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12:28 venerdì 9 gennaio 2026
Per impedire ai manifestanti di organizzare altre proteste, il regime iraniano ha spento completamente internet in tutto il Paese Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, il traffico internet in Iran si è azzerato. Letteralmente. Il regime spera così di rendere più difficile l'organizzazione di nuove proteste.
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.
Durante un raid a Minneapolis gli agenti dell’Ice hanno ucciso una donna che stava scappando e il sindaco ha detto che è meglio per loro se ora «si tolgono dalle palle» «Sparite. Non vi vogliamo qui», ha detto Jacob Frey dopo l'omicidio della 37enne Renee Nicole Macklin Good.
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.

Gli Stati del mondo, se fossero grandi quanto il loro brand più importante

10 Febbraio 2017

Come ha appena riportato la rivista Fortune, Google ha scalzato Apple nella classifica dei “most valuable brands” del pianeta: quei marchi il cui valore si attesta spesso su decine di miliardi di dollari, immediatamente riconoscibili a ogni latitudine. Quest’anno, Google vale la discreta cifra di 109 miliardi e mezzo di dollari, mentre Apple è ferma a 107. Ma come sarebbe la cartina geografica se di ogni Paese venisse indicata la società di maggior valore? How Much l’ha creata, regolando le dimensioni degli Stati in base al valore dei loro brand più influenti.

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Noterete un’enorme Corea del Sud, trainata dalla potenza della sua Samsung (il cui valore, però, si ferma a un terzo di quello di Google, Apple o Amazon) e una Svizzera ugualmente sovra-rappresentata da Nestlé. La mappa, realizzata coi dati raccolti da Brand Finance, «riflette il dominio globale dell’economia americana». Il terzo Paese-brand è la Cina, con la banca d’affari internazionale Icbc, valutata poco meno di 50 miliardi di dollari. Le banche, poco sorprendentemente, sono i business più rappresentati della mappa, dato che rappresentano 8 Paesi del mondo. A seguire, le compagnie legate al gas e al petrolio (la Shell catapulta l’Olanda tra i grandi con un valore di 36 miliardi di dollari) e dalle telecomunicazioni, che rappresentano cinque Stati.

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