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16:39 venerdì 28 agosto 2026
La ragione per cui le aziende AI stanno addestrando le AI usando solo libri vecchi e che i libri vecchi sono gli unici che sicuramente non sono stati scritti con l’AI Cause giudiziarie e inchieste giornalistiche hanno rivelato che questa è una pratica ormai diffusissima. Anche perché le AI non possono più essere addestrate con contenuti presenti su internet, perché troppi contenuti presenti su internet sono ormai fatti con l'AI.
Le operazioni di soccorso al confine tra Nepal e Tibet stanno diventando impossibili a causa della piena di un lago che si è formato dopo la frana che ha causato l’inondazione Operazioni che erano già difficili per via dalle infrastrutture distrutte e dalle linee di comunicazione danneggiate.
Dopo 25 anni di attesa, il regista di Donnie Darko ha finalmente pronto il sequel, solo che non è un film ma un romanzo epistolare di 800 pagine sui viaggi nel tempo Richard Kelly, regista, sceneggiatore e adesso anche scrittore, ha già detto che questo è solo il primo passo nell'esplorazione dell'universo di Donnie Darko.
Il pezzo di ghiacciaio che ha causato le inondazioni in Tibet e Nepal era talmente grosso che quando si è schiantato al suolo ha provocato un terremoto Una scossa di magnitudo 5.2 aveva fatto pensare a un sisma. Solo dopo si è capito che tutto era iniziato con un pezzo di ghiacciaio precipitato a valle.
La grande retrospettiva che sta per arrivare allo Stedelijk Museum di Amsterdam è l’occasione per conoscere e celebrare davvero Yayoi Kusama Dall'11 settembre al 17 gennaio 2027 l'esposizione ripercorrerà oltre settant'anni di carriera, dalle enormi e ipnotiche tele alle famosissime installazioni di specchi.
Il modo perfetto di ricordare Tim Curry è andare a rivedere The Rocky Horror Picture Show al Cinema Mexico di Milano, dove è in programmazione ininterrottamente da 45 anni Il Mexico è una delle pochissime Rocky Horror House del mondo: dal 1981, quasi ogni venerdì, il film torna sul grande schermo. E tornerà anche adesso che Tim Curry non c'è più, per celebrarlo e ricordarlo.
Un sito sta raccogliendo tutte le elegie funebri scritte dai giornalisti palestinesi per i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani Si chiama The Living Record e permette di ascoltare la voce e le parole dei giornalisti di Gaza, mentre ricordano i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani.
Un fotografo, una pittrice, una casa d’aste e una galleria d’arte si stanno facendo causa per la famosa foto in cui Liam Gallagher dà un bacio a Noel Justin Thomas accusa Elizabeth Peyton di plagio e la David Zwirner Gallery e Sotheby’s di aver provato a trarre guadagno da questo plagio.

Michael Caine

Ritratto di Michael Caine, londinese Doc, in questi giorni nei cinema italiani con Batman - Il cavaliere oscuro.

03 Settembre 2012

«Ho capito che ero diventato famoso quando smisero di arrivarmi copioni già macchiati di caffé». Lo racconta Michael Caine nella sua autobiografia del 1992 – What’s It All About – fiero della gavetta: ruoli minuscoli, lavori da facchino, incarichi da sostituto a teatro (una volta, per Peter O’Toole: timoroso del confronto, pregava che l’attore non avesse il raffreddore). Il titolo viene dalla colonna sonora di Alfie, il film della svolta, nel 1966: era un biondo sciupafemmine di origine proletaria, poteva sfoderare il suo pesante accento cockney. Non era come oggi, quando prima si diventa star (magari con un film di vampiri), poi si impara a recitare. Figlio di un pescivendolo e di una donna delle pulizie, nato nel 1933 in un misero quartiere londinese, Maurice Micklewhite faceva il bagno nel catino ogni venerdì e con i razionamenti di guerra mangiava meglio che in tempo di pace. Scelse Caine come cognome d’arte perché gli era caduto l’occhio sul manifesto di Gli ammutinati del Caine.

Volle fare l’attore anche se tutto giocava contro di lui. Perfino gli occhiali da miope (i maligni sostengono che lo sguardo sexy fosse in realtà un problema di messa a fuoco). Dopo Alfie, recitò con Laurence Olivier in Gli insospettabili di Joseph Mankiewicz. Uno scrittore di gialli attira nella sua villa, piena di giocattoli meccanici e con giardino-labirinto, il parrucchiere italiano amante della moglie. Vuole ammazzarlo e uscirne indenne, contando sulla classe sociale e l’esperienza negli intrighi. Finirà in un massacro. Nel remake del 2007 diretto da Kenneth Branagh – con Michael Caine promosso giallista e Jude Law vittima designata – ha purtroppo messo le mani Harold Pinter. Per Caine, una vecchia conoscenza: quando studiava all’università di Brighton recitò un atto unico di Pinter. Veniva da un testo teatrale anche Trappola mortale di Sidney Lumet, altra storiaccia di rivalità tra commediografi datata 1982. È il secondo – e allora piuttosto chiacchierato: l’altro attore era Christopher Reeves, più noto come Superman – bacio tra maschi al cinema. Dieci anni prima, in Domenica maledetta domenica di John Schlesinger, il bisex Peter Finch baciava l’amante giovanotto Murray Head.

Con Vestito per uccidere di Brian De Palma vinse un Razzie, pernacchia d’oro da mettere vicino ai suoi due Oscar come attore non protagonista: per Hannah e le sue sorelle di Woody Allen e Le regole della casa del sidro, dal romanzo di John Irving. Ma da ex povero, sostiene che per girare un brutto film ti pagano quanto per girarne uno decente. Passò un momentaccio negli anni 90, ne uscì con l’aiuto dell’amico Jack Nicholson (Blood and Wine) e si riscattò alla grande con Un americano tranquillo tratto da Graham Greene. Per grazia ricevuta, nel 2010 scrisse un’altra autobiografia: The Elephant to Hollywood, con riferimento a Elephant and Castle, dove era nato anche Charlie Chaplin. Molto ben scritta anche questa, e in copertina non c’è traccia di ghost writer.
In X Y e Zi, dimenticato film di Brian Hutton, era sposato a una perfida Liz Taylor, che quando il ricco marito la tradisce controbatte seducendogli l’amante Susannah York. In Rita era un professore universitario alcolizzato che dava lezioni di letteratura a una parrucchiera londinese: il tipo di film in cui l’ingenua pensa che Of Human Bondage di William Somerset Maugham sia un manuale di sesso sadomaso. In Gambit – Grande furto al Semiramis complottava con Shirley MacLaine truccata da orientale per rubare una statua preziosa. Prima vediamo il furto come dovrebbe andare secondo i piani, poi la disastrosa realtà (tanti lo hanno saccheggiato senza ringraziare). In California Suite fa coppia con Maggie Smith e son scintille. Lei è un’attrice diretta in America dove forse prenderà l’Oscar, lui ha un debole per i camerieri carini. «Gli hai scritto il numero di telefono con il sedano sul burro», commenta acidamente, una trentina d’anni prima di Downton Abbey.

Con fiuto sopraffino, ha doppiato due film d’animazione – Cars 2 e Gnomeo e Giulietta – che stanno agli attori come la posta del cuore sta ai giornalisti: vuol dire che sei al top. È il maggiordomo di Batman in The Dark Night Rises di Christopher Nolan. E ancora una volta ricorderemo il consiglio che gli diede la mamma: «Prendi esempio dalla papera. Tranquillo in superficie, ma per tenerti a galla agita le zampette».

Articolo tratto dal numero 9 di Studio

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