Aprirà all’interno dell’ADI Design Museum, in piazza Compasso d'Oro 1, entro la fine del 2026.
Uno studio ha scoperto che la Statua del leone di piazza San Marco a Venezia viene dalla Cina
E a portarla in città sarebbero stati il padre e lo zio di Marco Polo, come "souvenir".
Dalle rive del fiume Azzurro, lungo la Via della Seta, fino a piazza San Marco a Venezia grazie al padre e allo zio di Marco Polo: secondo una ricerca condotta da un gruppo di ricercatori dell’Università di Padova, l’origine del simbolo di Venezia, la statua del leone di San Marco, sarebbe piuttosto cosmopolita e avventurosa. Nella ricerca – che verrà pubblicata prossimamente sulla rivista scientifica Antiquity – si legge che attraverso l’analisi geochimica di campioni di piombo prelevati dalla statua gli studiosi sono riusciti a scrivere almeno una parte della sua biografia.
Come spiega Angela Giuffrida sul Guardian, l’analisi degli isotopi del piombo permette di risalire, con una sufficiente sicurezza, al luogo in cui i metalli sono stati trovati e raccolti. Utilizzando questo metodo di analisi, gli scienziati hanno scoperto che il bronzo usato nella realizzazione della statua del leone è originario, appunto, del fiume Azzurro, in Cina. Ma non c’è solo questa prova a sostegno della tesi dei ricercatori dell’università di Pavia. Un’altra è la somiglianza tra i leone di Venezia e una statua molto simile che sarebbe stata posta a guardia di una tomba durante la Dinastia Tang, cioè approssimativamente tra il 618 e il 907 aC. Sarebbero stati Niccolò e Maffeo Polo, padre e zio di Marco, a portarlo a Venezia come “souvenir” di una visita a Khanbaliq, il nome con cui all’epoca era chiamata l’attuale Pechino. Una volta arrivato a Venezia, il leone sarebbe stato modificato per assomigliare di più al simbolo della città.
All’inizio, infatti, la statua sarebbe stata abbastanza diversa da come è ora. La principale differenza sarebbe stato un paio di corna che spuntavano dalla fronte del leone e che lo avrebbero reso molto simile allo zhènmùshòu, il leone guardiano dei sepolcri durante la dinastia Tang. E poi, anche le orecchie sarebbero state diverse, all’inizio: più lunghe, in particolare, e accorciate in seguito per trasformare lo zhènmùshòu nel leone di San Marco.
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