Hype ↓
16:24 martedì 31 marzo 2026
Dopo i casi di Bergamo e Perugia, anche in Italia si sta iniziando a parlare di Nihilistic Violent Extremism Inventata negli Usa, la definizione identifica crimini commessi da giovani e giovanissimi in cui la violenza non è un mezzo per raggiungere nulla ma il fine stesso dell'azione.
In occasione del 50esimo anniversario, Allegro non troppo, il capolavoro di Bruno Bozzetto, uscirà finalmente in versione restaurata Ma c'è un ma: al momento, questa versione restaurata verrà distribuita, paradossalmente, solo negli Usa e non in Italia.
Un gruppo che si chiama EveryonehatesElon si sta organizzando per rovinare il Met Gala a Jeff Bezos Si tratta dello stesso collettivo che protestò contro l'occupazione veneziana durante il matrimonio del patron di Amazon, e che oggi sta raccogliendo donazioni per organizzarsi in vista dell'evento.
È vero che il Ministro della Difesa Crosetto ha negato agli Usa il permesso di usare la base di Sigonella, ma è vero anche che gli Usa il permesso nemmeno lo avevano chiesto Quando il Comando Usa il permesso lo ha finalmente chiesto era troppo tardi e Crosetto non ha potuto fare altro che negarlo.
La produttrice di La voce di Hind Rajab è riuscita a far fuggire la famiglia di Hind Rajab dalla Striscia di Gaza La madre della bambina, Wissam, e altri otto membri della famiglia sono così riusciti ad arrivare in Grecia e ottenere lo status di rifugiati.
La nuova opera di John Carpenter è un graphic novel horror basato su un incubo che ha fatto Si intitola Cathedral e Carpenter ne comporrà anche la colonna sonora, da ascoltare durante la lettura del fumetto.
Mentre tutti i giornali licenziano, il New York Times ha raggiunto il record di giornalisti assunti: 2300 È una crescita del 50 per cento in dieci anni, che si somma ai 13 milioni di abbonati in tutto il mondo e a un fatturato di quasi un miliardo di dollari.
Il momento più surreale della visita a Roma di Robert Pattinson e Zendaya è stato indubbiamente la foto al Campidoglio con il sindaco Gualtieri Il sindaco è riuscito a rubare la scena anche a due stelle di Hollywood, a conferma del naturale carisma con cui si conduce sempre in tutte le uscite social.

Leggere Michael Pollan fa bene

In ogni suo libro (compreso l'ultimo) lo scrittore riesce a unire la divulgazione scientifica con un approccio da romanzo di formazione.

15 Luglio 2019

Se c’è un libro meriterebbe di stare in testa alle classifiche, in Italia e non solo, è Come cambiare la tua mente di Michael Pollan (Adelphi, 2019, traduzione di Isabella C. Blum). In realtà se c’è un autore che meriterebbe sempre, con ogni libro, di stare in testa alle classifiche, quello è Michael Pollan. La bolla (o bollicina) della non-fiction è ultimamente evaporata e non si sente più o quasi, nelle conversazioni culturali, la frase di posa che era tanto diffusa non molto tempo fa, qualcosa come “io ormai non leggo più romanzi, solo saggi”, eppure i libri di Pollan resistono nella loro forza e dimostrano, anche alla fine del decennio, di avere qualcosa in più sui loro simili. È qualcosa che c’entra con il fatto che Pollan è in grado di scardinare molte pose e difetti tipici di questa epoca: l’eccessiva sicurezza, la partigianeria a tutti i costi, l’assenza di empatia, la superficialità svergognata o l’eccesso di accademia. Tutto ciò che è eccessivo, più o meno.

Partiamo dalla fine: Michael Pollan è uno scrittore di natura – «uno scrittore di natura che scrive di quella particolare parte della natura che non pensiamo come natura», ha detto in un’intervista lunga e interessante al New York Magazine nel 2013 – anche se in molti usano l’espressione, semplicistica, “food writer”. Il suo ultimo libro, Come cambiare la tua mente, un’esplorazione della storia, degli effetti e delle applicazioni scientifiche degli psichedelici (psilocibina, LSD, DMT), si discosta soltanto apparentemente da questa definizione: le oltre 450 pagine del saggio – presente nella classifica dei saggi negli Stati Uniti per più di quattro mesi – hanno in realtà molto a che fare con la natura, e proprio con una parte di natura che siamo abituati a non considerare natura: noi stessi, il nostro ego, e il nostro cervello. Michael Pollan esplora gli effetti che gli psichedelici hanno sulla mente (e quindi sul comportamento) di persone affette da diversi tipi di problemi (alcolismo, dipendenze, depressione, malattie terminali) ma anche di quelle “sane” (parola scivolosa che meriterebbe un libro a sé). Si confronta con scienziati, psicologi e psichiatri che da molti anni studiano queste sostanze e con persone la cui vita è migliorata grazie al trattamento. Le prova, ne descrive le sensazioni. Cambia idea, e cambia la sua mente: il titolo inglese, How to Change Your Mind, si basa sul gioco di parole che si è purtroppo necessariamente perduto nella traduzione italiana.

Pollan sembra piuttosto ottimista sul fatto che le sostanze psichedeliche entreranno nella quotidianità medica ufficiale nel giro di pochissimi anni, e spiega bene il perché: gli apparenti benefici riscontrati fino a ora, i passi ancora da fare, gli equivoci a cui si è incappati negli anni Sessanta – per gran parte colpa di Timothy Leary – e da cui non ci siamo ancora liberati del tutto. Questo ottimismo non era, però, la tesi del libro, e questa è un’altra dei punti di forza delle opere di Michael Pollan. Era partito scettico, materialista, come partiranno molti lettori. Ha cambiato idea.

