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Le proteste contro i data center si stanno facendo sempre più diffuse, radicali e partecipate in tutto il mondo Le prime proteste si sono registrate negli Stati Uniti. Poi sono arrivati movimenti anche in Inghilterra e Olanda. E adesso si inizia a protestare anche in Italia.
Fa talmente caldo che a Firenze le cere anatomiche del Museo di Storia Naturale hanno rischiato di sciogliersi Un guasto all'impianto di aria condizionata ha messo a rischio quasi duemila modelli anatomici, alcuni dei quali hanno 250 anni.
A Bali i turisti consumano così tanta acqua che adesso il Paese deve affrontare una gravissima crisi idrica Un turista consuma indirettamente e direttamente tra i 2 mila e i 4 mila litri di acqua al giorno, un balinese se la deve cavare con 50.
Nonostante le innumerevoli critiche e stroncature, Michael è diventato il primo biopic nella storia del cinema a incassare un miliardo al botteghino mondiale 371,8 milioni di dollari negli Stati Uniti e in Canada, 629,8 milioni nel resto del mondo: mai nessun biopic ha incassato così tanto.
In un lago in Arizona sono morti tutti i pesci, tutti assieme, tutti nello stesso momento, tutti per lo stesso motivo È successo al lago San Carlos, un bacino d'acqua artificiale, il più grande dello Stato. Ovviamente, c'entra l'inquinamento.
Sempre più coppie che divorziano usano l’AI per farsi dire come rispondere al partner, il che peggiora solo le cose Il problema è che se racconti a ChatGPT che il tuo partner fa questo e quest'altro, ChatGPT ti darà ragione e non perché tu abbia ragione, ma perché è costruito per farlo.
Christopher Nolan ha detto che non gli importa delle polemiche attorno all’Odissea perché sono irrilevanti Davanti alla foga con cui alcuni spettatori si stanno accanendo sul film, Nolan ha semplicemente risposto che fa tutto «parte del gioco».
C’è una biologa che vuole fare in modo che le donne abbiano il ciclo mestruale solo 3 volte all’anno Secondo Hongmei Wang ridurre il ciclo potrebbe essere un modo per estendere il periodo riproduttivo femminile e, quindi, ingannare il cosiddetto orologio biologico.

Nel live action di Bambi non ci sarà la scena della morte della mamma di Bambi

02 Ottobre 2023

Se c’è una cosa che accomuna i bambini di tutto il mondo (almeno finché venivano cresciuti con i film Disney) è il trauma provocato dalla scena della morte della madre di Bambi. Quella scena ha traumatizzato perfino il piccolo Quentin Tarantino: l’ha scritto lui stesso nel suo Cinema Speculation. Nella classifica dei traumi Disney è sicuramente al primo posto, seguito dalla morte del padre di Simba, Mufasa, buttato giù da un dirupo e poi spappolato da una mandria di gnu (morte conservata nel live-action Jon Favreau del 2019), e dalla morte della madre di Nemo, divorata da un barracuda insieme alle sue uova. E poi, tra le scene più dolorose, bisogna per forza citare quella di Dumbo (uscito un anno prima di Bambi, nel 1941) con la mamma elefante che dondola l’elefantino nella proboscide da dietro alle sbarre della sua roulotte-prigione, ma in quel caso, almeno, possiamo sperare nel ricongiungimento finale.

Nel caso della madre di Bambi, invece, nessun sollievo, nessuna speranza, nessuna pace: il cacciatore la uccide, il cerbiatto resta solo nella neve. Guardando quella scena, è impossibile non soffrire. Il merito è dell’atmosfera, dei fondali, della colonna sonora composta principalmente da Frank Churchill (il suo ultimo lavoro, si toglierà la vita qualche mese prima dell’uscita del film, a 41 anni) ma anche della matita di Marc Davis, l’animatore che studiò il disegno del piccolo protagonista, con gli occhioni e la testa grossa, così che venisse percepito dal pubblico sì come un cerbiatto, ma anche come un bambino. Qualche giorno fa, Collider ha annunciato una novità che riguarda la trama del live-action di Bambi, la cui uscita è prevista per il 2025. La febbre dei remake che si propaga ormai da anni colpirà anche il capolavoro Disney del 1942. Questa volta, però, sembra che il protagonista resterà molto simile: a cambiare sarà la trama. La sceneggiatrice Lindsey Anderson Beer, che ha lavorato al progetto dal 2020 fino all’anno scorso, ha rivelato a Collider che per rendere il film diretto da Sarah Polley il più possibile “kid-friendly”, il team creativo ha deciso di eliminare la scena della morte della mamma.

Una decisione importante, che stravolgerà l’atmosfera del film. «Vedere la madre di Bambi che muore, per i bambini e i genitori di oggi, ha un effetto diverso», ha spiegato Anderson Beer. «Penso sia per questo motivo che molti non l’abbiano fatto vedere ai propri figli. Abbiamo pensato di aggiornare il film e dargli un po’ più di contesto. Per poterlo rendere più accessibile ai bambini di oggi bisogna fare in modo che si relazionino un po’ di più a questi temi. Penso sarebbe utile anche al film originale».

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