Hype ↓
08:02 lunedì 20 aprile 2026
Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.
Torneremo a usare i contanti, per colpa delle guerre in Medio Oriente Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario.
Il Segretario della Guerra Pete Hegseth si rifiuta di ammettere di aver citato Pulp Fiction in una preghiera per i soldati americani in Iran, nonostante la sua preghiera fosse identica al monologo “Ezechiele 25:17” di Pulp Fiction E nonostante il fatto che tutti si siano accorti subito che stava citando il monologo "Ezechiele 25:17" di Pulp Fiction. Anche perché l'unica altra spiegazione possibile è che Hegseth non conosca i versetti della Bibbia che cita.
La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.

Macaulay Culkin è tutta un’altra cosa

Dopo il successo, 25 anni di onorata non-carriera, e ora un nuovo progetto: un sito di wellness situazionista che è una parodia di Goop.

28 Marzo 2018

Ci sono quelle star che hanno accompagnato la tua infanzia, che poi finiscono nel dimenticatoio e che a un certo punto riemergono quasi dal nulla, magari per un ritorno sulle scene, per un fatto di cronaca (leggi: gossip) o qualche operazione nostalgia. E poi c’è Macaulay Culkin. Lui è, beh, tutta un’altra cosa. L’ultimo suo film di successo risale a un quarto di secolo fa: Richie Rich – Il più ricco del mondo è del 1994 (lo hanno trasmesso su Italia1 venerdì). Macaulay Culkin, si diceva, è tutta un’altra cosa, perché la sua Carriera con la C maiuscola sarà anche finita 25 anni fa, però lui non è mai scomparso. Lui, l’ex bimbo biondo di Mamma, ho perso l’aereo, di Papà, ho trovato un amico, e del video di “Black or White” di Michael Jackson, lui, il fu cherubino è sempre rimasto nel nostro inconscio collettivo.

Negli ultimi 25 anni di onorata non-carriera, Macaulay Culkin ci ha sempre dato una buona ragione per sentire parlare di lui. Per fare qualche esempio: le apparizioni in Will e Grace (erano i primi anni Duemila, e nel frattempo sono diventati vintage pure quelli), l’autobiografia, e la lunga storia con Mila Kunis, se otto anni vi sembran pochi. Poi ci sono la sua band di rock demenziale Pizza Underground e quel video del 2013, perché la pizza è un fil rouge, dove Macaulay mangia una fetta di margherita, e non è ben chiaro se sia la cosa più triste o più geniale di sempre.

Ci sono le collaborazioni con Adam Green, quell’Adam Green, ex Moldy Peaches, un altro Millennial invecchiato che non si capisce bene se sia il re dei babbi o un genio. Nel 2011 Culkin recita nel primo film sperimentale di Green, The Wrong Ferrari, girato con l’iPhone e scritto sotto Ketamina. Nel 2016 recita, insieme a Zoe Kravitz e Alia Shawkat (l’avete vista in Arrested Development e Transparent), nel secondo film sperimentale di Green, Aladdin, pure quello una follia totale. E, ancora, il dissing, che poi un dissing non era, con Ryan Gosling: per chi se lo fosse dimenticato, correva l’anno 2014 e Gosling, che ancora brillava della luce di Drive (2011) ma non era ancora il Gosling di La La Land (2016), fu fotografato mentre indossava una T-shirt con Macaulay Culkin in una foto di Life e due giorni dopo Macaulay Culkin twittò una foto di se stesso con una maglietta con la foto di Gosling con la maglietta di Macaulay Culkin e poi Ryan Gosling si fece fare una foto in cui… Probabilmente voi o qualcuno dei vostri contatti commentò quel glorioso momento-meta scrivendo qualcosa come: «G-e-n-i-o, questo è un g-e-n-i-o».