Ogni suo libro riesce a unire, in un certo senso, la divulgazione scientifica e culturale con un approccio da romanzo di formazione: come il lettore, Pollan parte da una curiosità, e nelle pagine successiva la soddisfa e amplia. Nei suoi stessi libri – Una seconda natura, in cui tratta di giardini, wilderness, addomesticazione delle piante; Cotto, sulle fondamenta alimentari delle diverse culture del mondo; Il dilemma dell’onnivoro, sulla necessità di costruirsi una consapevolezza alimentare e politica – Michael Pollan divulga ma soprattutto impara, e si leggono quindi non come saggi in cui pendere dalle labbra informate di un professore, ma come viaggi in cui ogni tappa è un arricchimento. C’è un punto difficile da trovare, come una bolla perfetta in una livella molto complessa, ed è quello del sapere e allo stesso tempo saper scrivere. Michael Pollan ha la capacità unica di starci in equilibrio con facilità.

Uno dei motivi per cui diventa ancora più utile, o importante, leggere i libri di Pollan soprattutto in questi anni è proprio questo percorso: che ha sempre come punto di partenza un’insicurezza – che non è un’indecisione ma una consapevolezza di parziale ignoranza – e si tramuta, pagina dopo pagina, intervista dopo intervista ed esperimenti dopo esperimento – che sia fare una seduta di psilocibina o diserbare il proprio giardino o imparare a organizzare il pit perfetto per un vero barbecue della Carolina del Nord – in un percorso in cui acquisire conoscenze come si colgono, mano a mano, dei fiori per un mazzetto nell’arco di una passeggiata in campagna. «Non voglio essere per la gente un guru del cibo», ha detto spiegando questo approccio, «non ho le risposte, e voglio che le persone lavorino su quello che leggono da sole». D’altronde, sa bene di non inventarsi nulla, e che il suo metodo di raccolta è figlio di un rigoroso giornalismo: «Non sono uno scienziato», dice di sé, «quello che ho è l’abilità di sintetizzare una storia e raccontarla».

Approfondire, studiare, imparare, interagire: in questo il metodo Pollan è in un certo senso erede di quello di Alexander von Humboldt, l’inventore dell’idea moderna di natura – «Vedendo la natura non come un sistema meccanicistico, ma un nuovo mondo eccitante pieno di meraviglie», nelle parole della biografa di Humboldt, Andrea Wulf. Non significa che non si arrivi a delle conclusioni o a dei capisaldi anche etici, nella sua opera: è diventato famosa la sua regola alimentare «Eat food. Not too much. Mostly plants», o l’altro motto che suggerisce di non mangiare niente che abbia, sull’etichetta, più di cinque ingredienti. Non segue le mode alimentari del momento – una delle sue passioni, ha più volte detto, è il pane, a lungo bandito dalle tavole più salutari negli Stati Uniti – e sa prendere posizioni anche politiche come, per esempio, sulla necessaria introduzione di una tassa sulle bibite gassate zuccherine. «Puoi usare il cibo per parlare dell’ambiente. Puoi usare il cibo per parlare di cultura. Puoi usare il cibo per parlare di politica», ha detto sempre al New York Magazine. I libri di Michael Pollan sono manuali per la consapevolezza e consigli per vivere meglio. Di questi tempi è tantissimo.

Articoli Suggeriti
In occasione del 50esimo anniversario, Allegro non troppo, il capolavoro di Bruno Bozzetto, uscirà finalmente in versione restaurata

Ma c'è un ma: al momento, questa versione restaurata verrà distribuita, paradossalmente, solo negli Usa e non in Italia.

Project Hail Mary è l’esempio di ottimismo radicale di cui non sapevamo di avere un disperato bisogno

In cima al botteghino italiano e mondiale, il film di Phil Lord e Christopher Miller fa due cose in maniera eccellente: conferma il talento comico di Ryan Gosling e ci ricorda che si può ridere anche alla fine del mondo.

Leggi anche ↓
In occasione del 50esimo anniversario, Allegro non troppo, il capolavoro di Bruno Bozzetto, uscirà finalmente in versione restaurata

Ma c'è un ma: al momento, questa versione restaurata verrà distribuita, paradossalmente, solo negli Usa e non in Italia.

Project Hail Mary è l’esempio di ottimismo radicale di cui non sapevamo di avere un disperato bisogno

In cima al botteghino italiano e mondiale, il film di Phil Lord e Christopher Miller fa due cose in maniera eccellente: conferma il talento comico di Ryan Gosling e ci ricorda che si può ridere anche alla fine del mondo.

Con La torta del presidente, Hasan Hadi ci ricorda che il peggiore dei mondi possibili è quello in cui l’infanzia è privata dell’innocenza

Vincitore del premio per la migliore opera prima all'ultimo Festival di Cannes, il film parla di una bambina a cui viene affidato un compito impossibile nell'Iraq di Saddam Hussein. Ma, in realtà, è una disperata difesa della sacralità dell'infanzia.

La nuova opera di John Carpenter è un graphic novel horror basato su un incubo che ha fatto

Si intitola Cathedral e Carpenter ne comporrà anche la colonna sonora, da ascoltare durante la lettura del fumetto.

Mentre tutti i giornali licenziano, il New York Times ha raggiunto il record di giornalisti assunti: 2300

È una crescita del 50 per cento in dieci anni, che si somma ai 13 milioni di abbonati in tutto il mondo e a un fatturato di quasi un miliardo di dollari.

Fred Again ha messo su YouTube tutto il (già leggendario) concerto in cui ha suonato assieme a Thomas Bangalter dei Daft Punk

La versione integrale del concerto dell’Alexandra Palace di Londra dura due ore e ha già accumulato più 820 mila visualizzazioni su YouTube.