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I matematici di tutto il mondo sono disperati dopo che ChatGPT ha risolto 372 problemi a cui loro lavoravano da anni in tre ore Ora i matematici stanno ancora cercando di capire quanto ci sia di giusto, e cosa voglia dire adesso fare il loro mestiere.
ll Monte Bianco è diventato più alto ma questa non è una bella notizia come ci piacerebbe pensare In questo periodo misura 4.807,47 metri: la sua crescita dipende da fenomeni «estremamente variabili».
Del possibile allarme sanitario in Siberia si sono preoccupati tutti tranne gli abitanti della cittadina siberiana da cui l’allarme è partito L'OMS chiede spiegazioni, Trump ne parla, i giornali di mezzo mondo scrivono di peste. A Irkutsk e a Shelekhov nessuno porta la mascherina e la frase che ripetono tutti è «va tutto bene, è tutto normale»
Nel centenario di Winnie the Pooh, l’Inghilterra sta litigando con l’America perché vuole che le siano restituiti gli orsacchiotti fatti dal creatore di Winnie the Pooh Il libro di A. A. Milne compie cent’anni, ma il pupazzo che lo ha ispirato vive a New York. E una parte dei fan britannici lo rivuole indietro.
La storica sede del Partito Comunista Italiano in via Botteghe Oscure a Roma diventerà un hotel di lusso Gli uffici dei dirigenti sono diventati camere, e al balcone di Berlinguer adesso ci si affaccia dalla 207.
Grian Chatten dei Fontaines D.C. ha detto che Mina è stata una delle più importanti ispirazioni per Dopamine Chamber «Sono davvero innamorato della sua musica. Mi ha aiutato a trovare quel senso di umanità che volevo infondere in questo disco».
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Un ingegnere ha creato un sistema di sorveglianza che sorveglia solo i poliziotti Anthony Sistilli, programmatore e youtuber canadese, ha costruito in casa un lettore automatico di targhe che riconosce solo le auto della polizia.

Il Ministro degli Esteri ungherese è stato accusato di parlare con il Ministro degli Esteri russo prima, durante e dopo le riunioni del Consiglio europeo, e lui ha detto che è assolutamente vero

Péter Szijjártó ha detto che secondo lui parlare con Sergei Lavrov durante questi riservatissimi incontri rappresenta «l'essenza stessa della diplomazia, una prassi».

25 Marzo 2026

Il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, ha ufficialmente confermato di tenere contatti regolari con l’omologo russo Sergei Lavrov. E fino a qui non ci sarebbe niente di strano, visto che entrambi fanno di mestiere i Ministri degli Esteri. Il problema è che Szijjártó ha ammesso anche di comunicare costantemente prima, dopo e persino durante i vertici del Consiglio europeo. Sebbene in passato il governo di Budapest avesse liquidato tali indiscrezioni come fake news, Szijjártó ha ora rivendicato questa condotta definendola «l’essenza stessa della diplomazia, una prassi». Secondo il Ministro, informare i partner esterni al blocco, inclusa Mosca, è necessario poiché le decisioni prese a Bruxelles in materia di energia e sicurezza influenzano direttamente gli interessi nazionali e i rapporti commerciali dell’Ungheria.

Questa ammissione ha sollevato, come scrive Euronews, pesanti interrogativi a Bruxelles, dove vige il principio di leale cooperazione e la riservatezza delle sessioni private è considerata un pilastro della sicurezza comunitaria. La Commissione europea, chiaramente all’oscuro di tutto, ha definito le notizie «preoccupanti», invitando l’Ungheria a chiarire se il contenuto di incontri sensibili sia stato condiviso con un Paese pesantemente sanzionato per l’invasione dell’Ucraina. Szijjártó ha respinto ogni accusa di violazione dei protocolli, ironizzando sul fatto che, mentre gli altri ministri portano i propri smartphone in aula, lui sia l’unico a non farlo, definendo «stupidità» le insinuazioni su possibili falle nella sicurezza.

Il tempismo di queste rivelazioni è pessimo, per l’Unione europea. Con le elezioni parlamentari ungheresi ormai alle porte, il partito Fidesz di Viktor Orbán si trova a rincorrere nei sondaggi il Partito Tisza di Péter Magyar. In un clima di crescente tensione interna, i 16 viaggi di Szijjártó a Mosca dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina e la dipendenza energetica dell’Ungheria dai combustibili fossili russi sono diventati di un aspro scontro politico. Mentre il governo difende la propria autonomia diplomatica, l’opposizione e i partner europei vedono in questi canali aperti un rischio concreto per la coesione di un’Unione sempre più frammentata ed esposta alle ingerenze del Cremlino.

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