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11:18 venerdì 20 marzo 2026
Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.
Gli impallinati di alieni sono convinti che gli Usa stiano per dire che gli alieni esistono perché il governo ha registrato il dominio aliens.gov Tutti quelli che non sono impallinati di alieni, invece, dicono che è solo un altro tentativo di Trump di distrarre l'opinione pubblica dagli Epstein Files.
Qualcuno si è inventato un traduttore che traduce qualsiasi cosa dici nella ridicola lingua tipica di LinkedIn Si chiama Kagi Translate e vi insegnerà come trasformare qualsiasi cosa vi succede sul lavoro in un «nuovo emozionante capitolo!».
Dopo averci investito 80 miliardi di dollari e averci guadagnato zero dollari, Zuckerberg ha chiuso il metaverso di Meta Quattro anni a ripetere che in futuro avremmo tutti vissuto in Horizon Worlds. Oggi Horizon Worlds non esiste più.
Per i 25 anni della saga si terrà un rave party a tema Signore degli Anelli in cui il dj sarà Elijah Wood, cioè Frodo Baggins Insieme all’attore Zach Cowie, suo partner nel duo Wooden Wisdom, Wood guiderà un «rave in pieno stile Terra di Mezzo» il prossimo 31 maggio.
Zendaya sarà la protagonista di tutti i film più attesi del 2026 Sette film in un anno, uno più atteso dell'altro: si inizia con The Drama l'1 aprile e si finisce a dicembre con Dune 3.
Tulsi Gabbard, la Direttrice dell’Intelligence Usa, ha detto che non c’è nessuna prova che l’Iran stesse costruendo una bomba atomica Contraddicendo apertamente Trump, che il 4 marzo aveva detto che «se non avessimo attaccato entro due settimane, avrebbero avuto l'atomica».
Elio Germano si è fatto un profilo Instagram solo per far campagna per il No al referendum sulla giustizia La “canzone” che Germano canticchia nel video riprende quella che cantava Gigi Proietti in uno spot per il no al referendum sul divorzio.

L’epic fail della sezione coreana di Anonymous

28 Giugno 2013

Quando la schiera di militanti di Anonymous della Corea del sud ha lanciato un attacco di tipo DDoS ai siti nordcoreani, martedì, pensava che tutto sarebbe andato secondo i piani: i primi defacciamenti, la pubblicazione dei bulletin e la messa offline dei siti del paese comunista. Avevano un motivo preciso per farlo: in quel giorno si celebrava l’anniversario della guerra di Corea, iniziata il 25 giugno 1950.

Inizialmente, a ben vedere, l’attacco è riuscito: l’operazione “Tango down” – così come viene chiamata in codice dagli hacker – ha portato diversi siti nordcoreani a mostrare i tipici messaggi d’errore che seguono a un attacco DDoS.

Presto, però. le agenzie di news riportavano di un oscuramento del sito del presidente sudcoreano.

Qualcuno, perciò, chiede conto ad Anonymous dell’accaduto.

Pochi minuti dopo anche il sito stesso di Anonymous Corea viene messo offline. Come ha scoperto in seguito Martyn Williams di North Korea Tech, l’attacco era partito da un hacker affiliato al gruppo, che aveva pensato che il sito non fosse espressione ufficiale di Anonymous, ma bensì uno spin-off illegittimo.

L’accaduto, oltre a costituire una figura non certo eccelsa per gli hacker sudcoreani, fa anche riflettere sulle condizioni di Anonymous che, rifiutando ogni forma organizzativa interna, è costretta a incidenti e malintesi di questo tipo.

(via)

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