Da quando Macaulay Culkin ha svestito i panni del cherubino di successo, la sua cifra è questa: la demenzialità con qualche velleità artistica. E il suo ultimo progetto non fa eccezione. È il sito Bunny Ears, una parodia di Goop. Il sottotitolo rende l’idea di quel miscuglio di citazionismo generazionale e trollaggio che è il mondo di Macaulay Culkin: «Beetlejuice, Beetlejuice, Beetlejuice». Che è un riferimento a un film di Tim Burton che ha contribuito al’educazione sentimentale degli americani nati nei primi anni Ottanta, e che tra l’altro lanciò Winona Ryder (in Italia uscì col titolo orrendo Spiritello porcello e non assunse mai lo status di film di culto che ha negli Usa), ma, ovviamente, è anche uno sfottò alla fissa salutista per i succhi detox. Bunny Ears offre guide ragionate alle uova (bollite, di Pasqua, strapazzate, lanciate sulla finestra), spunti di design «per gente molto depressa», ha intervistato Dracula in quanto “icona di lifestyle”, e ci invita a chiederci se i pianeti hanno dei sentimenti. È un sito di wellness situazionista.

Da quando Macaulay Culkin ha svestito i panni del cherubino di successo, si diceva, è sempre stato in bilico sul confine sottile tra decadimento triste e autoironia brillante, tra il delirio incontrollato e la mossa giusta. Praticamente tutti i suoi progetti suscitano la stessa reazione: non si capisce mai se è la cosa più triste o più geniale di sempre, se lui è il re dei babbi o una mente finissima. Quel genere di cose che si prestano, fin troppo bene, all’essere postate sui social con il commento, inflazionatissimo: «g-e-n-i-o, questo è un g-e-n-i-o». Quel genere di cose che ci fanno sentire intelligenti – eh, io si che ho capito – senza soffermarci a chiederci se abbiamo capito effettivamente. Perché stiamo ridendo? Di chi stiamo ridendo? Chi è lo scemo qui?

Qualche tempo fa Dan Hitchens, un commentatore conservatore, ha scritto di questo equivoco su First Things. «Siamo nell’era delle Crocs di Balenciaga, dove si lascia sospeso se lo scherzo sia sul designer o su chi le indossa, è l’età dei meme, l’età di Lego Movie, un tessuto di battute auto-referenziali, a partire dal fatto che un film che parla di un nanetto che si batte contro un Leviatano è una gigantesca campagna pubblicitaria per una multinazionale». Citando il celebre saggio di David Foster Wallace su televisione e ironia, Hitchens si domanda se, a furia di congratularci su quanto siamo intelligenti a cogliere i trollaggi e le battute autoreferenziali, abbiamo raggiunto un punto in cui non concepiamo più che qualcosa non sia ironia: non si può chiedere se qualcuno intende veramente dire quello che ha detto perché «sarebbe una banalità». Macaulay Culkin è una mente sopraffina o il re dei babbi? Ci è o ci fa? Domandarglielo «sarebbe una banalità». Il dubbio è che lui un genio lo sia per davvero, ma che molti di quelli che gli danno del g-e-n-i-o, sentendosi dei piccoli geni pure loro, non lo siano affatto.

Foto in evidenza: Getty
Articoli Suggeriti
Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss

S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.

La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere

Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.

Leggi anche ↓
Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss

S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.

La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere

Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.

Il caso 137 è un viaggio angosciante nel cuore di tenebra della polizia

Il nuovo film di Dominik Moll, appena uscito nelle sale e tra i più discussi nello scorso anno in Francia, affronta uno dei temi più difficili di questa epoca: se le violenze della polizia sono un male sistemico, qual è la cura? Ne esiste una?

Per Madame è iniziata l’era del Disincanto

Dopo un silenzio di tre anni, Madame torna con un nuovo disco, Disincanto, e un nuovo punto di vista sul mondo. L'abbiamo intervistata per la nostra nuova digital cover e con lei abbiamo parlato di musica da 24enni, fotografia, chimica, polline e alberi belli.

Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film

Molti sono ancora confusi da First Light: la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma che non c'entra niente con il prossimo film di 007.

Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari

Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.