Hype ↓
00:08 venerdì 5 giugno 2026
La notizia di Martin Scorsese che decide di usare l’AI per disegnare gli storyboard dei suoi film non poteva essere accolta peggio Il regista ha annunciato una collaborazione con una start up AI tedesca. La reazione è stata notevolmente negativa.
ll governo tedesco ha approvato una riforma che equipara i club ai teatri e li protegge dalla speculazione immobiliare Si spera così di fermare la Clubsterben, la morte dei club, una crisi gravissima che in questi anni ha portato alla chiusura di decine di locali storici.
Il brand di skincare The Ordinary se la sta prendendo con l’assurdo marketing e i prezzi folli dei brand di skincare “Buy the ingredients, not the hype”, si intitola la nuova campagna del brand, in cui a prodotti di uso comune viene applicata la stessa maggiorazione di prezzo che si usa con gli ingredienti dei cosmetici.
Phoebe Bridgers ha organizzato un concerto a sorpresa al Madison Square Garden di New York e i biglietti costano un dollaro Il concerto è previsto per questa sera e varrà la solita regola a cui Bridgers tiene molto: niente telefoni.
Per la prima volta al mondo, una cittadina in California ha votato per impedire totalmente e permanentemente la costruzione di data center È successo a Monterey Park, dove l'86 per cento dei cittadini ha votato per vietare per sempre la costruzione di data center.
A Oxford sta per aprire la prima libreria che vende esclusivamente romantasy Si chiama Bad Girl Books e l'ha aperta Starlin Marot, che prima di diventare libraia faceva la tiktoker. La booktoker, per la precisione. Di romantasy, ovviamente.
L’ultima moda tra i miliardari è comprarsi lo scheletro di un dinosauro Vengono battuti per milioni di dollari dalle più prestigiose case d'asta del mondo e acquistati da miliardari che si sono un po' stufati delle "normali" opere d'arte.
Sempre più giovani si dedicano al solomaxxing, cioè rimanere single perché per trovare un partner servono troppo tempo e troppi soldi Essere single non per scelta sentimentale o filosofica, ma perché le relazioni hanno un costo che il reddito medio non copre più.

Dovremmo pagare per entrare in libreria?

25 Ottobre 2019

Al giornalista Howard Fishman l’idea è venuta mentre si trovava alla Strand Book Store, celebre libreria indipendente di Broadway a Manhattan. Mentre sfogliava tutti i libri che attiravano la sua attenzione si chiedeva, «perché vengo qui, invece che acquistarli online con qualche sconto?», e continuando a sfogliare, si dava una risposta. «The Strand e tutte le altre librerie dovrebbero monetizzare il fatto di permetterci di girare tra gli scaffali per ore, di prendere in mano un libro, di sederci a leggerne qualche pagina senza – spesso – comprarlo». Basterebbe un dollaro, propone nel suo editoriale per il New Yorker, per avere accesso a tutto ciò che simili negozi possono offrire.

Secondo Fishman, («ma non mi considero un economista») questa potrebbe essere una soluzione alla chiusura delle piccole librerie cui abbiamo assistito negli ultimi anni. E, a quanto pare, l’idea non è del tutto nuova. Nel 2013 infatti, durante un’intervista alla BBC, l’imprenditrice britannica Victoria Barnsley espresse l’idea di un modello “pay to browsing” per le librerie. Allora il Washington Post scoprì che la maggior parte dei librai americani fossero ostili all’idea, ma non i clienti.

Ci sono stati casi poi in cui alcuni rivenditori hanno iniziato a sperimentare formule simili, come a Porto, in Portogallo, dove chiunque voglia visitare la famosa libreria Livraria Lello deve pagare circa 4 euro: una spesa che è sottratta dal costo del libro in caso di acquisto. Lo scorso dicembre a Tokyo ha aperto Bunkitsu, una libreria a pagamento in cui si possono consultare 30 mila libri pagando 1.500 yen, circa 12 euro: Vi sono comprese salette di lettura dove si può anche lavorare in gruppo, e una caffetteria dove leggere e rifornirsi gratuitamente di tè o caffè. Molti tra i rivenditori di libri intervistati da Fishman hanno respinto l’idea, ritenendo che un costo all’ingresso potrebbe peggiorare la situazione già economicamente precaria dei negozi. «Non è di classe», hanno risposto alcuni, mentre altri si sono dimostrati disponibili. Sorprende che tra le persone che sono apparse più entusiaste all’idea ci siano stati proprio i clienti. «Vado sempre nelle piccole librerie», ha detto una donna, «compro sempre un libro o due. La gentilezza e lo scambio diretto che questi luoghi offrono alla comunità è essenziale. E ne avremo sempre bisogno».

Articoli Suggeriti
La notizia di Martin Scorsese che decide di usare l’AI per disegnare gli storyboard dei suoi film non poteva essere accolta peggio

Il regista ha annunciato una collaborazione con una start up AI tedesca. La reazione è stata notevolmente negativa.

ll governo tedesco ha approvato una riforma che equipara i club ai teatri e li protegge dalla speculazione immobiliare

Si spera così di fermare la Clubsterben, la morte dei club, una crisi gravissima che in questi anni ha portato alla chiusura di decine di locali storici.