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13:57 venerdì 3 aprile 2026
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».
La nuova opera di Maurizio Cattelan è un numero telefonico da chiamare per confessargli i vostri peggiori peccati Chi chiamerà e confesserà avrà una corsia preferenziale per acquistare una versione in miniatura della sua opera "The Ninth Hour", quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.
Molte persone hanno scoperto le backrooms vedendo il trailer del film The Backrooms e non ci hanno capito niente Prodotto da A24, il film è diretto dal 20enne Kane Parsons, che ha fatto diventare le backrooms un mito internettiano grazie a dei corti pubblicati su YouTube quando di anni ne aveva appena 16.
L’Iran sta usando le criptovalute per aggirare le sanzioni e continuare a finanziare le milizie in tutto il Medio Oriente La preferita dalle Guardie Rivoluzionarie, e dalla banca centrale dell’Iran, sembrerebbe essere Bitcoin perché meno volatile delle altre.
Nel 2025 per la prima volta su internet sono stati pubblicati più testi scritti dall’AI che dagli esseri umani Centomila bilioni di parole scritti dalle macchine: l'ennesima splendida notizia per gli esseri umani che hanno ancora la velleità di guadagnarsi da vivere con la scrittura.
Il mondo sta scoprendo Stefano Rapone grazie a un’intervista ai doppiatori di Super Mario Galaxy in cui quello che doppia Luigi gli dice che il suo Luigi preferito della storia è Luigi Mangione La puntata speciale di Tintoria con il cast del film è diventata viralissima, grazie alle domande di Rapone che hanno lasciato interdetto e divertito il cast.

Madonna contro il tempo

La parola chiave del marketing di Madonna Louise Ciccone è "ageism". Ovvero: chi ha detto che sono vecchia, e chi ha detto che non posso più fare quello che facevo prima?

10 Marzo 2015

Quando agli ultimi Grammy ha alzato il gonnellino e ha fatto vedere il culo, forse è stato quello il momento preciso. O quando l’hanno tirata giù dal palco dei Brit Awards (l’hanno tirata giù, non è caduta: e non è un piccolo particolare) e lei si è rialzata mostrando al mondo intero quello che conta davvero nella vita: un’invidiabilissima tenuta ossea. O, ancora, quando ha trasformato il furto di canzoni (oggi si dice leak) in un’incredibile macchina promozionale vecchia maniera. Oppure, chi lo sa, dev’essere stato durante una riunione che posso solo immaginare con il suo capo-marketing, quando quello stava muto e Madonna – che su Facebook alla voce professione ha evidentemente scritto “capo-marketing presso me stessa” – ha urlato: «La parola-chiave quest’anno è: ageism!». Ovvero: discriminazione degli anziani. Altrimenti tradotto: col cazzo che a cinquantasei anni mi faccio dare della vecchia da chicchessia.

Qualunque sia stato il momento preciso, il Messaggio con la lettera maiuscola è semplice: chi l’ha detto che c’è un limite dettato dall’età? Io col mio corpo faccio quel che mi pare e piace. A Madonna bisogna essere grati, tra le centinaia di migliaia di cose, anche per questo: è la dimostrazione che si può rivendicare tutto il rivendicabile senza per forza manifestare nelle piazze di Se non ora quando? e affini con i riccioli grigi e le Camper ai piedi. È un’operazione culturale, andata in onda su RaiTre domenica sera – eccolo, il momento preciso!

Nell’intervista a Che tempo che fa per il lancio del nuovo album Rebel Heart (esce oggi in Italia), Fabio Fazio ci prova, a darle della vecchia. Al principio, facendola introdurre dal direttore di Tv sorrisi e canzoni Aldo Vitali, come fosse una Wilma De Angelis qualsiasi: il tizio ci svela che Madonna è un’artista che vende dischi, fa parlare di sé da trent’anni e nonostante gli occhiali per la presbiopia usa addirittura Instagram, tu pensa. Alla fine, conferendole il bollino-qualità dei professorini di sinistra: pensavamo fosse una baracca bollita, e invece guarda un po’ che cose sveglie ci ha detto stasera. Nel mezzo, una ventina di minuti in cui Madonna tiene a rimarcare che è sempre lei a condurre il gioco, anche degli anni che passano. Sapendo che la chiacchierata (registrata) sarebbe andata in onda l’8 marzo, Festa della Comune Mortale, pensa bene di sfoderare un paio di ginocchia che la maggior parte delle spettatrici si sarebbe sognata anche al liceo.

