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Reynisfjara, la famosissima “spiaggia nera” in Islanda, è stata praticamente distrutta da una mareggiata Il vento e le onde hanno causato il crollo di una grande scogliera: al momento, l'accesso alla spiaggia è impossibile (oltre che vietato).
Bad Bunny avrà il suo primo ruolo da attore protagonista in un film che si intitola Porto Rico, che parla di Porto Rico e che è diretto da un regista di Porto Rico Il cast principale include anche Viggo Mortensen, Edward Norton e Javier Bardem, con Alejandro G. Iñárritu a fare da produttore esecutivo.
Trump avrebbe chiamato una tv per lamentarsi della Corte Suprema usando uno pseudonimo che però tutti sanno essere un suo pseudonimo In passato ha usato così tante volte l'alias John Barron che c'è una pagina Wikipedia dedicata, con tutte le dichiarazioni e interviste fatte con questo falso nome.
Un donatore anonimo ha dato al Comune di Osaka 20 kili di lingotti d’oro con la condizione che vengano usati esclusivamente per sistemare i fatiscenti tubi dell’acqua della città I lingotti valgono circa tre milioni e mezzo di euro, esattamente la cifra di cui il Comune aveva bisogno per completare le ristrutturazioni.
Per festeggiare il centenario della sua nascita, ad aprile uscirà un album inedito di John Coltrane Si tratta dei leggendari Tiberi Tapes, registrati tra il 1961 e il 1965, finora rimasti inediti e custoditi in una collezione privata.
Il video di Robert Kennedy Jr. e Kid Rock che prima fanno palestra, poi vanno in sauna, infine bevono del latte ha lasciato interdetti persino i trumpiani Nelle loro intenzioni, il video voleva essere un invito ad adottare uno stile di vita sano. A giudicare dalle reazioni, il messaggio non è passato granché.
Grian Chatten dei Fontaines D.C. ha fatto una cover dei Massive Attack per la colonna sonora del film di Peaky Blinders E non solo: per il film, che uscirà nelle sale il 3 marzo e sarà su Netflix a partire dal 20, ha scritto anche due canzoni inedite.
Il primo film di Joachim Trier si trova su YouTube ed è un video di lui da ragazzo che fa skate con gli amici A 16 anni il regista di The Worst Person in the World e di Sentimental Value era un quasi professionista dello skate.

Come parlare dei libri scritti dagli amici

È difficile fare i complimenti agli scrittori che conosciamo: una confessione in mezzo al guado dell'insincerità.

04 Luglio 2018

Da tanto tempo a questa parte ho un problema coi complimenti. Quando concludo un libro o anche un articolo che mi è piaciuto particolarmente mi sembra doveroso fare i complimenti all’autore, solo che poi non riesco a farli. Mi pare che questo lavoro, scrivere, sia valutato talmente poco – dico, non solo economicamente – che chi si è sforzato con profitto meriti almeno una parola di conforto. Di qualsiasi tipo, anche da uno sconosciuto da cui non può ottenere nulla in cambio, giusto un po’ più di attenzione da quel momento in poi. Probabilmente è una mia convinzione, all’autore non gliene frega nulla e infatti spesso mi accontento di retwittare quel pezzo su un social o consigliare a un amico quel libro, se capita, e la cosa finisce lì. Ma il desiderio di essere più amichevole e sincero mi resta.

Eppure non dovrebbe essere difficile, oggi, rivolgere dei complimenti più sentiti. Potrei fare una foto di quel libro assieme alla mia colazione, potrei sottolinearlo e fotografarlo, potrei esagerare coi complimenti pubblici sapendo che l’eccessivo entusiasmo verrebbe comunque tarato con un po’ di ironia. Potrei fare una di queste cose o più assieme, ma non le faccio. Non me ne voglia chi lo fa, li invidio molto, sento che sono più liberi di me, ma sono tutte cose che mi mettono in imbarazzo. Forse perché faccio un sacco di molliche con la colazione e perché non sottolineavo neanche a scuola perché volevo rivendermi i libri, ma è più forte di me. Quando James Franco scrisse quel pezzo sul New York Times in difesa del selfie, disse che non ci si può fidare di chi non si fa i selfie perché sono persone che non hanno il coraggio di guardare il proprio interlocutore negli occhi. Sono due tipi di foto ed esibizione di sé molto diverse, mi direte, e d’accordo, può essere, ma, nella mia mente, si assomigliano molto.

Il mio timore è, però, legato anche al fatto che mi pare di sguazzare nei complimenti degli altri e io, quando vedo i complimenti degli altri, sono sempre sospettoso. Mi sembra che maggior parte dei complimenti a cui siamo ormai abituati facciano parte di una capillare e studiata operazione di posizionamento. Le foto coi libri, le recensioni che ci scambiamo, persino i like vengono pesati: più si assottigliano le possibilità di questa specie di ambiente culturale in cui ci illudiamo di vivere e più i complimenti diventano una delle poche forme efficaci di ascesa. Una recensione entusiasta può valerti un invito a un festival, verrai ringraziato con un altro vertiginoso complimento, una presentazione, incroci tra case editrici, consulenze per un programma tv. Per carità, intendiamoci, non dico che non ci sia nulla di sincero mai, anzi, non voglio fare il solito intervento millenarista sul marcio del mondo culturale, tutt’altro, ma dire che proprio la presenza di tanta sincerità mista a tanta insincerità rende complicate le cose e lascia qualcuno, pochi, spaventati di essere presi per falsi.

L’unica cosa per cui mi piace inviare dei fiori è che puoi andare dal fioraio e sfogliare gli elenchi di frasi fatte di accompagnamento per mazzi di fiori. Quando hai pagato e pensi di aver finito, il fioraio ti ricorda che potresti aggiungere una frase, allora ti ritrovi con la penna in mano e il foglietto bianco. E scopri di non avere alcuna idea. Tabula rasa. Il vuoto. Lui riconosce l’occhio disperato, lo smarrimento di chi guardandosi attorno cerca un’ispirazione che non può arrivare, come fossimo ancora a scuola davanti a un compito di matematica, e allora, da sotto il banco, ti passa uno di quei begli elenchi di frasi fatte. Libroni usurati, sfogliati e risfogliati decine di volte da anaffettivi come te. E finalmente tutto si ricompone. Frasi per papà, citazioni per la mamma, auguri per il fratello, cose passionali per la fidanzata, cose più mature e distaccate per le mogli, porcate per l’amante. La somma del tuo vuoto e del vuoto delle frasi incredibilmente produce il senso. E puoi scrivere “La felicità è un bene vicinissimo, alla portata di tutti: basta fermarsi e raccoglierla. Ti amo XXX”; attribuendolo a Seneca, o perfino appropriandone, senza sentirti cretino. Ecco, io avrei bisogno di un elenco del genere anche per i complimenti librari per dire a Simone Lenzi e a Veronica Raimo che i loro libri mi sono piaciuti.

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