E sarà una vera pedonalizzazione: niente macchine, autobus, taxi, biciclette, scooter e risciò, potranno accedervi soltanto persone a piedi.
Dal 19 marzo Milano avrà una via dedicata all’anarchico partigiano Giuseppe Pinelli
Prenderà il posto dell'attuale via Micene, in zona San Siro, a due passi da dove viveva. Sulla targa ci sarà scritto "Via Giuseppe Pinelli, anarchico partigiano".
L’anarchico partigiano Giuseppe Pinelli avrà una via a lui intitolata. Sarà la prossima ex via Micene, in zona San Siro, a due passi da dove risiedeva (in via Preneste). A deliberarlo è stata la giunta di Milano che giovedì 5 marzo ha approvato l’ordine del giorno proposto dal Consiglio Comunale a gennaio del 2025. Via Micene, nel quartiere, è già stata (informalmente, sia be chiaro) rinominata e intitolata a Pinelli da tempo. Anche sui cartelli, Pinelli verrà definito “anarchico partigiano”.
La storia di Pinelli, oltre alla resistenza partigiana, è indissolubilmente legata alla notte della strage di Piazza Fontana, una delle pagine più terribili e inquietanti degli anni di piombo. Morto dopo essere “precipitato” dal quarto piano della Questura di Milano il 15 dicembre 1969, il cortocircuito tra la verità giudiziaria e memoria collettiva ha fatto del ferroviere anarchico nella diciottesima vittima di Piazza Fontana. Dal suicidio inizialmente ipotizzato alla detestabile sentenza sul “malore attivo” del 1975, che escluse le responsabilità dirette dei poliziotti che lo interrogarono un tempo che andava immensamente oltre i limiti di legge, la sua vicenda ne ha fatto un martire civile, una vittima della violenza e dell’arroganza della strategia della tensione. Cinquant’anni dopo, il riconoscimento di questa memoria culmina nella decisione di Milano di intitolargli una via, un gesto che fa di Pinelli finalmente una parte nella toponomastica della coscienza nazionale, diradando le ombre di via Fatebenefratelli per restituirgli dignità storica e umana. Dalla storia della morte di Pinelli è stato tratto anche un film.
Classe 1928, milanese di Porta Ticinese, dopo le scuole elementari lavorò come garzone e magazziniere. Nel 1944, a 16 anni, fu staffetta della Brigata autonoma Franco nella Resistenza e, tramite Angelo Rossini, si avvicinò all’anarchismo. Nel 1954, a 26 anni, entrò nelle Ferrovie dello Stato e, l’anno dopo, si sposò con Lucia Rognini (morta nel 2024 e Ambrogino d’Oro alla memoria nel 2025). Nel 1965, a 37 anni, fu tra i fondatori del circolo Sacco e Vanzetti di viale Murillo (zona San Siro), chiuso nel 1968 dopo uno sfratto. In quell’anno Pinelli con altri fondò il Circolo della Ghisolfa, un luogo che diventò immediatamente un punto di riferimento dell’anarchismo e del sindacalismo rivoluzionario milanese.
Degenerata nel vero senso della parola: due agenti sono finiti al pronto soccorso e la polizia sta dando la caccia a due degli "aggressori".
I lingotti valgono circa tre milioni e mezzo di euro, esattamente la cifra di cui il Comune aveva bisogno per completare le ristrutturazioni.
La metratura del bar verrà raddoppiata, nonostante le polemiche secondo le quali servire panini e gazzose in un luogo così sacro sia quasi peccato.