E poi, evidentemente consapevole del target che ha di fronte (“capo-marketing presso me stessa”,  del resto), comincia la sua scalata al pubblico dei professorini di sinistra di cui sopra. Tiene una  lezione di storia dell’arte for dummies alla maniera di Flavio Caroli, idolo delle platee faziane;  studia con attenzione l’etichetta del Sassicaia 2010 servito (in bicchieri da bianco) dal padrone di  casa; parla di Charlie Hebdo e libertà d’espressione con l’ecumenismo gravitazionale di una  Samantha Cristoforetti. Risultato: le senonoraquandiste con i riccioli grigi e le Camper vanno in  visibilio, scoprono Louise Veronica nel 2015, è una di noi, ha letto i libri, va alle mostre al Pac, la  figa è sua e se la gestisce lei, rimette al suo posto l’Uomo (Fazio, più volte redarguito) e dimostra  ironia, intelligenza, uso di mondo. E poi, guarda, il botox in video non fa nemmeno quel brutto  effetto che dicono tutti, quasi quasi… Anni e anni di venerazione della crocchia di Nilde Iotti  mandati al macero in venti minuti.

In Italia l’operazione punta su direttrici più sottili, il Paese sta ancora metabolizzando che Maria Elena Boschi è (dovrebbe essere) di centrosinistra. In Francia – ospite settimana scorsa del preserale Le grand journal – Madonna sa di avere gioco più facile. Più senso dell’umorismo, meno Livie Turco. Se da Fazio si mette un castigatissimo cappottone nero, negli studi parigini si presenta vestita da torera, e così combinata attacca a discettare di Marine Le Pen e rigurgiti fascisti: lei può. Il capolavoro è il momento “Tv del dolore di sinistra”: Madonna che abbraccia uno dei vignettisti sopravvissuti di Charlie Hebdo, poi si asciuga gli occhi, quindi gli tiene la mano per il resto della trasmissione. Una dama di San Vincenzo, una di quelle sciure a cui a una certa età rimane solo il volontariato nelle parrocchie di Brera, vestita però come Luis Miguel Dominguín e con in mano la regia di tutto.

«I’m not Joan of Arc, not yet. I’m only human», canta in una bella canzone del disco: Joan of Arc, appunto. Giovanna d’Arco, del resto, è morta bruciata giovanissima: lei non ha nessuna intenzione di imitarla. La rivendicazione della mezza età è un passaggio in più. Prima c’era stato il sesso («Exposed my naked ass, and I did it with a smile», rievoca in Veni Vidi Vici, gran pezzo), poi i pruriti frociaroli (l’autocitazione: «When I struck a pose, all the gay boys lost their mind», sempre in Veni Vidi Vici), ora serve una nuova battaglia da condurre. Con minaccia, però, di non cedere lo scettro a nessuno: «Destiny sings farewell, church bells. […] Who will take her place?», domanda assai retoricamente in Queen.

Amori, cadute, vittorie, rimpianti, figli che piangono, amanti famosi («Show me your Basquiat», dice in Graffiti Heart, altro brano scritto per le fan di Flavio Caroli): in Rebel Heart c’è il solito mash-up di madonnismi assortiti, ero una narcisista ma adesso sono cambiata, dopo aver sofferto per amore è giunta l’ora di ricominciare, voglio farmi scivolare tutto addosso, shake it off, insomma. Tanto poi, come vuole il titolo di un’altra canzone, si va sempre a parare nello stesso punto: Bitch, I’m Madonna. Se a cinquantasei anni resto la più figa del mondo, il problema dell’età è solo vostro.

Nell’immagine, Madonna sul palco dei Grammy, febbraio 2015. Getty Images

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