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04:54 sabato 12 settembre 2026
Da gennaio la Svezia dà un “sussidio di rimpatrio” alle persone immigrate per andarsene via dal Paese, ma finora non lo ha richiesto praticamente nessuno Il programma è partito a inizio 2026. Finora ci hanno aderito soltanto 171 persone in tutta la Svezia. I cittadini stranieri sono più di due milioni, un quinto della popolazione totale.
C’è un videogioco in cui vivi le poche gioie e i tanti dolori di un dipendente di una piccola casa editrice indipendente Si chiama Small Press Tycoon, tutte le cose che si dicono e si vedono nel gioco fanno molto ridere perché, chi lavora nell'editoria indipendente può confermare, sono molto vere.
Secondo uno dei capi della sicurezza di Anthropic, «c’è il 10 per centro di probabilità che l’AI ci uccida tutti entro questo decennio» L'ennesimo dirigente di un'azienda AI che dice che le aziende AI stanno per far succedere qualcosa di grave. Senza che nessuno intervenga per fermarle.
Da oggi è disponibile in streaming La Superviviente, un incredibile documentario sulla donna che si inventò di essere una sopravvissuta all’11 settembre Diretto da Kike Maíllo, racconta la storia Alicia Esteve, che per sei anni finse di essere la sopravvissuta Tania Head. Finse tanto bene da diventare la presidente dell'Associazione dei sopravvissuti del World Trade Center.
Queste parole pronunciate nel 1979 da Emma Bonino sull’ipocrisia degli antiabortisti non sono mai state così attuali e così vere «Sono contro l'aborto, dicono. Però contro l'aborto clandestino nessuno faceva assolutamente niente», disse, in una storica puntata di Acquario di Maurizio Costanzo, andata in onda nel 1979 e disponibile su RaiPlay.
Che siano un record o meno poco importa, i 25 minuti di applausi per NAZA sono il momento più importante di questa Mostra del Cinema È l'unico documentario in concorso, il titolo è un acronimo militare israeliano che indica i civili che si prevede moriranno in un attacco e lo hanno realizzato due dei registi di No Other Land.
I Muse hanno dovuto cambiare nome utente su Instagram perché Muse ora è il nome del nuovo assistente AI di Meta La band è stata costretta ad abbandonare @Muse e accontentarsi di @Musetheband, perché l'AI, evidentemente, conta più della band.
Un’inchiesta di Haaretz sul 7 ottobre 2023 è valsa al giornale una querela di Benjamin Netanyahu in persona Il giornale sostiene che Netanyahu non prese alcuna iniziativa nonostante fosse stato avvertito di un imminente attentato di Hamas pochi giorni prima del 7 ottobre.

Com’è cambiato il dibattito sull’esistenza di forme di vita aliene negli ultimi 20 anni

09 Febbraio 2016

L’esistenza di forme di vita al di fuori della Terra è passata dall’essere argomento di fantascienza a oggetto di discussioni scientifiche.  Questo, anche se dovesse trattarsi di micro-organismi poco evoluti, apre importanti questioni etiche e morali. Di entrambe le cose ha parlato Monica Grady, scienziata inglese specializzata nello studio dei meteoriti, ex membro della Società geochimica dell’istituto Carnegie e ora docente alla Open University, in un’intervista con il magazine Aeon.

«Vent’anni fa la ricerca di vita extraterrestre era una cosa assolutamente non mainstream. Ora è diventato un campo di studi mainstream e riconosciuto», dice. «Questo è accaduto grazie al riconoscimento che ci sono così tanti altri luoghi oltre la Terra che possono essere abitati da microbi e micro-organismi. Non stiamo parlando di intelligenza extraterrestre, che è un’altra cosa».

«L’erba e tutte le piante hanno bisogno della luce del sole per produrre energia: è la fotosintesi. A lungo si è partiti dal presupposto che quella [la luce solare] è alla base della vita», spiega la scienziata. Tuttavia, prosegue, nel 1977 un team di ricercatori a bordo del celebre sottomarino Alvin ha scoperto l’esistenza di organismi che vivevano a profondità tali da non essere esposti ad alcuna luce solare: ecosistemi che, anziché fondarsi sulla fotosintesi, si basavano sulla chemiosintesi batterica. Processi simili potrebbero svolgersi su Europa, il satellite di Giove ricoperto da un oceano sotto una superfice di ghiaccio: «Non sappiamo, ma potrebbero esserci, ed è molto eccitante». Grady discute poi la possibilità dell’esistenza di micro-organismi su Marte e le ricerche recenti di pianeti esposti a luce analoga a quella solare in altri sistemi.

«Una volta che si inizia a discutere la possibilità di vita extraterrestre, si aprono un’infinità di questioni etiche e morali. Questi micro-organismi hanno qualche forma di diritto? È un nostro diritto andare lì e studiarli, esaminarli, ucciderli?». Non si tratta soltanto di parlare di diritti degli animali (discussione già aperta sulla Terra e che per il momento non tocca troppo i micro-organismi), ma di interferenza sull’evoluzione della vita in un altro pianeta: «Abbiamo il diritto di interrompere un ecosistema e forse anche cambiare la sua storia evolutiva?»

Altre questioni, poi, potrebbero essere sollevate nel caso la ricerca non riuscisse a trovare altre forme di vita. «Se alla fine non dovessimo trovare forme di vita al di fuori della Terra, cosa significherebbe per noi? Credo che significherebbe che le nostre responsabilità nei confronti del nostro pianeta diventerebbero molto più grandi». In altre parole: «Tenere pulito il nostro giardino diventerebbe ancora più importante perché, alla fine, potremmo essere tutto quello che c’è».

Nella foto: ricerca sui batteri nella pianta di nicotiana benthamiana Halle, Germania (Sean Gallup/Getty Images)
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