uno spot per invitare tutti gli introversi del mondo a fare le vacanze in Svezia, promettendo che lì nessuno li disturberà mai per nessuna ragione Tanto che l'Agenzia Nazionale del Turismo svedese ha fatto uno spot rivolto esclusivamente a loro.
L’associazione delle biblioteche americane ha stilato una lista dei libri più censurati di questo millennio e dentro ci sono dei titoli piuttosto sorprendenti Accanto alle prevedibili Harper Lee e Maya Angelou ci sono anche graphic novel, libri per bambini, Sarah J. Maas e Gossip Girl.
Il sindaco di Saint-Denis Bally Bagayoko è sceso in piazza con gli studenti francesi e li ha protetti dalle cariche della polizia Ma non è un caso isolato, il suo: vista la violenta repressione, sono tanti gli adulti che stanno proteggendo, con il loro corpo, i manifestanti.

Un artista ha fatto causa al MoMA per delle molestie subite durante la mostra di Marina Abramović

25 Gennaio 2024

John Bonafede è uno degli artisti che nel 2010 erano stati selezionati per interpretare la famosissima performance “Imponderabilia”, realizzata per la prima volta da Marina Abramović e dal suo collega e compagno Ulay alla Galleria Comunale di Arte Moderna di Bologna nel 1977. Durante la performance i due artisti, un uomo e una donna, si posizionavano ai lati dello stretto passaggio all’ingresso del museo, rivolti uno verso l’altra e completamente nudi. Per entrare, il visitatore era costretto a strusciarsi con uno dei corpi nudi: l’unica libertà che aveva era decidere verso quale rivolgersi.

Durante la performance, che sarebbe dovuta durare tre ore, ma fu interrotta dalla polizia prima che finisse, la maggior parte del pubblico, in particolare quello maschile, scelse di dare le spalle a Ulay e rivolgersi verso Marina Abramovic. In molti però sembrarono semplicemente scegliere la stessa opzione di chi era passato subito prima di loro. Per tutto il tempo i due artisti restavano impassibili, immobili, con lo sguardo fisso davanti a sé, e non interagivano in alcun modo né tra loro né con il pubblico. Lo stesso comportamento è stato richiesto nel 2010 agli artisti ingaggiati per la grande mostra The Artist is Present, organizzata al MoMA per celebrare la carriera di quella che poi è diventata una delle artiste contemporanee più famose del mondo.

Secondo quanto riportato dal New York Times, John Bonafede avrebbe deciso, 14 anni dopo l’evento, di sporgere denuncia per essere stato molestato sessualmente sette volte da cinque diversi visitatori della mostra. Secondo quanto riferito dall’artista, lo staff del MoMA sarebbe intervenuto per aiutarlo soltanto in quattro casi, ignorando gli altri. Bonafede ha aggiunto che anche i suoi colleghi, compresa la sua controparte femminile, avevano subìto molestie da un certo tipo di visitatore che a quanto pare agiva sempre nello stesso modo e, come si legge nella denuncia, «abbassava la mano, la metteva di nascosto tra le gambe del querelante e accarezzava o palpeggiava i suoi genitali, indugiando per un momento prima di spostarsi nella sala successiva del museo». Delle molestie si era parlato sui giornali: il New York Times pubblicava un articolo dal titolo “Some at MoMA Show Forget ‘Look but Don’t Touch”.

Il museo aveva divulgato un nuovo protocollo per istruire gli addetti alla sorveglianza su come comportarsi dopo eventuali molestie da parte dei visitatori. Ma nessun provvedimento legale era stato preso: il museo non aveva fornito a Bonafede le generalità dei molestatori, impedendogli dunque di avviare azioni legali contro di loro (tra i quale c’era anche un lavoratore del museo). Oggi l’accusa di Bonafede è che il MoMA, pur consapevole dei rischi e venuto anche a sapere delle molestie, non avrebbe preso provvedimenti per proteggere gli artisti chiamati a reinterpretare Imponderabilia: questa mancanza avrebbe causato a Bonafede, si legge nella denuncia, «anni di stress emotivo» e avrebbe «danneggiato la salute mentale, l’immagine e la carriera» dell’artista.

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