Le foto e i video della sua performance, Seaworld Venice, violano le linee guida della piattaforma in fatto di nudità, a quanto pare.
Luigi Mangione ha lanciato il suo sito, luigimangioneinfo
«Sono commosso e grato a tutti coloro che mi hanno scritto per condividere le loro storie ed esprimere il loro supporto. Un supporto che è andato oltre le divisioni politiche, razziali e persino di classe sociale: il MDC (Metropolitan Detention Center, il carcere di massima sicurezza nel quale Mangione è rinchiuso dal 9 dicembre, ndr) è stata inondato di lettere spedite da tutto il Paese e da tutto il mondo. Anche se per me è impossibile rispondere a tutte queste lettere, per favore, sappiate che ho letto tutte quelle che mi sono state consegnate. Grazie, ancora una volta, a tutti quelli che hanno speso del tempo per scrivermi. Non vedo l’ora di leggervi ancora», queste le parole che si leggono sulla homepage di luigimangioneinfo, il sito lanciato da Luigi Mangione (e dagli avvocati che lo difendono) per «dare risposte a domande che ci vengono poste molto spesso, fornire informazioni precise sui processi e smentire le notizie false».

Nel sito è presente anche un link per chi vuole contribuire a sostenere le spese legali di Mangione. Sapendo quanta morbosità ci sia attorno a questo caso, gli avvocati sono stati costretti a precisare che una eventuale donazione «non dà alcun diritto né accesso a informazioni o materiali inerenti al caso, né è prevista la possibilità di decidere come i soldi della donazione verranno spesi». Una delle sezioni più “curiose” del sito è quella in cui si invitano le persone a smettere di inviare libri a Mangione. I suoi avvocati hanno spiegato che è l’amministrazione del carcere a decidere a quanti e quali libri Mangione può avere accesso. Al momento sono cinque al massimo, gliene sono arrivati già decine che l’amministratore del Metropolitan Detention Center non sa dove mettere.

L'attrice sta condividendo su Instagram immagini e video dal set di Three Incestuous Sisters, girato negli stessi luoghi in cui i suoi genitori s'innamorarono.
Si chiama RAMageddon ed è causato dall'espansione delle server farm che hanno assorbito non solo l'attuale offerta mondiale di chip ma anche la sua capacità produttiva per diversi anni.
Lo si è scoperto grazie al progetto Cats for Palestine, una serie di grafiche in cui la parola Palestine veniva puntualmente sostituita dalla parola Ukraine.