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17:31 giovedì 9 aprile 2026
La tregua tra Usa e Iran prevederebbe un pedaggio di 2 milioni di dollari per ogni nave che passa per lo Stretto di Hormuz. Prima della guerra non c’era nessun pedaggio Il problema è che, secondo l diritto internazionale, non si può imporre un pedaggio in acque internazionali. Ma sia Iran che Usa hanno promesso di farlo.
L’autrice del best seller The Housemaid ha rivelato la sua vera identità perché era stanca di chi sosteneva che fosse un maschio Ha venduto milioni di copie in tutto il mondo con lo pseudonimo Freida McFadden, ma alla fine è deciso di rivelare il suo vero nome, Sara Cohen.
Un’importante associazione americana ha chiesto la rimozione di Trump in base al 25esimo Emendamento, quello che permette di destituire un Presidente perché mentalmente instabile La National Association for the Advancement of Colored People ricorrerà a questa misura estrema, usata, e solo in parte, in altri tre casi nella storia.
Dopo le polemiche sul mancato finanziamento da parte del Ministero della Cultura, decine di cinema in tutta Italia stanno riportando in sala il film su Giulio Regeni Oltre 60 cinema tra Roma, Milano, Torino, Bologna e Firenze hanno deciso di ricominciare a proiettare il film. E altri se ne stanno aggiungendo ora dopo ora.
Una biblioteca di Chicago cerca persone che sappiano leggere il corsivo per trascrivere dei testi antichi ma fatica a trovarle perché sempre meno persone sanno leggere il corsivo La Newberry Library sta trascrivendo tutti i documenti in corsivo conservati nel suo archivio, ma il progetto prosegue a rilento perché la lettura del corsivo è una competenza rara, ormai.
L’ultimo trend nel turismo è l’extreme daytrip, cioè viaggi all’estero, con voli low cost, che durano un giorno solo e in cui si visita tutto il visitabile in 24 ore senza fermarsi mai È la gitarella in giornata portata all'estreme conseguenze. Di stress, di turistificazione e di impatto ambientale, soprattutto.
Asghar Farhadi ha scritto una lettera in cui chiede a tutto il mondo del cinema di protestare contro Stati Uniti e Israele per quello che stanno facendo in Iran «Al di là di qualsiasi convinzione o posizione, uniamoci per fermare queste azioni disumane, illegali e distruttive», ha scritto il regista.
La partecipazione di Kanye West al Wireless Festival di Londra ha causato un disastro commerciale e una crisi politica Gli sponsor hanno abbandonato il festival, il governo ha negato il visto a Ye, il festival è stato cancellato. Tutto in 48 ore.

Anche voi fate fatica a riconoscere un volto con la mascherina?

02 Settembre 2020

Le mascherine sono fondamentali nel contenimento della diffusione del Coronavirus, anche se in molti se ne lamentano per i più svariati motivi. Fatta eccezione per chi non può indossarla per conclamati motivi di salute, c’è un fattore che effettivamente potrebbe rappresentare un problema per alcune persone. Un nuovo studio riportato dal New York Times ha infatti rilevato come la mascherina renda più difficile il riconoscimento facciale per una percentuale di persone molto più alta del previsto.

Il dottor Erez Freud, psicologo del Center for Vision Research presso la York University di Toronto, e i suoi coautori hanno infatti scoperto che dei quasi 500 adulti che hanno completato un esercizio di memoria facciale online, il 13 per cento ha avuto così tanti problemi a identificare i volti mascherati che, secondo il Nyt, «potrebbero anche soffrire di prosopagnosia o essere ciechi». Quando si è trattato di riconoscere volti senza mascherina, invece, solo il 3,5 per cento ha ottenuto un punteggio così basso. Questo perché il riconoscimento facciale avviene in modo olistico: non esaminiamo le caratteristiche delle persone in modo frammentario. Piuttosto, diamo un’occhiata all’intera faccia e quando metà del viso è nascosto da una maschera, l’intero processo ne risente.

Ci sono anche delle differenze culturali: nei Paesi in cui è abitudine presentarsi in pubblico con il volto coperto, come in Egitto o negli Emirati Arabi Uniti, le persone sono più abituate ad affidarsi alla lettura degli occhi per riconoscere chi hanno di fronte, mentre per europei e americani è più difficile. Probabilmente, anche molti popoli asiatici che hanno adottato da molto tempo l’abitudine di usare la mascherina potrebbero essere avvantaggiati in questo processo. In ogni caso, gli occhi sono i primi indicatori che utilizziamo per riconoscere le persone, per cui anche se inizialmente si fatica a identificare subito qualcuno, dai suoi occhi potremmo comunque raccogliere informazioni sulla sua identità e le sue emozioni. «Molte informazioni vengono trasmesse dalla regione degli occhi», ha spiegato Richard Cook, psicologo presso Birkbeck, Università di Londra, «Abbiamo ancora accesso a queste informazioni». Insomma, nessuna scusa per non indossarla.

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