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Hachette ha cancellato l’uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l’autrice l’ha scritto usando l’AI L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.
Un marinaio della portaerei francese Charles de Gaulle ne ha rivelato a tutti l’esatta posizione loggando la sua corsetta mattutina su Strava Non è il primo militare a rivelare informazioni sensibili registrando i propri allenamenti, tanto che è stato coniato un nome per il fenomeno degli Strava Leaks.
Il nuovo film di Alice Rohrwacher, Three Incestuous Sisters, sarà tutto ambientato tra Roma e Stromboli La regista inizierà le riprese ad aprile e passerà la primavera tra la Capitale e le Eolie assieme a Dakota Johnson, Saoirse Ronan, Jessie Buckley e Josh O'Connor.
C’è solo un Paese al mondo che non è affatto preoccupato dalla crisi energetica causata dalla guerra in Medio Oriente: la Cina La Repubblica popolare raccoglie adesso i frutti di anni di enormi investimenti nelle energie rinnovabili e in particolare nell'elettrico.
Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.
Gli impallinati di alieni sono convinti che gli Usa stiano per dire che gli alieni esistono perché il governo ha registrato il dominio aliens.gov Tutti quelli che non sono impallinati di alieni, invece, dicono che è solo un altro tentativo di Trump di distrarre l'opinione pubblica dagli Epstein Files.
Qualcuno si è inventato un traduttore che traduce qualsiasi cosa dici nella ridicola lingua tipica di LinkedIn Si chiama Kagi Translate e vi insegnerà come trasformare qualsiasi cosa vi succede sul lavoro in un «nuovo emozionante capitolo!».
Dopo averci investito 80 miliardi di dollari e averci guadagnato zero dollari, Zuckerberg ha chiuso il metaverso di Meta Quattro anni a ripetere che in futuro avremmo tutti vissuto in Horizon Worlds. Oggi Horizon Worlds non esiste più.

Che cos’è la famosa (e biblica) “manna dal cielo”?

20 Marzo 2019

È un’espressione che molto probabilmente avete usato ma vi siete mai chiesti che cosa sia, letteralmente, la “manna dal cielo”? Il detto fa riferimento al libro dell’Esodo e, più specificatamente, all’episodio in cui il popolo ebraico si rifugia nel deserto per sfuggire alla persecuzione del faraone egizio. A sostentarli in questo esilio sarà proprio una sostanza nutritiva che Dio metterà loro disposizione, dopo la promessa fatta a Mosè «Farò piovere del pane dal cielo per te», e che li terrà in vita per ben quarant’anni. Come riporta Atlas Obscura, nei secoli in molti fra teologi, filosofi e storici hanno provato a identificare quella sostanza, fornendone le più svariate interpretazioni.

Antonio Tempesta , “La raccolta della manna”, olio su alabastro, 1600 circa, conservato al Museum of Fine Arts di Boston

Le Sacre Scritture non mancano di fornire specifiche sulle caratteristiche, l’utilizzo e i benefici del nutrirsi di questa mitologica manna: intanto nei giorni più caldi si scioglie al sole, se non viene raccolta abbastanza in fretta viene attaccata dai vermi, è simile ai semi di coriandolo e ha un sapore che viene descritto in vari modi, come di wafer al miele, di olio appena spremuto o di torte appena sfornate. È chiaramente una sostanza miracolosa: oltre a dare – fisicamente – accesso al divino, si auto-rigenera ogni mattina e in quantità abbondanti, rispetta lo shabbat e, stando al Libro della Sapienza (o La Sapienza di Salomone), cambia sapore a seconda della persona che se ne nutre. Riferimenti alla manna si trovano anche nel Nuovo Testamento e in alcuni testi islamici (come in uno degli episodi che raccontano la vita del profeta, dove Maometto paragona i tartufi del deserto alla manna).

Quanto ai tentativi di identificarla con precisione, è meglio specificare che gli studiosi non concordano su una traduzione univoca: l’espressione “man hu”, infatti, viene resa, a seconda della scuola di pensiero, come “questa è la manna”, “questo è un regalo” oppure “che cos’è questa cosa”, dimostrazione per alcuni della sorpresa degli ebrei di fronte alla sostanza divina e della loro conseguente incapacità (connaturata all’essere umano) di coglierne il significato reale. Oltre alle interpretazioni strettamente teologiche, ci sono poi quelle a sfondo naturalistico, come la teoria dell’entomologo israeliano Shimon Fritz Bodenheimer, secondo il quale la manna potrebbe essere un’erba medicinale già usata dagli iraniani per trattare l’ittero nei neonati. Il biologo Roger S. Wotton ha raccolto nel suo studio What Was Manna le teorie più comuni attorno alla sostanza, nel tentativo di esercitare una lettura delle scritture meno incentrata sui temi religiosi.

Guillaume Château, copia del dipinto di Nicolas Poussin “Gli israeliti che raccolgono la manna nel deserto”, 1680 (foto di John R. Glembin), conservata al Milwaukee Art Museum

Nel loro libro Piante della Bibbia, i botanici Harold e Alma Moldenke hanno sostenuto l’esistenza di diversi tipi di cibo noti collettivamente come “manna”. Una di questi sarebbe un’alga che cresce nel Sinai quando una sufficiente quantità di rugiada sul terreno le permette di “sbocciare”, quindi ci sarebbero anche un certo numero di licheni, originari del Medio Oriente, conosciuti per avvizzirsi e viaggiare nel vento come pollini, licheni che i pastori del deserto utilizzerebbero per fare il pane. Questa spiegazione spiegherebbe il cibo che “si auto-rigenera” o che “cade dal cielo”, ma in molti hanno fatto notare come i licheni di cui parlano i Moldenke (e in particolare il tipo denominato L. Esculenta, il più probabile indiziato) non fossero autoctoni del Sinai. Arrivando a tempi più recenti, c’è anche chi ha cercato di fare della manna un nuovo trend dell’haute cousine, dice il Washington Post: si tratta dello chef Todd Gray, che utilizza una speciale resina dolce importata dall’Iran che viene venduta a 35 dollari l’oncia. A causa delle severe sanzioni che subiscono le importazioni dall’Iran lo chef non sempre riesce a reperire la materia prima, trovandosi così a improvvisare dei sostituti. Non sembri una truffa però, visto che questa manna nessuno ha ancora capito cos’è.

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