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15:53 sabato 15 agosto 2026
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.

Un libro racconta il lato buono dei fast food

26 Giugno 2019

Se c’è una cosa che rende davvero Uniti gli Stati dell’America del Nord è il fast food, scrive Adam Chandler, staff writer dell’Atlantic e autore del libro Drive-Thru Dreams: A Journey Through the Heart of America’s Fast-Food Kingdom, tra le ultime uscite della casa editrice newyorkese Flatiron Books. L’80 per cento degli americani mangia al fast food almeno una volta al mese, secondo i dati di Gallup. Il 96 per cento almeno una volta all’anno. Non c’è nessun altra istituzione, scuola o palestra che regga il paragone in quanto a popolarità, spiega Chandler. Andando oltre le note critiche sulla qualità del cibo e sui modelli di business, l’autore mostra “il lato buono” di ogni McDonald’s o Burger King: la capacità di creare un nuovo spazio di incontro per la comunità.

«I sociologi parlano di questi luoghi di incontro fuori da casa e dal lavoro come ‘luoghi terzi’» scrive Chandler. Un territorio neutrale, accessibile e divertente, perfetto per conversare e capace di dare un senso di appartenenza alla comunità. «Questi posti sono diventati rari in un Paese alle prese con le diseguaglianze e in cui gli incontri sociali sono diventati soprattutto digitali», spiega l’autore. E qui entra in gioco il fast food, un posto più popolare dei social network (il 10 per cento degli americani non usa internet, secondo Pew Research Center), non costoso e soprattutto non esclusivo. Ecco perché di recente le forze dell’ordine statunitensi hanno scelto proprio i fast food per avvicinarsi alle persone, con iniziative come “Coffe With A Cop”, che invita i clienti dei fast food a prendersi un caffè insieme a un poliziotto per parlare del quartiere in cui vivono e conoscersi meglio.

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A Milano nasce il primo Museo della Filosofia: tra installazioni sulla menzogna, dibattiti sull’AI e un progetto nelle carceri, l’Università Statale prova a portare il pensiero critico fuori dalle aule e fa i conti con le difficoltà di renderlo accessibile.

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