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00:55 lunedì 25 maggio 2026
Su RaiPlay è stato pubblicato per la prima volta Sulla carta sono tutti eroi, uno speciale del 1984 dedicato ad Andrea Pazienza, con Andrea Pazienza La maniera perfetta per festeggiare il settantesimo anniversario della nascita di Paz: vederlo disegnare, parlare, raccontarsi, sorridere.
Sandra Hüller potrebbe stabilire un record che si credeva impossibile: essere candidata all’Oscar 4 volte, per 4 film diversi, nello stesso anno L'attrice potrebbe ricevere una nomination per tutti i film che ha fatto nel 2026: Fatherland, Rose, Project Hail Mary e Digger.
Il politico più popolare in India in questo momento è uno scarafaggio leader del Partito degli Scarafaggi Tutto è iniziato un po' per presa in giro un po' per protesta, ma in nemmeno una settimana il Cockroach Janta Party ha superato su Instagram il Bharatiya Janata Party del Premier Modi.
Una ricerca ha dimostrato che le civiltà non crollano per le catastrofi ma perché iniziano a consumare troppo, che è proprio quello che sta succedendo alla nostra civiltà I ricercatori hanno precisato anche che i futuri in cui ci salviamo non sono impossibili, ma «richiedono condizioni che non vediamo sulla Terra di oggi».
Non poteva che essere Michael Bay il regista del film sull’operazione Epic Fury di Trump in Iran Per l'occasione, il regista ha rimesso assieme la squadra con cui girò 13 Hours, altro notevole esempio di moderno film di propaganda.
SS26, il nuovo singolo di Charli XCX, non è né rock né dance: è moda E anche apocalisse: «Yeah we’re walking on a runway that goes straight to hell», canta Charli nel secondo singolo estratto dal suo nuovo album.
La Corte internazionale di giustizia ha stabilito che da ora in poi il diritto allo sciopero è protetto dal diritto internazionale In particolare, è tutelato dal trattato sulla libertà di associazione del 1948 dell'Organizzazione internazionale del lavoro, firmato da 158 Paesi.
Nel mondo ci sono così pochi ingegneri e ricercatori AI che le aziende di Big Tech li stanno pagando come le superstar dello sport Secondo le stime ce ne sono solo un centinaio in tutto il mondo. E in Silicon Valley sono disposti a spendere qualsiasi cifra per accaparrarseli.

A Milano è stato demolito il Padiglione dell’Agricoltura di Ignazio Gardella

Era del 1961, parte dell'ex Fiera Campionaria: al suo posto costruiranno la nuova sede Rai.

29 Luglio 2025

Milano non costruisce soltanto, ma demolisce anche. Negli ultimi giorni di luglio è stato completato l’abbattimento di un pezzo storico dell’architettura cittadina, ovvero il Padiglione dell’Agricoltura di via Gattamelata, firmato da Ignazio Gardella e inaugurato nel 1961. Era un capitolo importante, come detto, del patrimonio culturale meneghino, perfino inserito nella lista dei beni culturali della Regione Lombardia: la sua facciata era riconoscibilissima, in quel quartiere, e con la sua fine termina definitivamente il capitolo della vecchia Fiera campionaria.

Il vecchio polo fieristico si trasformerà quindi nel futuro Nuovo Centro di Produzione Rai, come informa il blog Urban File. Si legge, sempre, che l’area sarà oggetto di una «completa riqualificazione», parola magica sempre più utilizzata in questi anni, specialmente in città. La Rai, quindi, sposterà tutte le attività che oggi si dividono tra la sede di corso Sempione e quella di via Mecenate.

Ne ha scritto su Instagram anche Bianca Felicori, architetto e fondatrice del progetto Forgotten Architecture (di cui avevamo parlato qui), dicendo: «Ciò che più mi colpisce è che la RAI ha sempre dimostrato una particolare sensibilità verso l’architettura e il design, collaborando spesso con alcuni dei più grandi architetti, tra cui Gio Ponti».

Una foto della demolizione è stata postata dall’architetto Paolo Brambilla, sempre su Instagram.

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La descrizione dell’edificio, dal sito Lombardia Beni Culturali, dice: «L’edificio di Gardella è un blocco in linea sviluppato lungo la via Gattamelata, margine tra l’insediamento della Fiera e il tessuto urbano circostante, con cui il progetto cerca un dialogo. Il padiglione presenta, infatti, un fronte rivolto alla città lungo circa cento metri che, attraverso il rigore tipico delle opere del suo progettista, si offre come punto fermo nel disordinato panorama del sito espositivo. La facciata, dunque, diviene l’elemento significante dell’intero progetto e si presenta ripartita in fasce orizzontali. La prima è costituita dalla zoccolatura, in cui vengono combinate lastre di pietra bianca di Vicenza (materiale utilizzato anche per i cordoli marcapiano e le pensiline, poste a protezione degli ingressi) e piastrelle in clinker di colore rosso scuro. Su questo solido basamento, poggia il vuoto di una parete continua in vetro e acciaio, a doppia altezza, scandita dall’incalzante ritmo di aperture verticali realizzate con telai smaltati in ferro rosso e poste tra ritti portanti, sempre in metallo ma neri. Concludono la composizione un coronamento continuo, inciso da un motivo a losanghe che Gardella aveva già usato in varie occasioni, e il nastro intermedio costituito da una parete cieca (di nuovo in clinker) che viene interrotta da tre sottili feritoie poste in corrispondenza dei cavedi che illuminano il secondo piano».

Nell’immagine in evidenza, il Palazzo dell’Agricoltura dall’Archivio Storico Fondazione Fiera Milano, autore non identificato.

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